Il tradizionale incontro di auguri tra i soci per le festività natalizie e del nuovo anno è programmato per sabato 18 dicembre (ore 17.00, Stella Maris, piazza Rebagliati, porto di Savona). Per i noti motivi, saranno seguiti i previsti protocolli Covid e l’ingresso potrà avvenire solamente dietro esibizione del certificato verde.

Durante l’incontro, Franco Rebagliati presenterà il suo ultimo libro, appena pubblicato nella «Collana di Fonti e Studi», dal titolo Da Racconigi al Circolo polare artico. Rapporti tra Italia e Russia (1909-1919).

La ricerca e l’edizione del volume derivano dalla collaborazione tra l’Associazione Nazionale e quella di Savona del Dopolavoro Ferroviario con la Società Savonese di Storia Patria.

Come risulta evidente si tratta di un argomento di notevole interesse che travalica i confini strettamente locali; il testo che segue è tratto dall’introduzione al lavoro e mette a fuoco alcuni dei punti fondamentali della ricerca.

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Tra le vicende riguardanti la I Guerra mondiale compaiono episodi o vicende poco indagate, a volte addirittura ignorate volutamente dalla storiografia ufficiale: vicende che nascondono risvolti poco encomiabili nel quadro generale dell’evento di cui si preferisce ignorare l’esistenza.

È il caso del Corpo di Spedizione inviato nel 1918 in Russia, paese ormai in procinto di uscire dal conflitto, accanto alle truppe interalleate in missione di appoggio all’esercito zarista e per gestire il porto di Murmansk, vitale per i traffici, così come la linea ferroviaria che da Murmansk porta all’interno. Missione alla quale sono destinate truppe che non avranno gli onori della cronaca, guardate con sospetto al ritorno in patria per il timore di contaminazioni ideologiche bolsceviche.

Questa vicenda, pressoché sconosciuta o quantomeno sottaciuta, è oggetto dell’indagine di Franco Rebagliati che ci ha abituati a meticolose ricerche di eventi di difficile decifrazione, che riguardano il suo specifico settore: le infrastrutture ferroviarie. Nel volume è ricostruito il quadro complessivo della vicenda, con antefatti e conseguenze anche locali, di stretto interesse del savonese.

L’epilogo, per le nostre truppe reduci da una spedizione inviata in territori inospitali sarà inatteso, e ancora oggi dai contorni non definiti, nonostante le ripetute indagini sui fatti. Indagine che potrebbe chiarire anche i dubbi sulla “cancellata dello zar”, commissionata da Nicola II e mai arrivata in Russia, visibile a Carcare, probabile opera del famoso artigiano Alessandro Mazzucotelli.

Carmelo Prestipino