A differenza di altre realtà politico-istituzionali del basso Piemonte, il marchesato di Ceva rimane ancora poco studiato. Notevoli progressi sono stati fatti negli ultimi anni, grazie soprattutto  ai due importanti convegni tenutisi nel 2011 e nel 2013 e organizzati dalla Società di Studi Storici di Cuneo.

Sulla scia dei primi risultati raggiunti, nell’ambito delle progettualità attivate dal Fondo Storico Alberto Fiore di Garessio, con il sostegno del Centro Culturale Mario Giovana di Mombasiglio, è stato ideato il Progetto Marchesato, che ha visto fin dal suo inizio il coinvolgimento di docenti universitari e di studiosi locali.

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La torre di Castellino Tanaro (foto Sebastiano Carrara)

 

L’obiettivo del progetto è quello di condurre ricerche scientifiche che possano colmare tale lacuna storiografica e che, allo stesso tempo, possano fornire chiavi di lettura utili per impostare successivi politiche di valorizzazione culturale e turistica dell’area.

Nell’incontro di sabato 23 aprile, alle ore 17.00 nel salone di Storia Patria (via Pia 14/4), Sebastiano Carrara presenterà i primi risultati conseguiti, vale a dire la realizzazione del censimento dei castelli e delle strutture fortificate del territorio della signoria aleramica tra il XII e il XIV secolo.

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La torre di Barchi, Garessio (foto fc)

A partire dai dati raccolti è stato, infatti, elaborato un database contenente più di cinquanta schede, in ciascuna delle quali sono raggruppate informazioni relative ad elementi quali la collocazione paesaggistica, i caratteri morfologici del sito ove sono ubicati i beni in questione, la superficie racchiusa dalle mura, le caratteristiche dell’apparato fortificatorio, la presenza e le tipologie di abitazioni e di quartieri abitati stabilmente all’interno del circuito murario, la presenza e la qualità di edifici religiosi, così come di edifici funzionali (cisterne, depositi o magazzini per corpi di guardia).

Manifesto Valle Tanaro

Molti tra i principali monumenti descritti di Bagnasco, Ceva, Garessio, Mombasiglio, Nucetto, Ormea e Priola saranno eccezionalmente visitabili nei mesi di maggio e giugno durante l’iniziativa Week end del patrimonio, alla scoperta dei beni culturali della nostra terra, con la guida di esperti. Si tratta di un’occasione unica, trattandosi spesso di edifici civili e religiosi chiusi al pubblico che conservano testimonianze artistiche e storiche preziose e poco note.