Il volume (Anima persa. Anima ritrovata. Periegesi all’interno dei giardini Vaticani, Palombi Editori 2017) propone un percorso viatico nei giardini eclettici del colle Vaticano, dove Anna Bruno si immerge nella storia e nella simbologia.

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Tra un giardino e l’altro, le soglie sono passaggi definitivi per nuovi ambiti del proprio sé. E poi gli incontri con i giardinieri, che compaiono in voce off, ora come precettore sulla vita delle piante, ora come poeta della terra, ora come tecnico degli alberi e ora come ortolano.

Parallelamente il giardino si riveste delle sue essenze, secondo un gusto eclettico così come lo avevano progettato i suoi ultimi ideatori, Pio XI (1922-1939), il papa dei Patti Lateranensi (11 febbraio 1929) e il suo architetto Giuseppe Momo, ma in chiave contemporanea rivisitati dall’autrice, guida vaticana dal 2006, e da Luciano Cecchetti fino al 2014 responsabile e giardiniere lui stesso dei Giardini Vaticani e delle ville Pontificie.

13° FOTO Giardino rose

Papa Pio XI e Giuseppe Momo, lombardo il primo e torinese il secondo, entrambi dunque a conoscenza del percorso devozionale dei Sacri Monti, non potevano non tenerne conto e non sentirne l’influenza per il verde vaticano, fatto di scarpate e improvvise aperture, zone boschive e alture panoramiche, morbide discese e verdi conche.

L’autrice prosegue descrivendo i non più esistenti giardini di Paolo III Farnese (1468 – Roma 1549) e Clemente VIII (1592-1605) nonché quelli di papa Borghese, Paolo V (1552-1615) e le sue fontane tardo rinascimentali ancora lì, ancora esistenti e appariscenti. Il percorso discende infine dal cortile della Pigna e, passando per quello del Belvedere, si ferma a piazza S. Pietro.

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