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L'iniziativa prevede (a cura dell'ing. Mauro Dell'Amico e dell'arch.
Floriano Pizzo, membri del Direttivo della Consulta Culturale Savonese)
una presentazione storico-paesistico-architettonica-urbanistica del
complesso della chiesa e del convento di S.Giacomo e della collina
circostante (sulla cui sommità furono costruiti, nel 1472, la chiesa e
il convento), che strapiomba a picco sull'insenatura di Miramare (dove
nel 1912 furono installati gli impianti delle funivie portuali
Savona-S.Giuseppe, che nel corso del prossimo anno saranno trasferiti
nella darsena alti fondali.
S.Giacomo e Miramare vanno oggi visti in
un contesto unitario, dove il recupero del complesso monumentale dovrà
avvenire in un contesto unitario con la collina e con l'insenatura
marittima.
La chiesa di S.Giacomo è l'unica chiesa
medievale savonese rimasta intatta fino ai nostri giorni: riccamente
decorata anche con cicli di affreschi, dotata di una stupenda copertura
a capriate di legno, si specchia tutt'oggi nell'insenatura di Miramare,
oggi come avveniva dal 1472 al 1912, per 450 anni ininterrotti.
Sarebbe necessario giungere al più
presto a un recupero del complesso di S.Giacomo (proprietà comunale) e
di tutta la collina circostante (compreso il grande edificio Liberty
dell'ex-albergo Miramare), fino all'insenatura che per pochi mesi ancora
è occupata dalle strutture funiviarie (il prossimo anno, dopo un
secolo, le Funivie si trasferiranno nella darsena Alti Fondali e le loro
strutture di Miramare saranno rimosse: potrebbe essere l'occasione per
rilanciare in senso turistico-culturale tutto il settore urbano che
dallo specchio acqueo di Miramare sale all'ex-albergo Miramare e quindi
fino a S.Giacomo).
Sarà tra l'altro necessario che sulle
pendici di tutta la collina di S.Giacomo-Miramare non sorgano nuove
costruzioni e che nell'ambito della nuova passeggiata tra Savona e
Albissola vengano previsti anche ascensori per raggiungere più
facilmente S.Giacomo (anche nei pressi di salita Beato Ottaviano, nei
pressi del ponte quattrocentesco finanziato da Papa Sisto IV, savonese,
proprio per raggiungere più comodamente il complesso di S.Giacomo.
Bisognerà anche evitare che l'insenatura di Miramare subisca
intombamenti, in futuro, che altererebbero irrimediabilmente quel magico
equilibrio tra terra, cielo e mare, ben evidente nel disegno di Orazio
Grassi (1627), utilizzato come logo dell'incontro di sabato.
S.Giacomo e Miramare costituiscono un
aspetto molto particolare della Città di Savona: lassù, sulla collina
ancora in gran parte libera dal cemento, sorge un notevole complesso
monumentale, con l'unica chiesa medievale di Savona ancora intatta, con
il pontile tra il presbiterio e la navata (struttura architettonica
ormai molto rara in Italia e pressoché unica in Liguria), le tre navate
(in realtà le navate laterali erano strutturate come cappelle
gentilizie private), abside con gli affreschi cinquecenteschi del
Semino, i due chiostri con residui di affreschi del Ratti e lo stupendo
soffitto a capriate lignee della navata centrale, oltre naturalmente ai
locali del convento (per non parlare poi del ricco apparato pittorico
che decorava le cappelle delle famiglie più importanti di Savona, per
le quali S.Giacomo era un po' come la S.Croce di Firenze: opere in parte
sopravvissute alla soppressione ottocentesca del convento e in parte
conservate nella Pinacoteca Civica di Savona. E da S.Giacomo un punto
panoramico eccezionale, un vero balcone aperto sulla Città e sul Porto,
da Capo Vado al Capo Torre di Albisola.
Sotto al complesso della chiesa e del
convento si sviluppa però ancora nel verde la collina, che degrada
verso il mare, con il grande complesso ottocentesco dell'ex-albergo
Miramare, struttura che potrebbe certamente avere un futuro turistico
una volta acquisito da privati "intelligenti"che lo riaprano
al turismo, recuperando tale eccezionale struttura immersa nel verde e
sospesa sul mare, anziché ipotizzando nuove cementificazioni della
costa e della collina.
E in fondo, sul mare, l'insenatura di
Miramare, con lo specchio acqueo liberato dalle sovrastrutture portuali
e industriali: da lì una serie di nuove funzioni e nuove potenzialità
per la nostra Città, con il fronte mare di Levante incastonato alle due
estremità da S.Giacomo Miramare ad Est e dal Priamàr ad Ovest.
Nell'ambito del ciclo
degli incontri-dibattito dedicati al futuro degli "edifici"
storici della Città di Savona verrà quindi affrontata sabato una delle
maggiori opportunità che la nostra Città ha per valorizzare il proprio
settore di Levante: S.Giacomo e Miramare, visti in un contesto
strettamente unitario, sono un patrimonio eccezionale per Savona, ma da
troppi anni sono trascurati e in abbandono, a parte gli interventi sul
campanile e sulle coperture degli edifici, attuate in questi ultimi
anni.
Sarà necessario prenderne atto, tutelarne il presente e progettarne il
futuro, prima che sia troppo tardi.
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