I primi libri di fotografia che pubblicammo furono quelli di Mario Stellatelli dell’inizio del terzo millennio, ma il nostro archivio fotografico è ormai cospicuo. Il lavoro di Aldo Audisio e Angelica Natta Soleri, con la collaborazione di Francesco Fazio e Michele Manzi, non ci trova quindi impreparati nell’affrontare uno dei fotografi che meglio hanno descritto il nostro territorio, un altro tassello fondamentale nel definirne il genius loci di cui la Società Savonese di Storia Patria è custode.

Il titolo scelto – Tranquillamente al mare. Celle Ligure 1905-1920. Jan Neer fotografo (Marco Sabatelli editore) – è la didascalia collettiva di un centinaio di immagini fotografiche, a volte spedite come cartoline, di un mondo agricolo e marinaro che si sta trasformando in quello turistico che oggi conosciamo.

Il fotografo era Jan Neer, pseudonimo enigmatico di un militare varazzino dal nome più familiare di Giovanni Celesia (1860-1946). Nella ricerca, accolta nella nostra collana di Fonti e Studi, è stata definita finalmente con precisione la sua biografia e ci auguriamo che il lavoro sia destinato a proseguire con immagini degli altri paesi che coprì con il suo lavoro. In anteprima riportiamo di seguito una sintesi del testo introduttivo di Angelica Natta Soleri.

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Com’era Celle in quegli anni? Nessuno più lo ricorda, è trascorso oltre un secolo dalle fotografie di Giovanni Celesia, universalmente conosciuto con lo pseudonimo Jan Neer. Alcune zone sono irriconoscibili, altre si sono mantenute simili, comunque non uguali. Le case prospicienti il mare hanno subito profonde trasformazioni sia estetiche che distributive, pur mantenendo il loro fascino. (…)

L’Aurelia, il collegamento costiero della Liguria, era una striscia di terra battuta, stretta e difficoltosa: sottostante le rocce del promontorio dei Bottini, che transitava nel capoluogo, che passava sotto la Crocetta e si dirigeva verso la località Piani, senza case, con una profonda ansa sabbiosa. (…)

Anche la balneazione si è globalizzata, le pergole di frasche hanno lasciato il posto a più funzionali (e poco romantiche) tettoie e le cabine sono ormai tutte uguali; i trampolini su ruote restano un ricordo del passato e le boe, invece, continuano la loro funzione collegate al bagnasciuga da lunghe funi. Neer, varazzino, che ben conosceva la zona, forse immaginava queste trasformazioni e, pur restando attento agli aspetti commerciali del suo lavoro, ci ha documentato anche tanti angoli minori. (…)

Grazie alle sue fotografie – riprodotte nelle pagine del libro, in un’apposita sezione per metterle più facilmente a confronto -, assolutamente da non classificare come semplici cartoline, oggi possiamo muoverci nella Celle di un tempo: 1905-1920. (…)

Comunicato stampa