Il Novecento è stato sicuramente il secolo più intenso e controverso della storia umana. Le importanti scoperte scientifiche e tecnologiche, la continua evoluzione socio-culturale, politica ed economica, hanno messo in evidenza le contraddizioni di un’umanità alla costante ricerca del bene e del male, come in un atomo in cui coesistono una carica positiva e negativa, in grado, se sollecitato, di mutare lo spazio circostante liberando una sorprendente quantità di energia.

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Nel suo saggio definito “la più importante resa dei conti del 900”, lo storico britannico Eric Hobsbawm, definisce il Novecento “il secolo breve”, prendendo in considerazione il periodo tra il 1914 ed il 1991, ossia fra lo scoppio della Prima Guerra Mondiale ed il crollo dell’Unione Sovietica; un lasso di tempo breve, dunque, ma in cui è racchiusa una fitta trama di avvenimenti eccezionali di scala globale.

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La periodizzazione ha sempre suddiviso le varie epoche per omogeneità ed in riferimento alle implicazioni che, da un certo momento in poi, si sono manifestate nella civiltà umana, a seguito di un particolare avvenimento storico, come l’avvento della scrittura, la caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476) o il primo viaggio di Colombo in America (1492); ma se oggi viviamo l’età Contemporanea, di cui si fa risalire l’inizio alla Rivoluzione francese (1789), cos’è stato, allora, il secolo che ci siamo appena lasciati alle spalle con tutta la sua complessità?

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Nasce, quindi, un problema “di criterio”, per cui la storiografia è chiamata a fare una profonda riflessione tenendo presente il modo, sempre più veloce, con cui si verificano questi radicali mutamenti; ecco ritornati al concetto iniziale di Hobsbawm.

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Anche la nuova collana Novecento della Società Savonese di Storia Patria – di cui si forniscono in anteprima alcune immagini – inizia il suo viaggio con la Grande Guerra, ma calando questa catastrofe umana nella realtà locale, facendosi portavoce, e a volte ridando voce, agli stessi protagonisti di quegli anni: per questo i testi sono soprattutto riferiti alla storia locale ma sempre in riferimento a quella nazionale.

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Molti sono gli ambiti affrontati, da quello politico, industriale ed artistico, a quello assistenziale, della vita al fronte e delle tecniche di guerra, fino alla corrispondenza postale, tutti accomunati dallo stesso filo conduttore, quello della tragedia umana ma anche della speranza.

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Grafica e impaginazione del testo cartaceo di Maria Luce Gazzano