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Non
sono molti i Savonesi che sanno che a Savona, oltre al Priamār esistono
ancora antiche fortificazioni medievali, tuttora conservate sopra alla
galleria del Garbasso: il castello dello Sperone e un buon tratto delle
mura della cittā, con la porta di Monticello, dalla quale nel XIV
secolo usciva parte del traffico diretto verso il Piemonte (lungo
l'antica strada di Priocco, verso Ferrania e Cairo).
Quella
che in parte č ancora conservata č l'ultima cinta muraria della
cittā, eretta tra il 1317 e il 1330; dal Priamār le mura andavano in
piano sino all'attuale piazza Giulio II (dove si apriva la porta
Bellaria), poi proseguivano - sempre in piano - fino all'attuale sbocco
di via Mistrangelo in piazza Diaz (dove vi erano la porta e la torre di
San Giovanni): da lė salivano ripide sulla collina di Monticello, fino
a innestarsi nel castello dello Sperone, oltre il quale seguivano
dapprima la dorsale sud-orientale della collina, per discendere poi
ripide (lungo l'asse dell'attuale via Berlingieri) fino a innestarsi
nella trecentesca "Torre della Quarda" (l'attuale
"Torretta", a picco sul mare, a difesa tanto della porta della
Quarda tanto dell'imbocco della darsena portuale).
Al di lā
della "Torretta" le mura costeggiavano in piano la calata
portuale (lungo l'attuale profilo del muretto che separa la calata dal
marciapiede di via Gramsci), fino a raggiungere lo scomparso castello di
San Giorgio e quindi il Priamār.
Le
mura, merlate e rinforzate da altre torri minori, erano alte dieci metri
e sul lato orientale, quello pianeggiante, rivolto verso la piana del
Letimbro, erano difese da un ampio fossato, nel quale scorreva l'acqua
del beudo (il canale per l'irrigazione e per i mulini).
Sul lato
marittimo le mura furono abbattute nel 1528, quando Savona ricadde
definitivamente sotto il dominio della Repubblica di Genova (le macerie
furono subito scaricate a riempire l'ampio bacino portuale a levante
della darsena, dove oggi sorgono l'autosilo, capannoni e case di civile
abitazione). Sul lato "terrestre" (tra piazza Diaz e corso
Mazzini) le mura si conservarono invece fino alla metā del XIX secolo,
quando (dopo una prima ottima sistemazione urbanistica con la
"passeggiata delle Lizie") furono travolte dall'espansione
edilizia della Cittā.
Sulla
collina di Monticello un buon tratto delle mura cittadine si conserva
perō ancora oggi, insieme con il recinto quadrangolare del
"Castello dello Sperone", eretto dai Savonesi nel secondo
quarto del XIII secolo per rafforzare l'angolo nevralgico delle mura
sulla sommitā della collina. La sagoma del castello (con una villa
costruitavi sopra e all'interno, all'inizio del XIX secolo) č ben
visibile da piazza Diaz e da via Famagosta; nella penultima curva
scendendo da via Montegrappa vi č il tratto delle mura cittadine che si
innestano nel castello, la cui cortina sud-occidentale (con i due angoli
rinforzati da grossi blocchi lapidei) č costeggiata dalla scalinata
pedonale che unisce via Montegrappa a via dello Sperone; in fondo a via
dello Sperone si puō seguire parte della cortina nord-occidentale.
Gli
altri lati del castello e l'intero tratto delle mura che dal castello si
dirigono alla "porta Forėa" o di Monticello verso l'attuale
grattacielo non sono accessibili, perché rimangono racchiusi in terreni
di proprietā privata o a strapiombo sulla via Famagosta, strada che
venne intagliata nel 1840 nella collina, con la galleria del Garbasso, a
costituire una "tangenziale" per il traffico veicolare di
allora.
Rinaldo
Massucco |