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CARLO RUSSO E LA SOCIETÀ SAVONESE DI
STORIA PATRIA
(19 marzo 1920 - 26 novembre 2007)
La
figura di Carlo Russo si intreccia con la Società Savonese di Storia
Patria con un costante apporto sia scientifico che organizzativo. Ancora
studente universitario, pubblica sui nostri "Atti" alcuni
studi su questioni storico-giuridiche tra i quali ricordiamo
"Principi di diritto internazionale in un documento del sec. XVI",
"Questioni giurisdizionali tra Varazze, Celle ed Albisola in
documenti dei secoli XIV, XV, XVI, XVII", "L'arbitrato di
Giulio II nella secolare lotta tra Genova e Savona".
All'età di appena 22 anni viene nominato, con R.D. dell'8 agosto 1942,
deputato della R. Deputazione di Storia Patria per la Liguria in
sostituzione di Filippo Noberasco, scomparso pochi mesi prima. Nella
stessa occasione venne altresì nominato corrispondente don Lorenzo
Vivaldo con il quale sarà protagonista della ripresa delle attività
sociali nel dopoguerra quando il sodalizio savonese riacquisterà la
propria autonomia. Assieme pubblicheranno, nel 1949, gli Statuti di
Noli.
L'assemblea dei soci del 12 marzo 1961 lo proclama presidente onorario
ma, come il suo predecessore Paolo Boselli, non considererà mai tale
incarico come un semplice riconoscimento onorifico e fornirà sempre una
costante collaborazione, in particolare in occasione dei congressi.
Grazie ai suoi rapporti con importanti istituti storici internazionali i
tradizionali incontri organizzati dalla nostra Società da un ambito
strettamente regionale si aprirono ad una dimensione europea.
Fondamentali furono i convegni sul Dipartimento di Montenotte e
sull'Età dei Della Rovere che fecero conoscere in tutto il Continente
la capacità organizzativa ed il rigore scientifico dei nostri
appuntamenti. Questo permise di portare a Savona, nel 1995, le III
Giornate Braudeliane, periodici incontri di studio in onore dello
storico francese Fernand Braudel, le cui precedenti edizioni si tennero
a Città del Messico e Parigi; il tema trattato in quattro giorni di
lavori fu "Mediterraneo e Capitalismo".
Nello stesso anno la Società di Storia Patria ritenne doveroso
festeggiare i settantacinque anni del suo Presidente onorario
dedicandogli un volume di studi cui contribuirono oltre trenta studiosi
ed amici. La figura di Carlo Russo entra quindi a buon diritto a far
parte di quella Società Savonese di Storia Patria che amò
profondamente quasi in un rapporto di simbiosi, e della quale tracciò
una appassionata riflessione in occasione del centenario nel 1985
(Francesco
Murialdo)
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MARIO STELLATELLI E LA SOCIETÀ
SAVONESE DI STORIA PATRIA
(.. ....... 1927 - 21 aprile
2007)
Per
uno di quei casi imperscrutabili della vita, proprio mentre l'assemblea
della Società Savonese di Storia Patria lo stava eleggendo socio
onorario, Mario Stellatelli ci lasciava.
Era stato un acquisto relativamente recente - era infatti iscritto da
non più di un lustro - ma era diventato un punto di riferimento per
nuovi percorsi di ricerca storica che, prima di lui, non avevamo ancora
esplorato.
Mario Stellatelli era un chimico che aveva fatto il liceo classico, il
migliore cocktail possibile di umanesimo: rigore scientifico e profonda
cultura, "esplorazioni" in vari campi del sapere con varie
contaminazioni, termine oggi di moda, che sapeva maneggiare con cura.
Nella Storia Patria aveva soprattutto portato la storia della fotografia
e dei fotografi savonesi, punto di arrivo di una ricerca ventennale tra
archivi privati e pubblici, tra salotti profumati di rosolio e casse
poche volte aperte.
Si diceva della sua formazione culturale. Nato nel 1927, si era laureato
in chimica ed aveva per decenni esercitato la sua professione in una
multinazionale del petrolio, con intervalli musicali frequentissimi da
raffinato ascoltatore di Bach e Mozart e da violista non dilettantesco.
Con la pensione avvicina chimica e fotografia: ricerche storiche ma
anche invenzioni artistiche giocate sui viraggi, cioè sui colori che
elementi chimici assumono in determinate condizioni di luce. Creò opere
d'arte uniche, nature morte fotografiche irripetibili che hanno preso la
strada di importanti collezioni internazionali e musei dell'immagine.
Infine la sua trilogia finale: i primi due libri - più propriamente
storici - pubblicati dalla Società Savonese di Storia Patria, con il
generoso contributo della Fondazione Agostino Maria De Mari Cassa di
Risparmio di Savona: Fotografi e fotografia a Savona (1839-1939) ed il
secondo Ritratto di città atti d'amore per Savona, sua città per
scelta e non di origine; il terzo la raccolta completa dei suoi Viraggi.
Tre volumi curati maniacalmente (ovviamente inteso in senso positivo),
perfetti in ogni parte grafica e strutturati da sembrare
"fughe" da leggere (l'Arte della Fuga, unità irripetibile di
musica e matematica, era la sua opera musicale preferita).
(Furio
Ciciliot)
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