Il conte Giorgio Gallesio (Finale Ligure 1772-Firenze 1839), fu una poliedrica figura di proprietario terriero nel Finalese e a Calizzano, giudice a Savona e governatore della cosa pubblica nel Savonese e a Pontremoli.
Divenne famoso soprattutto per la sua attività scientifica nei campi della Botanica e della Pomologia in particolare, con le sue due opere maggiori: la Pomona Italiana (1817-1839), che costituisce una pietra miliare nello studio delle ‘varietà’ frutticole italiane, e il Traitè du Citrus (1811) innovativo trattato sugli agrumi. Grazie a queste pubblicazioni ottenne già all’epoca diversi riconoscimenti tra i quali: membro dell’Accademia delle Scienze di Torino (1818), dell’Accademia dei Georgofili di Firenze (1813), della Società di Orticoltura di Parigi (1829).
Tra il 1814 e il 1839 Gallesio esplorò ripetutamente le campagne e i mercati del Regno Sabaudo, del Lombardo–Veneto, della Toscana, dello Stato della Chiesa, fino a Napoli, per cercare le più interessanti varietà coltivate, il resoconto dei viaggi e le sue osservazioni pomologiche furono da lui annotate nei manoscritti intitolati Giornali dei Viaggi (1810-1839), che l’autore intercalò ai Giornali di Agricoltura (1800-1838) nei quali egli annotò dettagliatamente la gestione agronomica e economica dei suoi possedimenti terrieri, l’attività svolta nella “villa sperimentale” di Finale Ligure oltre a riferimenti all’agricoltura del Finalese e delle Riviere Liguri fino al Nizzardo trattando delle tre colture principali: olivo, vite, agrumi e della orto-frutticoltura dell’epoca.
La Pomona Italiana e il Traitè du Citrus sono ancora oggi due pubblicazioni di portata internazionale e di fondamentale importanza non solo per la storia dell’agricoltura italiana ma anche per le ricerche più attuali intese alla conoscenza, conservazione e valorizzazione del patrimonio genetico dell’arboricoltura da frutto.


