La presentazione della mostra, intitolata «Uno scenario sostenibile per completare il riuso e riutilizzo della fortezza sul Priamàr», curata da Pasquale Gabbaria Mistrangelo, avverrà sul Priamàr di Savona, sala congressi del palazzo della Sibilla, sabato 22 gennaio 2022, ore 10.00.

La mostra sarà aperta – sempre nel Priamàr, palazzo del Commissariodal 22 gennaio al 6 febbraio, dalle 15.30 alle 18.00. Di seguito riportiamo la locandina ed alcune informazioni generali.

I disegni esposti – tavole di grande formato in prospettiva o assonometria eseguiti a riga e squadra da Pasquale Gabbaria Mistrangelo, “…una rappresentazione all’antica…” come scrive Marco Ricchebono nel quaderno “La Fortezza del Priamàr: visioni dello scenario sostenibile” – intendono rappresentare le parti della Fortezza ancora da recuperare e riutilizzare per concludere gli interventi programmati dall’amministrazione comunale di Savona nel 1979 e proseguiti sino al 2002, anno dopo il quale, con la sistemazione del piazzale su corso Mazzini, gli interventi si sono arrestati per mancanza di ulteriori investimenti. Da allora alcune opere, non sempre adeguate ai criteri di restauro e riuso precedentemente applicati, ed i mancati interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sono stati causa di degrado e di abbandono.

I quattordici disegni intendono rappresentare la configurazione architettonica degli spazi, interni ed esterni, che si potrebbero avere a lavori compiuti e che, previa programmazione di un piano generale per opere di manutenzione ordinaria e straordinaria indispensabili ad assicurare una corretta conservazione ed uso dell’intero complesso fortificato, comprendono essenzialmente: il ripristino del fossato di levante, la creazione del museo “Pelagos” dei cetacei marini nella parte bassa verso corso Italia, il recupero della polveriera e del fossato della Cittadella, la sistemazione di un parco archeologico sull’area dell’antica Cattedrale di Santa Maria di Castello con il recupero dell’area della cripta e la ricomposizione del loggiato a mare, lo svuotamento della cortina su corso Mazzini con la realizzazione di nuovi locali e di un sistema di scale mobili d’accesso, la demolizione del volume improprio della piscina costruita negli anni ’70 del secolo scorso e da anni abbandonata, il recupero e riuso delle aree a mare (circa 18.000 mq).