Lavagnola e Legino, toponomastica storica, F.Ciciliot, 23 febbraio

Fino a pochi decenni or sono, Lavagnola e Legino furono due comunità indipendenti con proprie tradizioni e punti sociali di riferimento. Anche la loro toponomastica storica, almeno quella anteriore al 1215 a cui qui ci riferiamo, descrive ambienti e insediamenti diversi.

CIMG7075

Più appartata Lavagnola, sede di numerosi mulini e con alcuni nuclei abitati collinari ben definiti – come Marmorassi, Riborgo e la zona tra San Michele e Montemoro – in cui compaiono evidenti toponimi di origine germanica. Le chiese antiche sono San Dalmazzo, San Nazario, San Michele di Alpesella e il monastero maschile e femminile di San Salvatore e San Giacomo di Montemoro, raggiunto da una strada riattata nel 1214 che si inerpica da Cantagalletto verso Altare e Ferrania.

CIMG7097 Repusseno

Legino denuncia le sue origini romane e contiene numerose proprietà religiose che ne continuano la vocazione agricola in un’area comoda e fertile per l’acqua del rio Molinero e degli altri ruscelli che sfociano sull’ampia spiaggia, su cui gravitavano, in sequenza a partire dalla foce dell’attuale Letimbro: il monastero femminile di Santa Cecilia, le Fornaci (allora Maonarie) e Zinola, al confine con Vado, in corso di sviluppo intorno alla chiesa di Santo Spirito.

CIMG5982

La seconda parte della ricerca inedita sulla toponomastica storica di Savona, dedicata a Legino (con le Fornaci e Zinola) e a Lavagnola (con le alte valli savonesi), sarà illustrata da Furio Ciciliot il 23 febbraio 2018, alle ore 17.30, nel Salone di Storia Patria.