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RIASSUNTI -
ABSTRACTS
Presiede il prof. Giovanni
Assereto
Riccardo Musso (Soprintendenza archivistica per
la Liguria
) - «Un sì benigno Signore et
Principe et amatore de’ sudditi suoi….». Alfonso
II Del Carretto e le rivolte del Finale
Attraverso soprattutto documenti inediti di fonte carrettesca
dell’Archivio di Stato di Milano, la relazione vuole cercare di offrire
una visione nuova delle vicende finalesi di metà Cinquecento, ricostruendo
gli avvenimenti che prepararono il primo intervento spagnolo nel Marchesato
del 1571.
Cinzia Cremonini (Università Cattolica -
Milano) - Il caso di Finale tra
interessi locali ed equilibri internazionali.
La questione specifica del Finale verrà analizzata alla luce dei
rapporti più generali tra Impero e feudi italiani tra Cinque e Settecento,
tenendo conto del duplice punto di vista asburgico, quello imperiale e
quello spagnolo. L’intervento è volto a definire la centralità del ruolo
assunto dal Finale nell’ambito del sistema imperiale filippino, e a
riconsiderare la vicenda della vendita del Marchesato alla Repubblica del
1713.
Mario Rizzo (Università di Pavia) – Alloggiare
in casa d’altri. Aspetti economici, politici e fiscali della presenza
militare asburgica nel territorio finalese fra Cinque e Seicento
Nell’ambito del complesso rapporto fra
la Lombardia
spagnola e l’area ligure – essenziale per la strategia imperiale degli
«Austrias» - spicca il ruolo del Finale. Attraverso le diverse fasi della
storia finalese fra Cinque e Seicento, si cercherà di ricostruire alcune
significative implicazioni economiche, politiche e fiscali della presenza
militare asburgica nel territorio di Finale, considerando sia l’onere del
mantenimento del presidio, sia la logistica connessa con i transiti della
truppe dirette altrove.
Paolo
Calcagno (Università di Verona) – La
questione del porto di Finale: un banco di prova dell’alleanza
Genova-Madrid.
Scopo dell’intervento è quello di analizzare nel dettaglio, specie sulla
base della documentazione dell’archivio spagnolo di Simancas, gli alti
e i bassi di questo ambizioso progetto infrastrutturale, e di mostrare
come questi riflettano le alterne vicende dell’ambigua alleanza che lega
la Repubblica
di Genova alla Spagna asburgica. Il porto rappresenta per i re Cattolici e i
Governatori milanesi una efficace arma di ricatto, un decisivo strumento di
pressione per garantirsi la fedeltà della loro - sempre indispensabile,
nonostante l’annessione del Finale - «puerta de Italia», fornitrice di
soldi e galere.
Luca
Lo Basso (Università di Genova) – Finale
porto corsaro spagnolo tra Genova e
la Francia
alla fine del Seicento.
Nel corso del Seicento, gli spagnoli a corto di risorse navali decidono di
utilizzare Finale come scalo per i propri corsari. Il Marchesato
d’altronde è a tutti gli effetti uno Stato, e dunque può rilasciare le
cosiddette lettere patenti. Sono
diversi i patroni finalesi che - assieme a molti napoletani e siciliani -
provano ad arrotondare gli introiti mercantili con l’attività predatoria,
esercitata sia nei confronti dei nemici francesi sia nei confronti dei
neutrali genovesi, tanto da costringere
la Spagna
ad istituire un apposito tribunale «delle prede marittime» con il compito
di sentenziare sulla legittimità delle catture. Alla luce della
bibliografia e della corposa documentazione sull’argomento, il caso
finalese verrà utilizzato per esaminare l’andamento di questa attività
nell’area del Mediterraneo occidentale.
Andrea
Lercari (Istituto internazionale di studi liguri – Sezione ingauna)
– I rapporti fra le famiglie genovesi e quelle del Finale. Contatti e
incroci.
Il contributo vuole gettare luce su un aspetto poco noto della storia
del Marchesato, vale a dire quello dei frequenti e intensi rapporti fra
famiglie genovesi e famiglie finalesi. Essendo “zona franca” – ovvero
territorio della Liguria ma non incorporato nello Stato genovese – il
Marchesato viene utilizzato spesso come rifugio, ricovero o punto
d’appoggio per traffici commerciali. Attraverso l’analisi di alcuni casi
specifici, si cercherà di spiegare le peculiarità di questo
“incontro”, e i margini di collaborazione e/o conflitto che tale
incontro produce.
Marco
Leale (Società savonese di storia patria) – Un
caso nobile della Finale moderna:
la famiglia dei conti Buraggi.
L’intervento inquadra le dinamiche attraverso le quali alcune famiglie
del Finale riescono ad assurgere al notabilato o addirittura a uno status
nobiliare. Attraverso l’analisi di documentazione privata e del locale
archivio storico si ripercorreranno le sorti di alcuni membri della famiglia
Buraggi, al fine di mostrare quali strumenti applichino (esercizio di
cariche pubbliche, acquisizione di gradi militari, conduzione di traffici
commerciali, acquisti di feudi) per acquisire una posizione sociale ed
economica di rilievo all’interno del contesto locale finalese dei secoli
XVII-XVIII.
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