Er parlè di vèdrei ed L’Atè, M. Brondi

Nello studio delle lingue locali rivestono particolare interesse i linguaggi tecnici, a grande rischio di cancellazione. Si inserisce in tali ambiti una ricerca di prossima uscita, curata da Maria Brondi – erede delle tradizioni vetrarie altaresi – dedicata interamente alla lingua locale dei vetrai di Altare, prestigiosi artigiani citati nei documenti savonesi da oltre ottocento anni. Riportiamo di seguito l’introduzione all’articolo, contenuto nel volume 53 (2017) della nuova serie di Atti e Memorie della Società Savonese di Storia Patria.

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La Società Artistico Vetraria di Altare nei primi anni del Novecento

L’Atè (Altare) è un paese della Valbormida, posto sul valico che convenzionalmente divide l’Appennino Ligure dalle Alpi Marittime, in una posizione di confine tra il Monferrato e la Liguria. L’attività vetraria qui fu per secoli distintivo e esigenza di vita.

In pieno secolo ventesimo si discuteva ancora in vernacolo nei Consigli di Amministrazione e nelle Assemblee della Società Artistico Vetraria, fondata nel 1856, dalle stesse famiglie vetraie presenti da tempo sul territorio. La lingua locale fu quasi completamente sostituita, con la lingua nazionale, verso la fine del Novecento.lavorazione3

Non esistono fonti scritte della parlata altarese, oltre alla preziosa grammatica normativa pubblicata nel 1972 da Silvio Sguerso (volume IV, Atti e Memorie della Società Savonese di Storia Patria), Il sistema vocalico del dialetto altarese di Cadelli & Vallebona e al Lessico del Vetraio, scritto nel 1993 da Gino Bormioli, dove vengono enunciati i principali termini usati nella fornace.

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Col presente studio si desidera normalizzare la grafia e ampliare il vocabolario con la descrizione, in dialetto altarese, di alcuni manufatti e degli strumenti da lavoro. Gli utensili della manodopera vetraia sono gli stessi usati nel Medio Evo, ma, mentre i nomi che ritroviamo negli antichi registri dei conti e negli archivi sono generalmente in latino, nel presente glossario vengono elencati in vernacolo. Non citeremo le date dei manufatti, presenti sui cataloghi S.A.V. dei primi sessant’anni del XX secolo, mentre indicheremo i nomi degli articoli che figurano sul primo listino prezzi, la Tariffa del 1857.

Maria Brondi