Un carteggio sconosciuto tra il principale politico savonese dell’epoca, Paolo Boselli, ed alcuni suoi corrispondenti locali, soprattutto Angelo Caroggio, rappresenta una preziosa fonte di prima mano per capire la città in quel periodo.

Le lettere pubblicate da Gian Luigi Bruzzone sono 122 e vanno dal 1900 al 1926. Sono state riunite con il titolo «Paolo Boselli & Angelo Caroggio».

Paolo Boselli

I testi delle lettere analizzano temi ancora oggi vitali, soprattutto la difficile logistica dovuta all’orografia del territorio. Mondi produttivi importanti che da decine di secoli faticosamente cercano di dialogare: porto e industrie liguri, da una parte; dall’altra, le importanti città padane.

Angelo Caroggio (foto F. Lavagna)

Il volume di Gian Luigi Bruzzone (112 pagine) è disponibile nella sede di Storia Patria: è il quarto pubblicato quest’anno dalla Società ed è stato inserito nella «Collana di Fonti e Studi».

Un assaggio del contenuto è riportato in uno stralcio della premessa dell’autore che riportiamo di seguito.

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Un’amicizia pressoché sconosciuta questa di Paolo Boselli con Angelo Caroggio, eppure costante, convinta, durata usque ad mortem et post mortem, dal momento che il longevo politico savonese volle testimoniare con un epitaffio celebrativo l’amico di una vita. Sodalizio esteso ai familiari e sopra tutto fattivo, non consistendo in vacui salamelecchi, ma teso a promuovere tutto il bene possibile per Savona.

Professionisti che si sentirono sulla medesima lunghezza d’onda, accomunati da una formazione approfondita e soda, da una cultura poliedrica ed equilibrata, il tutto asceso ad amicizia potenziata dal comune amore per la propria città.

L’amicizia verace è effusiva: per questo furono ambedue paladini per risolvere i precipui problemi del microcosmo sabazio loro contemporaneo, dalle vie di comunicazione, in particolare quelle ferroviarie, alle strutture portuali, all’assistenza dei più bisognosi, ad iniziare dagli orfani e dagli anziani più o meno autosufficienti.

(…) Al centro del dialogo dei Nostri si accampa il problema – fra gli altri – della linea ferroviaria Savona-Torino: esigenza non certo nuova, ove si rammenti che era già auspicata all’indomani dell’assegnazione della Liguria al Regno sardo, stabilita dal Congresso di Vienna.

Il carteggio, semplice e familiare, evidenzia quanto sia tutt’ora insoluto un valido collegamento tra il capoluogo subalpino e le sponde del Mediterraneo più vicine.

Evidenzia altresì il virtuoso sodalizio fra una realtà locale ed un uomo di governo, che nell’amata città natale sa di avere un professionista competente, fededegno e disinteressato, dal quale apprendere le effettive e concrete necessità.

Gian Luigi Bruzzone