Il titolo tradisce un vezzo verso la cripticità proprio di chi si interessa di linguistica. In sintesi, si vorrebbe suggerire una miscela di visione e precedenza temporale, aspetti propri dei toponimi altomedievali.

La toponomastica studiata da Furio Ciciliot è tratta dalle fonti scritte piemontesi e valdostane degli anni dal 726 al 1100. In quei documenti, i toponimi citati sono già ufficialmente definiti, hanno valore legale riconosciuto e sono racchiusi in limiti territoriali circoscritti.

Come avviene da decenni nella ricerca archeologica, ma utilizzando qui toponimi invece di manufatti, con questo lavoro si vogliono fornire fonti e contesti per comprendere un territorio fisico nello spazio e nel tempo. I nomi di luogo sono spesso gli unici reperti di allora giunti fino a noi.

La pubblicazione è la numero 46 del Progetto Toponomastica Storica. Dopo Arcaici Echi (2019) e Remota Loca (2024), con questo lavoro si conclude una trilogia di studi che ha analizzato e localizzato tutti i toponimi altomedievali dell’Italia nord-occidentale (Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta). Il volume di 448 pagine sarà distribuito gratuitamente a tutte le persone associate a Storia Patria.

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