La chiesa di San Domenico fu abbattuta nel 1544 in seguito alla costruzione della fortezza genovese, ma i resti sono ancora oggi visibili da corso Mazzini e dalla rampa d’accesso al Priamàr, riportati alla luce e valorizzati dalle numerose campagne di scavi archeologici condottivi dal 1971 ai nostri giorni dall’Istituto Internazionale di Studi Liguri.

img_0005-copiaVenerdì 11 novembre, alle ore 17,30, nel Salone della Società Savonese di Storia Patria sarà presentata l’opera tridimensionale in ceramica di Piero Pastorino raffigurante la chiesa savonese di San Domenico il Vecchio, realizzata seguendo la recente ricostruzione grafica di Gianni GBN Venturino, basata sulla documentazione archeologica e sulle analogie presentate da coeve chiese domenicane in Italia. Il modello artistico realizzato da Piero Pastorino raffigura in modo efficace e suggestivo l’antica chiesa, con il sagrato e le due strade adiacenti.

L’opera sarà donata dall’autore alla Società Savonese di Storia Patria, in previsione di un successivo deposito per un’esposizione permanente nel Museo Archeologico del Priamàr, nel contesto del settore dedicato al complesso monumentale della chiesa e del convento di San Domenico.

Dopo la presentazione dell’opera in ceramica – che raffigura l’esterno dell’antica chiesa – seguiranno interventi dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri e di Gianni Venturino, per puntualizzare le vicende storico-artistiche e le caratteristiche architettoniche del complesso domenicano che, dal 1288 al 1544, sorgeva alle falde del Priamàr.