14 maggio 1876, l’acme della marineria savonese. Il battesimo dei brigantini a palo Nuova Savona e Leon Pancaldo, Piero Pastorino

Sta proseguendo speditamente il lavoro di schedatura di Piero Pastorino che confluirà nel “Repertorio degli scafi savonesi il legno del XIX-XX secolo” compreso tra le nostre iniziative nel progetto “Il porto, da Savona al mondo”.

Nei prossimi mesi, prevediamo di inserire on line su questo sito una tabella generale che permetterà di conoscere in maniera approfondita alcune informazioni generali contenute nel Repertorio, presentando così ufficialmente il lavoro compiuto.

Anticipiamo le scarne schede di due importanti brigantini a palo che furono battezzati il 14 maggio 1876 – Nuova Savona e Leon Pancaldo – e le vicende avventurose che affrontarono: solo un assaggio dei materiali disponibili. Probabilmente, in quella domenica dell’Ottocento fu raggiunto l’acme nelle costruzioni navali savonesi in legno. (fc)

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Un giorno da ricordare

Domenica 14 maggio 1876 l’ambiente marittimo e portuale savonese è tutto in festa. Il giornale dell’epoca La Liguria Occidentale riporta la cronaca del battesimo contemporaneo di due brigantini a palo, freschi di varo a Savona. Entrambi hanno nomi cari ai savonesi: uno si chiama Leon Pancaldo e l’altro Nuova Savona.

Il brigantino a palo Nuova Savona

Il Nuova Savona era sceso in mare il giorno 8 aprile 1876 dal cantiere di Ambrogio Calcagno per l’armatore Francesco Grimaldi di Genova ed era al comando del giovanissimo capitano GioBatta Buscaglia, nato a Savona nel 1841 e riportato come ottimo studente del Nautico Leon Pancaldo nel quarto trimestre del 1861. Il quotidiano La Liguria Occidentale riporta anche come il brigantino sia scivolato in mare prima del previsto, di sua volontà, quando tutti gli invitati al varo non erano ancora arrivati.

Modello del brigantino a palo Savona, già nell’Istituto Nautico Leon Pancaldo, ora nell’atrio della Capitaneria di Porto di Savona.

Lo storico della marineria GioBono Ferrari, nel suo libro sui velieri della Riviera di Ponente, riporta i ricordi del nostromo savonese Frumento che, appena rientrato in famiglia di ritorno da un viaggio da Pensacola con il Rosa Maddalena del capitano Viglienzoni, fu ingaggiato immediatamente sul Nuova Savona. Racconta che al battesimo intervenne una folla d’invitati e autorità, tutti i vecchi capitani e gli studenti del Nautico. Coriandoli, discorsi e poesie.

Il quotidiano La Liguria Occidentale enfatizza il significato del nome, collegandolo al nuovo fervore edilizio che in pochi anni aveva trasformato Savona in “una nuova, maestosa e salubre città che forma l’ammirazione di tutti quanti i forastieri”. Probabilmente, però, il nome Nuova Savona era stato dato perché esisteva già un brigantino a palo Savona, varato a Savona nel 1864 per l’armatore G. Zanelli. Per fatalità, lo stesso quotidiano, in data 21 luglio dello stesso anno, riporta l’informazione dell’affondamento del Savona mentre era in viaggio tra Buenos Aires ed Anversa al comando del capitano Pescetto. L’equipaggio fu fortunatamente portato in salvo a Bahia.

Il Nuovo Savona partì il martedì 16 maggio per Cagliari e fu nuovamente una festa marinaresca, con più di 150 persone che accompagnarono il bastimento mentre usciva dal porto, fin dove lo trainò il rimorchiatore. Lo “stradale” di Santa Lucia era pieno di gente che sventolava i fazzoletti e il bastimento salutava la sua città, ammainando e alzando la bandiera. Gli studenti del Nautico, a bordo, eseguirono impeccabilmente le manovre. Poi, giunti a circa tre miglia dall’imboccatura del porto, gli ospiti, cui era stata servita la colazione a bordo, scesero sul rimorchiatore e su altre cinque lance, che rientrarono a rimorchio.

Il Nuovo Savona fece vela e partì per Cagliari per caricare minerale di zinco con destinazione Anversa. Il giornale La Nuova Sardegna del giorno 8 giugno ne annuncia la partenza per l’indomani e tesse le lodi di questo bastimento. È riportato il suo arrivo ad Anversa il 2 Agosto 1876, cioè 54 giorni dalla partenza da Cagliari.

Poi altre notizie sui suoi viaggi, ricavate da fonti di archivio: partito da Cardiff con carbone il 29 settembre 1876 ed arrivato a Singapore il giorno 8 marzo 1877, partito il 25 aprile 1877 da Bassein (India) con 1.060 tonnellate. di riso per Queenstown (Irlanda) per ordini, dove è arrivato il 9 ottobre 1877; il 17 ordinato per Amsterdam e partito; arrivato ad Amsterdam il 23 ottobre 1877, alle ore 10.00.

Il brigantino a palo Leon Pancaldo

Il Leon Pancaldo era stato varato dal cantiere di Giuseppe Calamaro il 6 aprile 1876 per gli armatori Rossi e Lottero di Genova; il capitano era D. Rossi. Era contrassegnato “stella” dal Registro Navale, segno che la sua costruzione era stata seguita passo passo dagli ispettori del Rina. Parte in zavorra da Savona il 16 maggio 1876 con equipaggio di 15 persone per Philadelphia, dove arriva il 29 giugno 1876, in 44 giorni.

Il brigantino a palo Leon Pancaldo sullo scalo prima del varo (da Mario Stellatelli, Fotografi e fotografia a Savona, p. 176): in questa foto é però raffigurato un barco-bestia

Lo ritroviamo a Philadelphia il 28 dicembre 1876 e a Falmouth per ordini il 27 marzo 1877; sarà quindi ordinato per Bristol, dove arriva il 15 aprile. Il 3 maggio risulta noleggiato a 20 sh./ton per caricare carbone da Cardiff per Genova. Il 10 settembre parte da Savona con equipaggio di 14 uomini, diretto a Baltimora per caricare grano. Il 14 novembre 1877 si incaglia nella baia di Chesapeake, viene disincagliato ed arriva a Baltimora. Il 15 va in bacino per controllare che l’incaglio non abbia portato danni che possano nuocere al carico di grano.

Gio Bono Ferrari scrive che, nelle sue ricerche presso gli archivi della Marina, ha ritrovato una relazione consolare dove si dice che il capitano Domenico Rossi del Leon Pancaldo la notte del 24 aprile 1879 salvò, in pieno uragano, l’equipaggio della nave portoghese India of Port, a circa 250 miglia dal Delaware. Il capitano Rossi, mentre l’India of Port stava naufragando per i danni subiti dall’uragano, riuscì ad avvicinarsi con il Leon Pancaldo e a recuperare i 15 uomini dell’equipaggio portoghese, portandoli quindi a salvamento a Philadelphia. Il console si augurava che la marina ed il governo del Portogallo sapessero testimoniare la loro stima per questo atto di coraggio.

Piero Pastorino