Nel corso del lavoro di catalogazione di opere antiche conservate nella biblioteca di Storia Patria, finanziato dalla Soprintendenza della Liguria per l’anno 2026, è emerso un esemplare di particolare interesse storico e bibliografico: si tratta di un lunario compilato da Giovanni Andrea Cattaneo di Vogogna, datato 10 novembre 1599 e stampato a Milano da Giacomo Maria Medi, destinato a fornire previsioni e indicazioni relative all’anno 1600.

Il documento, conservato nella Raccolta Francesco Loni, appare di notevole interesse anche in considerazione della figura del suo autore. Le ricerche bibliografiche finora condotte non hanno infatti restituito altre attestazioni del testo, circostanza che ne sottolinea la particolare rarità e ne rende auspicabile un ulteriore approfondimento bibliografico.

Giovanni Andrea Cattaneo, ricordato nelle fonti anche come Giovanni Andrea Cattani o Cataneo, fu un astrologo e compilatore di pronostici originario di Vogogna, centro dell’Ossola all’epoca sottoposto alla signoria dei Borromeo. La sua attività si inserisce nella tradizione dei lunari e dei pronostici astrologici diffusi tra la fine del XVI e i primi decenni del XVII secolo, nei quali l’osservazione dei movimenti del Sole, della Luna e degli astri veniva utilizzata per formulare previsioni sulle condizioni atmosferiche, sull’andamento delle stagioni e sulle cosiddette “mutazioni dell’aria”.

Il manifesto, delle dimensioni di 535 x 425 mm, si presenta oggi in condizioni conservative non ottimali e necessita di un intervento di restauro. Il testo è disposto su quattro colonne ed è racchiuso entro una cornice xilografica. In calce alla seconda colonna compare inoltre una piccola e interessante xilografia raffigurante un astrologo al lavoro, elemento iconografico che contribuisce a caratterizzare il documento e a sottolinearne la funzione.

La struttura e la tipologia del manifesto sono riconducibili alla produzione di lunari e pronostici destinati a una circolazione relativamente ampia. In queste pubblicazioni, le informazioni calendariali si intrecciavano con osservazioni astronomiche e previsioni meteorologiche, secondo le conoscenze scientifiche e astrologiche dell’epoca.

Particolarmente significativo è l’anno al quale il lunario è dedicato: il 1600. Si tratta infatti del primo anno secolare a essere considerato bisestile secondo la nuova riforma del calendario gregoriano, promulgata da papa Gregorio XIII nel 1582.

La riforma aveva corretto la progressiva discrepanza accumulatasi nel calendario giuliano e aveva introdotto una nuova regola per gli anni secolari: questi non dovevano più essere considerati bisestili, salvo quelli divisibili per 400. Il 1600 rappresentò dunque il primo anno secolare interessato dalla nuova regola, risultando bisestile proprio perché divisibile per 400.

L’importanza del documento è ulteriormente accresciuta dalla notorietà che Giovanni Andrea Cattaneo avrebbe acquisito nei decenni successivi. L’astrologo ossolano è infatti ricordato dalla tradizione locale per avere predetto la peste che nel 1630 colpì la Val d’Ossola.

La notizia è tramandata dallo storico Giovanni Capis nelle sue Memorie della Corte di Mattarella e successivamente ripresa dall’abate e storico Goffredo Casalis. Secondo la tradizione, Cattaneo avrebbe annunciato il pericolo di una nuova epidemia in un suo almanacco, facendo riferimento alle precedenti pestilenze che avevano colpito la valle e alla devozione verso San Rocco, santo tradizionalmente invocato contro la peste.

La fama di Cattaneo non si limita tuttavia a questo episodio. La tradizione lo ricorda come autore di calendari, lunari e pronostici legati all’osservazione degli astri e alla previsione delle condizioni atmosferiche. A lui sono attribuiti diversi testi, tra i quali le Precognitioni delle mutationi dell’aria, et general pronostico sopra l’anno [1618]: calcolato al polo, & orizonte d’Italia, con il far della Luna, le mutationi de’ tempi, le feste mobili, e stabili, & le quattro tempori dell’anno, contenente indicazioni sulle mutazioni del tempo, sulle feste mobili e stabili e sulle quattro tempora dell’anno. L’opera fu stampata a Verona, probabilmente nel 1618, per i tipi di Bartolomeo Merlo.

Sono inoltre ricordati il Trattato dei presagi dei tempi e della mutazione dell’aria da diversi scrittori e dall’esperienza dell’autore e i Pronostici de’ tempi secondo la naturale osservatione del Sole, Luna e Stelle. Questi titoli permettono di collocare il lunario del 1600 all’interno di una produzione più ampia e coerente, nella quale Cattaneo univa l’osservazione dei fenomeni celesti alla previsione delle condizioni atmosferiche e degli eventi futuri.

Il ritrovamento del lunario datato 1599 e relativo all’anno 1600 potrebbe pertanto rappresentare una testimonianza particolarmente precoce dell’attività dell’astrologo di Vogogna, contribuendo in maniera significativa alla ricostruzione della sua produzione bibliografica. In attesa di ulteriori verifiche bibliografiche e archivistiche, l’esemplare può essere considerato una testimonianza di notevole rarità.

Carlotta Cerrato

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