La quinta lezione del corso Etimologia: principi per … principianti è dedicata a Etimologia e botanica sarà, come di consueto, tenuta da Giorgio Marrapodi, ricercatore del Lei (Lessico Etimologico Italiano), nel Salone di Storia Patria (via Pia 14/4, Savona), il giorno 24 febbraio 2026 alle ore 17.00.
Un capitolo affascinante e complicatissimo degli studi etimologici riguarda i nomi delle piante. Il fascino risiede nella varietà delle denominazioni, che spesso si collegano a usanze, tradizioni e concezioni folkloriche (per lo più di natura soprannaturale) di cui ormai rimangono poche tracce (e in questo senso le denominazioni delle piante sono un importante testimone per ricostruire stralci di queste realtà culturali estinte).
La difficoltà nell’etimologizzarle risiede non tanto nel ritrovare l’etimo da cui derivano certi nomi, ma nel ricostruire le motivazioni per cui a una certa pianta è stato dato un certo nome. Che il venegolo ‘maggiociondolo’ derivi da ebulus ‘ebbio’ è pacifico. Ma perché una pianta come il maggiociondolo è stata associata all’ebbio, che non è nemmeno sua parente secondo le tassonomie botaniche ufficiali? E da dove viene questa -g-? Gli ordini di difficoltà sono almeno due:
1. Motivare la denominazione
2. Motivare cambiamenti fonetici inspiegabili che non seguono norme sistematiche.
Nel caso poi di un dizionario etimologico di ampio (o ampissimo) respiro come il L(essico) E(timologico) I(taliano) si aggiungono almeno altri tre problemi:
3. L’identificazione della pianta denominata; problema che si riscontra specialmente nelle fonti dialettali di origine amatoriale. Quando il dizionario mantovano di Arrivabene mi glossa sanguinér con ‘sanguinella’ in realtà a quale pianta si riferisce, visto che nei repertori botanici a disposizioni tale nome viene attribuito a più di una pianta?
4. Sinonimia della tassonomia ufficiale; in non pochi casi la definizione che accompagna la denominazione contiene il nome scientifico. Sembrerebbe un grande vantaggio, se non fosse che in non pochi casi le fonti riportano sinonimi, la cui natura sinonimica non è immediatamente riconoscibile (a meno di non essere provetti botanici con specializzazioni sulla storia del lessico scientifico botanico). Allora è inevitabile e lecito chiedersi: ma sono la stessa pianta o sono due piante diverse?
5. Riconoscimento della pianta: la fonte che mi riporta una certa denominazione (scientifica o meno) avrà collegato correttamente la pianta alla denominazione? E l’informatore della fonte avrà fatto lo stesso? 6. Difficoltà a creare una definizione lessicografica: se la stessa denominazione viene usata per designare piante diverse nel corso dei secoli, come faccio a organizzare il mio materiale lessicografico e quale definizione devo costruire (es. di platano).
Per tutti questi motivi appare chiaro come l’etimologizzazione dei nomi di piante rappresenta un po’ la pista nera sulla montagna innevata dell’etimologia.
La conferenza sarà interamente registrata e messa a disposizione di tutti sul nostro canale YouTube.
