Storia Patria «LA  SEMINA  DEL  MONFERRATO» Stemma

Enti organizzatori

La Semina del Monferrato
Proposta per un Museo del Monferrato

Sabato 23 novembre - ore 15
Moncalvo (AT) - Teatro Municipale


Castello

Proposta per un Museo

Il Monferrato, nella sua lunga storia indipendente, è stato un'entità composita, mutevole e - ai nostri occhi - sfuggente. Il suo territorio, con qualche approssimazione, è oggi diviso tra le provincie di Alessandria e di Asti: un nucleo sulla sponda destra del Po (con Casale e Moncalvo, comunemente detto "Basso Monferrato") ed un altro con Acqui tra le valli della Bormida e del Belbo (o "Alto Monferrato"). Tuttavia, in tempi diversi, incluse anche zone oggi sparse in altre province, come Alba e parte delle Langhe, il Canavese o Trino.

Italia Nostra - la sezione di Acqui Terme in collaborazione con la Sede Nazionale - intende contribuire a rimuovere l'oblio e la confusione che tutt'oggi circonda l'identità storica, culturale ed anche geografica monferrina mediante l'istituzione di un Museo del Monferrato nonché di un Centro di documentazione e studio.

Il Museo del Monferrato dovrà avere prevalenti finalità didattiche ma vorrebbe costituirsi anche come punto di riferimento per approfondimenti e nuove ricerche e come presidio per la salvaguardia del patrimonio storico, ambientale, architettonico ed artistico del territorio.

L'obiettivo sarà quello di proporre un modello di museo storico che raccolga la memoria di uno stato estinto da tre secoli e della sua società. Se altri stati preunitari permangono nel comune sentire grazie alla presenza di una capitale ancora ben identificabile, alla coerenza dei confini amministrativi contemporanei o alle collezioni dinastiche - ad esempio: Parma o Ferrara - tutto ciò è assente per il Monferrato. Tale lacuna ci conferma l'esigenza di un Museo che raccolga la memoria dispersa del Monferrato.


I Temi del Museo

Il Museo del Monferrato dovrebbe essere articolato in almeno quattro sezioni.
1. Geografia del Monferrato: la definizione degli spazi. Cartografia storica e contemporanea.
2. Gli Aleramici e la costruzione del Monferrato.
3. Il principato dei Paleologi: la creazione di uno stato tardomedievale.
4. Il Monferrato dei Gonzaga.


Ognuna delle sezioni del Museo del Monferrato, dovrebbe considerare i seguenti argomenti:

1. Geografia del Monferrato: la definizione degli spazi.

· Cartografia storica e contemporanea.
· Geomorfologia del territorio.
· Insediamenti e strade.


2. Gli Aleramici e la costruzione del Monferrato.

· L'antefatto: il territorio ed il popolamento in età romana ed altomedievale
· Marche e comitati. La discendenza di Aleramo.
· Gli Aleramici di Monferrato e i poteri signorili concorrenti nell'XI secolo.
· Il radicamento signorile sul territorio. Vassalli e poteri locali. L'incastellamento. L'architettura militare. La ricomposizione territoriale dei possessi aleramici operata da Guglielmo il Vecchio.
· La fede e la Chiesa. Le istituzioni religiose medievali: vescovi, pievi e monasteri. L'architettura religiosa.
· Terra e società nei secoli centrali del medioevo.
· I marchesi di Monferrato nel Levante: l'Outremer, Cipro e Bisanzio. Gli ordini cavallereschi.
· Valore e cortesia. I poeti trobadorici alla corte del marchese di Monferrato
· L'Impero contro i Comuni. Il Monferrato nell'età sveva ed angioina. L'egemonia di Guglielmo VII.
· Città, borghi e villenove: urbanistica ed architettura. Istituzioni e società urbane nel medioevo. Le attività economiche: manifattura ed il commercio. Vie e viaggiatori.
· Rinnovamento e crisi della chiesa. I nuovi ordini e le eresie.
· Cronache e leggende: tra storia, mito e politica.


3. Il principato dei Paleologi: la creazione di uno stato tardomedievale.

· Il Parlamento del Monferrato. Gli apparati e gli uffici del principato paleologo.
· La peste e le guerre. La crisi economica del Trecento.
· La difesa del Monferrato. Le fortificazioni e le cinte murarie urbane. Facino Cane e i mercenari.
· "I Paleologi: da Costantinopoli alle avite terre in Lombardia e il tramonto della loro vocazione oltremarina". Le relazioni internazionali del Monferrato.
· "Far di Casale ciptà". La nuova capitale del Monferrato.
· La cultura alla corte di Giovanni Paleologo alla fine del Quattrocento.


4. Il Monferrato dei Gonzaga.

· Governati da Mantova. La riforma dello stato gonzaghesco. Le nuove istituzioni ed il riordino delle leggi.
· Chiesa e religione dopo il Concilio di Trento.
· I Magnifici in Monferrato: le famiglie genovesi e la vendita dei feudi monferrini.
· Gli eserciti stranieri in Italia ed in Monferrato. La cittadella di Casale
· Le guerre di successione del Monferrato e l'assedio di Casale
· Il tramonto del Monferrato: il declino politico e la perdita dell'autonomia.
· L'economia monferrina nel Seicento: crisi o incremento dei commerci?
· L'annessione al ducato sabaudo: omologazione o conservazione di un'identità?


Stemma Monferrato

Il Museo del Monferrato come "Libro"

Immaginiamo il Museo come Libro, attraverso il quale il visitatore - lettore potrà affrontare e conoscere le tematiche della storia monferrina. Per l'allestimento, essendo evidente la difficoltà di illustrare molti degli argomenti proposti con l'esposizione di pezzi, ci si varrà sovente di testi, immagini fotografiche, cartografie, strumenti multimediali, riproduzioni di oggetti. Soprattutto, nelle intenzioni di Italia Nostra, il Museo del Monferrato dovrà estendersi ben oltre le pareti del contenitore, costituendo la premessa ed il viatico per itinerari tematici nel territorio: una "didascalia" del Monferrato.

Italia Nostra ha stabilito una fattiva collaborazione con la Regione Piemonte e le Province di Alessandria e di Asti. L'apporto scientifico sarà garantito dall'indispensabile contributo di ricercatori e studiosi, specialisti nelle diverse discipline storiche.
Al presente, si ipotizzano due sedi differenziate per il Museo del Monferrato, una in provincia Asti, e nell'Alto Monferrato, nell'alessiano palazzo Pallavicino di Mombaruzzo, l'altra in provincia di Alessandria, nel Basso Monferrato, in una sede da individuarsi nel Casalese.


Centro di studio e documentazione - Biblioteca

Il Centro di studio e documentazione dovrà affiancare il Museo del Monferrato costituendone l'officina. Riteniamo che questa struttura debba prefiggersi gli obbiettivi di promuovere e coordinare nuove linee di ricerca, sostenere attività editoriali, organizzare convegni scientifici e mostre su specifiche tematiche storiche. Lo strumento di lavoro primario del Centro dovrà essere una Biblioteca la più completa ed aggiornata possibile.


Scheda storica essenziale *

La storia del Monferrato si apre col marchese Aleramo (sec. X), detentore di cospicui possessi nei comitati di Savona, Acqui e, soprattutto per la parte a sud del Po, Vercelli. Le stirpi della discendenza aleramica iniziarono, fin dall'XI secolo, ad individuare aree più ristrette di radicamento: in particolare una signoria territoriale venne formandosi nella regione tra i fiumi Po e Tanaro - ossia nel Monferrato - i cui domini avevano mantenuto l'antico titolo funzionariale di marchesi. Il processo di consolidamento territoriale del marchesato del Monferrato non fu lineare: gli Aleramici, anche nel nucleo centrale dell'area da essi controllata, dovettero competere con poteri locali concorrenti, ecclesiastici e laici, riuscendo ad affermare le loro posizioni solo nel secolo successivo con Guglielmo il Vecchio. Uno degli strumenti più efficaci per la costruzione del loro dominio consistette nelle numerose ed illustri fondazioni monastiche.


Nel XII secolo il marchesato inizia a giocare un ruolo sempre più importante nello scacchiere politico dell'Italia Settentrionale e del Mediterraneo. In Italia, l'ambiziosa politica degli Aleramici si scontrò contro comuni sempre più intraprendenti (Asti, Genova e, dopo il 1168, Alessandria). Obbligata fu la scelta di campo per la parte imperiale durante le discese di Federico Barbarossa. Nello scenario mediterraneo i marchesi intervennero già nella seconda crociata (1147-1149), ma fu soprattutto durante la terza (1189-1192) che crebbe enormemente il loro prestigio; Guglielmo Lungaspada e Corrado acquisirono infatti importanti posizioni nel Levante (nel regno di Gerusalemme) e a Bisanzio. Ranieri e lo stesso Corrado giunsero ad intrecciare relazioni matrimoniali con la casa imperiale greca.
La figura di Bonifacio di Monferrato si staglia tra i condottieri della quarta crociata (1202-1204). Per la sua autorevolezza fu candidato al trono dell'impero latino d'Oriente, ma, non avendolo ottenuto a causa dell'opposizione veneziana, ripiegò sulla conquista dell'effimero regno di Tessalonica. La corte monferrina di Bonifacio fu la più generosa nell'accogliere i poeti cortesi: i maggiori trovatori, tra cui Rambaut de Vaqueiras, Bertran de Born e Peire Vidal, vi furono ospitati e cantarono le imprese e la liberalità dei marchesi.


Nel Duecento i marchesi rivestirono spesso incarichi di notevole prestigio come il vicariato imperiale o la carica podestarile nei maggiori Comuni. Guglielmo VII (ricordato nella seconda cantica della Commedia) si assicurò il dominio su Acqui ed Alba, ampliando il marchesato a sud del Tanaro; inoltre esercitò la propria influenza su molti potenti comuni (Genova, Milano, Vercelli, Alessandria, Asti e Pavia) divenendo capofila della ghibellinismo nell'Italia settentrionale.
Alla fine del XIII secolo, dopo aver contribuito ad estromettere Carlo d'Angiò dal Piemonte, gli Aleramici costituivano una delle più importanti potenze dell'Italia occidentale.
La dinastia, proprio al suo apogeo, si estinse nel 1306 ed il marchesato venne ereditato da Teodoro Paleologo, figlio cadetto del basileus bizantino e di Violante di Monferrato. Teodoro, fu fra l'altro, autore di un trattato sul cerimoniale e sui comportamenti del principe che dettò regola nelle corti padane. I Paleologi si diedero alla costruzione di un principato omogeneo e coeso, con norme ed apparati (come il Parlamento del Monferrato) adeguati alle nuove necessità e "centrali". Attraverso la cultura di corte fu promossa anche un'embrionale identità "nazionale", basata fra l'altro sull'appoggio accordato alle classi borghesi e sul buon rapporto coi sudditi. A coronamento di questo disegno, nel 1435, fu scelta una capitale definitiva a Casale che, venendo insignita della sede vescovile, assunse una dignità pienamente urbana.


Nel XV secolo, gli scontri fra gli stati e le potenze dell'Italia settentrionale (Milano viscontea, Genova, gli Angiò) coinvolsero con alterne fortune il Monferrato che dovette anche far fronte al minaccioso espansionismo dei Savoia.


All'incoronazione imperiale di Carlo V il marchese di Monferrato, in ragione del prestigio del suo lignaggio, precedette tutti i principi italiani ma solo pochi anni dopo, nel 1533, si estinguerà anche la dinastia paleologa: dopo la verifica imperiale delle posizioni di vari aspiranti (i Savoia, ma non solo), del marchesato fu investito Federico Gonzaga, duca di Mantova, consorte della principessa Margherita Paleologo. I successori Guglielmo e Vincenzo Gonzaga promossero numerose innovazioni politiche, amministrative ed economiche che diedero al marchesato - promosso a ducato nel 1573 - una definitiva e moderna forma statale.


Nello stesso tempo il territorio monferrino, per la sua posizione geografica, fu turbato da gravi conflitti: per questo sullo scorcio del XVI secolo fu edificata la cittadella di Casale. Il controllo di questa formidabile piazzaforte fu una delle cause, nella prima metà del Seicento, delle guerre di Monferrato alla fine delle quali Alba e l'Albese furono ceduti ai Savoia mentre si aprì una grave crisi economica. Il mutamento delle alleanze condusse, nel 1680, alla cessione della cittadella casalese a Luigi XIV. Per questo, l'imperatore dichiarò il duca di Mantova reo di fellonia, sancendo la fine della secolare indipendenza dell'antico dominio aleramico che venne annesso nel 1708 al ducato di Savoia. Il Monferrato che, nonostante le riforme, aveva sempre mantenuto alcune caratteristiche di uno stato medievale morì così di "morte feudale". Dopo l'annessione al Piemonte, le istanze centraliste della monarchia sabauda paiono sfavorire le identità locali accelerandone l'oblio.

* A cura del comitato promotore


Comitato promotore e 
comitato scientifico

Lionello Archetti-Maestri
Prof. Renato Bordone
Arch.Roberto Burlando
Dott. Gian Battista Garbarino
Arch. Marco Piacentino
Dott. Bythe Alice Raviola
Prof. Aldo A. Settia

Contatti

Lionello Archetti-Maestri
Presidente di Italia Nostra - sezione di Acqui
Via Senatore Bella, 1
15011 - Acqui Terme AL
e-mail: Lionello.ArchettiMaestri@poste.it



Italia Nostra - onlus
Sez. di Acqui Terme
Tel. 0144 324312
Fax 0144 356526


web: http://www.museodelmonferrato.it e-mail: museodelmonferrato@libero.it

Date e orari delle manifestazioni potrebbero subire variazioni rispetto ai programmi originari su cui sono basate queste pagine. La Società Savonese di Storia Patria non è responsabile per eventuali disguidi. Per informazioni: e-mail museodelmonferrato@libero.it


Testi e immagini sono rielaborazioni di locandine e programmi delle singole iniziative


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