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Storia Patria «GIORNALI OPERAI GENOVESI
DA MAZZINI AL SOCIALISMO»

Programma Presentazione Indice del volume

Copertina
Venerdì  23 Ottobre 2009 alle ore 17

Sede della Società Savonese di Storia Patria
Savona - Via Pia 14/4 (da piazza della Maddalena)

Presentazione del volume

Giornali Operai Genovesi
da Mazzini al Socialismo

Saranno presenti:
i curatori dell'opera Erio Bertorello e Giulio Fiaschini
Nicolò Bonacasa, autore del saggio sui giornali operai massonici e socialisti a Genova.

Introdurrà l'incontro: Mauro Brunetti



LA PRESENTAZIONE DI ERIO BERTORELLO
Presidente della Società Operaia di M.S. Universale di Sampierdarena

      Il tema su Mazzini e gli operai è stato svolto da studiosi di fama internazionale, tanto per ricordare qualcuno Nello Rosselli, Luigi Salvatorelli e altri. Non esiste però fino ad oggi nessuna pubblicazione relativa ai giornali operai genovesi. Si possono cogliere spunti su alcuni volumi quali Il giornalismo mazziniano di Leona Ravenna e la Storia del giornalismo mazziniano di Renato Carmignani. Il Dizionario del Risorgimento Nazionale diretto da Michele Rosi nel primo volume (1931) contiene alcune "voci" sui fogli operai genovesi, ma un lavoro organico sullo svolgimento e su tale tematica ancora non esiste. La nostra società pertanto si è assunta l'impegno di provvedere affinché questa lacuna sia colmata.
      Il giornalismo operaio genovese da Mazzini al Socialismo offre un panorama quanto mai suggestivo; una serie di giornali, taluni effimeri, altri più consistenti: una varietà di temi pertinenti ed interessanti. Genova è stata l'unica città italiana nel 1863-1866 ad avere due giornali operai, uno di ispirazione democratico-mazziniana diretto da Francesco Bartolomeo Savi e l'altro di ispirazione moderata diretto da Jacopo Virgilio. Così il "Giornale delle Associazioni Operaie" e il "Giornale degli Operai" pur fiorendo da impostazioni ideologiche diverse, sono ancora oggi utili alla storia del movimento dei lavoratori, così come l'altro giornale degli operai "Il Martello", che visse per alcuni mesi nel 1899 e diede un forte impulso alla formazione della coscienza di classe tra i lavoratori. Infatti, l'elemento democratico si integra con quello moderato e noi abbiamo una visione completa dei problemi dei lavoratori.
      Questo volume non soltanto tende a colmare una lacuna, ma porta avanti il problema dell'associazionismo operaio che dal 1832 con Mazzini giunge fino alle soglie del fascismo dopo l'affermazione delle idee socialistiche. Anche questo è un contributo alla storia del movimento operaio genovese che è ancora da scrivere. Infatti, nei giornali noi troviamo i temi del dibattito che si è articolato nella seconda metà dell'Ottocento. Quello che importa è mettere a fuoco i temi centrali del progresso dei lavoratori che dalla fondazione delle prime società operaie fino all'affermazione del socialismo hanno determinato un progresso di qualità.
      Questo libro integra nella storia di Genova e dell'Italia una parte importante perché l'associazionismo in Liguria è stato uno dei momenti più alti della storia sociale italiana. La nostra Società con Valentino Armirotti, Pietro Botto, Carlo Rota e Pietro Chiesa ha portato un contributo determinante alla storia dei lavoratori genovesi.
Nella storia del giornalismo italiano i fogli mazziniani hanno un posto particolare. È un giornalismo di battaglia, sempre antigovernativo che si scagliava quasi quotidianamente contro il governo di Cavour e di Napoleone III imperatore dei francesi.
      Noi in questo volume punteremo più sulla parte che interessa il mondo operaio lasciando a piè pari la politica. Anche questa, nella concezione dell'Apostolo, aveva un contenuto operaio, ma il giornale mazziniano è stato soprattutto politico-sociale. Esso ha avuto nel corso degli anni (stando nell'ambito genovese) circa un migliaio di sequestri contro "Italia e Popolo - L'Italia del Popolo" e successivamente "L'Unità Italiana" nel periodo in cui questo giornale fu a Genova. Scorrendo il volume di Leona Ravenna Il Giornalismo Mazziniano. Note e appunti, Firenze, Le Monnier, 1839 (è la prima ristampa del 1867), ci rendiamo conto della vita travagliata dei direttori e dei collaboratori dei gerenti.
      Si diceva allora che essere gerente di un giornale mazziniano era un biglietto d'ingresso al carcere. Ci fu un tempo in cui quattro di questi erano in prigione.
Il giornalismo mazziniano ebbe radici a Genova, a Milano, a Roma, a Napoli, a Parigi e a Londra. A noi in questa sede interessa soltanto ciò che è stato stampato a Genova. Ci sono stati anche stampatori mazziniani come Andrea Moretti che ha subito multe e mesi di carcere.
      Noi teniamo per fermo che il giornale mazziniano è un documento storico tenendo conto della sua opera educativa, patriottica e rivoluzionaria. Esso è la visione completa del tempo attraverso la lente di Mazzini simultaneamente all'azione dei fatti e dei personaggi. Questo avviene nel primo articolo scritto da Mazzini nel 1827 per l'"Antologia" di Firenze fino all'ultimo articolo scritto per "La Roma del Popolo". L'attività giornalistica dell'Apostolo è stata continua. Per lui in Italia la storia era la parola del popolo.
      Mazzini comprese il valore della stampa non soltanto per l'educazione delle masse popolari ma per gli scopi della sua attività rivoluzionaria. Egli aveva molta speranza nella stampa la cui importanza era superiore alle riunioni clandestine. Restò sulla breccia per quaranta anni e vide il mutamento di uomini e cose. Riconobbe la grande importanza del giornale e nel 1836 scrisse l'articolo sulla Missione della stampa periodica nella "Jeune Suisse". I suoi giornali furono tormentati dalle ristrettezze economiche e dai governi del Regno di Sardegna, del Lombardo Veneto, di Napoli, dello Stato Pontificio, dai governi di Francia e di Svizzera.
      I suoi giornali avevano un carattere morale prima che politico perché voleva soprattutto educare. Il 21 maggio 1848 pubblicava ancora un articolo sulla missione della stampa periodica nel suo primo quotidiano "1 Italia del Popolo" nel quale riusciva a definire il suo pensiero: "La stampa periodica ha oggi un'alta missione. E' necessario per essa sollevarsi a quell'altezza o perir moralmente consumando le forze, senza potenza d'iniziativa, per entro un misero cerchio di fatti transitorii e di polemiche inutili o pericolose [....]. Il problema che s'addita è problema d'educazione; gli scrittori politici hanno ad essere educatori e un giornale dev'essere un atto di sacerdozio, un'opera di apostolato. Noi non combattiamo solamente per l'impianto d'un sistema o d'un altro: combattiamo perché gli uomini e gl'italiani segnatamente migliorino". Scopo del foglio mazziniano non soltanto era quello di educare ma anche di combattere. Tutta la stampa democratica ha incontrato la severità del regio Fisco ed è da ricordare soprattutto Nicolò Dagnino.
      Manca ancora un volume complessivo sulla stampa mazziniana genovese e noi cerchiamo di ovviare a questa carenza con le pagine che seguono.
      Una sezione del libro è dedicata particolarmente al giornale "La Stella", nato nel 1884, espressione di una loggia massonica genovese, che con la sua forte polemica anticlericale si inserisce nel periodo risorgimentale con la fine del potere temporale dei Papi. Si distinsero nell'ambito nazionale per la loro interpretazione della realtà e costituiscono un vero patrimonio di idee per l'affermazione sempre più precisa del mondo dei lavoratori. Anche il mondo degli operai cattolici ha avuto il suo giornale, ancora oggi vivente è "L'Operaio Ligure", fonte importante di notizie e copre un'ampia fascia di lavoratori, essendo le società operaie cattoliche numerose.
      Il libro si presenta completo nelle sue articolazioni perché comprende non solo i giornali di ispirazione mazziniana, che sono i più numerosi, ma anche quelli di ispirazione socialista, cattolica e massonica.


Indice del volume
Emilio Costa, Erio Bertorello, Liliana Bertuzzi Giornali democratici mazziniani
Emilio Costa Due giornali genovesi per gli operai
Luigi Cattanei Cospirazione e testimonianza nell'"Italia e popolo" (1851-1857)
Luigi Cattanei "L'Italia del popolo"
Simona Calissano "L'operaio ligure" voce dell'impegno sociale dei cattolici genovesi
Giovanni B. Varnier Un censimento della stampa genovese nella crisi dell'opposizione democratica al fascismo
Nicolò Bonacasa Giornali operai massonici e socialisti a Genova


Il volume è stato pubblicato dalla Società Operaia di Mutuo Soccorso Universale "Giuseppe Mazzini" di Sampierdarena, nel Comitato per le Celebrazioni del Bicentenario della nascita di Giuseppe Mazzini, sotto l'alto patrocinio del Presidente della Repubblica e con il patrocinio e contributo della Regione Liguria, del Comune di Genova e di Coop Liguria.

Date e orari delle manifestazioni potrebbero subire variazioni rispetto ai programmi originari su cui sono basate queste pagine. La Società Savonese di Storia Patria non è responsabile per eventuali disguidi.


Alcune immagini sono rielaborazioni di locandine e programmi delle singole iniziative


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20/10/2009
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