Storia Patria è fedele alla consuetudine di augurare le buone feste con un’opera d’arte. Non si tratta, questa volta, di un quadro ma di un manoscritto musicale inedito di danze per chitarra spagnola del primo Seicento.

Di seguito si riporta un condensato dello studio di Maurizio Tarrini riguardante il documento, rimandando al ben più ampio articolo contenuto nel prossimo volume dei nostri «Atti e Memorie», distribuito gratuitamente ai soci in regola con il pagamento della quota del 2021.

Senza poterle ascoltare, ma ci stiamo organizzando per poterlo fare, immaginiamo la gioia e la grazia di queste musiche, che speriamo ci conducano ad un 2021 sereno e felice.

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Nel corso del riordinamento del fondo Notai antichi ignoti dell’Archivio di Stato di Savona sono venuti alla luce alcuni frammenti manoscritti d’intavolatura per chitarra spagnola. Il ritrovamento si deve ad Aurora Rossi, funzionaria dell’Archivio, che ce li ha gentilmente segnalati e messi a disposizione.

Si tratta di quattro bifogli, formato 150×210 mm ca., per un totale di otto carte ossia sedici pagine, databili alla prima metà del XVII secolo. La filigrana raffigura uno scudo con croce latina sormontato da una croce latina con bracci trilobati è attestata su documenti genovesi della prima metà del ’600, precisamente dal 1629 al 1633.

I quattro bifogli contengono complessivamente 72 linee e mezza d’intavolatura per chitarra spagnola: un tipo di notazione alfabetica costituito da una linea orizzontale al disopra della quale sono scritte le lettere (minuscole e maiuscole) indicanti gli accordi della chitarra mentre i trattini verticali al disotto e al disopra della linea indicano le “botte” ossia il movimento della mano all’insù o all’ingiù. Il segno # equivale al moderno segno di ritornello. Non vi sono indicazioni metriche o di battute.

Le composizioni musicali contenute in questi frammenti fanno parte del consueto repertorio coevo di danze tradizionali e bassi ostinati familiari alla maggior parte dei chitarristi: Rogiero, Passacaglio, Romanesca, Spagnoletto, Vilano di Spagna, Bergamasca ecc., alle quali si aggiungono brani forse in onore di donne liguri (Savignona, La Grila). È molto probabile che il contenuto sia almeno in parte derivato da raccolte coeve.

Nel tardo Cinquecento e fino al primo Settecento la chitarra era conosciuta come chitarra spagnola identificabile con una chitarra a forma di 8, da cui deriva quella attuale. Un’interessante raffigurazione di chitarra si trova nel Santuario di Nostra Signora di Misericordia a Savona e precisamente nel prospetto della cripta, costituito da una scultura a bassorilievo su tre arcate attribuita a Giovanni Battista Orsolino e ai figli Giovanni e Cristoforo. La datazione non dovrebbe oltrepassare il terzo decennio del XVII secolo (l’opera era già compiuta nel 1642) ed è quindi all’incirca coeva dell’intavolatura.

Maurizio Tarrini