La chiesa e il convento di Santa Rita furono fondati nel 1487 dai Frati Agostiniani Osservanti, che già dal 1471 s’erano stanziati a Savona, nell’ambito del movimento religioso che aveva portato tanti frati e suore a staccarsi dai loro conventi originari per istituire nuove congregazioni maggiormente attente all’antica Regola dei rispettivi Ordini, appunto l’Osservanza.

Santa Rita_facciata_ridotta

Sabato 6 giugno, alle ore 17.00, nella A Campanassa – salone del Palazzo dell’Anzianìa – i nostri soci Rinaldo Massucco e Fulvio Parodi presenteranno una relazione, illustrata con audiovisivi, sull’antico complesso conventuale savonese di Nostra Signora della Consolazione, la cui chiesa è maggiormente nota ai Savonesi con la denominazione di Santa Rita.

La chiesa, arricchita da preziosi affreschi, fu ricostruita nel 1725, quando si sopraelevò di quasi tre metri il pavimento, per porre rimedio alle infiltrazioni idriche dal vicino Letimbro: sotto alla cappella maggiore esiste ancora un ipogeo posto sull’antico livello.

Oltre a custodire ancora parecchie interessanti opere d’arte e oltre che per gli aspetti devozionali, legati soprattutto alla cappella dedicata a Santa Rita, la chiesa è importante anche per lo stupendo campanile rinascimentale, l’unico conservato intatto in tutta Savona.

Campanile S. Rita ridotta

La conferenza di sabato 6 giugno consentirà di fare il punto sull’antica chiesa e su quanto rimane del convento, in un momento piuttosto critico della propria esistenza: gli Agostiniani abbandonarono il loro insediamento di Savona vent’anni or sono, nel 1995, e da allora la chiesa è rimasta di loro proprietà, ma è stata data in comodato d’uso gratuito alla Diocesi.

Tra pochi mesi scadrà la convenzione che regola il comodato e pare che la Diocesi sia intenzionata a rinunciare a gestire ancora l’edificio sacro e i locali adiacenti, per problemi economici. Al di là della storia, dell’arte e della fede si pone quindi il problema: Santa Rita, quale futuro?