Associazione Savonese "A Campanassa"
Istituto Internazionale di Studi Liguri -
Sez. Sabazia
Italia Nostra - Sezione di Savona
Società Savonese di Storia Patria


Convegno
"Emergenza Priamàr: quale futuro per Savona ?"

Savona, 22 novembre 2003


Documenti  e  proposte  delle  associazioni

Associazione "A Campanassa"
Istituto Internazionale di Studi Liguri
Italia Nostra - sezione di Savona
Società Savonese di Storia Patria

Proposte per l'utilizzo attuale del complesso del Priamàr


La configurazione del Priamàr suggerisce di per sé indirizzi distinti per le scelte delle destinazioni e dei criteri di gestione delle tre parti principali del complesso: il Maschio, il Palazzo della Sibilla e la Cittadella.


- Il Maschio ha insoliti caratteri propri, di grande evidenza. Due vanno sottolineati in particolare:

  1. quello di costituire un grande volume omogeneo, indipendente dalle altre parti, quasi completamente esplorato dal punto di vista archeologico e in gran misura restaurato;

  2. quello di poter essere chiuso con relativa facilità e perciò ben protetto, mediante alcuni accorgimenti di impegno non eccessivo, quali:

  • dotare di chiusura l'ingresso principale (dal ponte presso il Palazzo della Sibilla);

  • rendere più sicure le chiusure degli accessi attorno a quota m 10 s.l.m., sia alle sale del museo Cuneo che alle gallerie degli ex rifugi antiaerei;

  • studiare con attenzione la sicurezza di tutti gli ingressi che danno sulla galleria elicoidale che inizia alla sinistra dell'arrivo del ponte principale d'accesso alla Fortezza e sbocca nella piazza del Maschio.


- Il Palazzo della Sibilla costituisce un elemento a sé, una quinta intermedia tra Maschio e Cittadella.
E' un rilevante volume su quattro piani, tutti direttamente accessibili dall'esterno, completamente restaurato in modo da assicurarne l'adattabilità a funzioni diverse e mutevoli. E' attualmente utilizzato con continuità soltanto nei due piani superiori.


- La Cittadella è un articolato complesso di spazi a verde, aperti con ampi panorami sul mare e sulla città moderna, che non ha solo notevoli pregi paesistici ma costituisce la parte più importante dell'intero Priamàr per la ricerca futura, perché al suo interno fu interrato negli anni 1542-1544 l'antichissimo nucleo primigenio di Savona, racchiuso entro la scatola delle mura della Fortezza.
Nello slargo principale della Cittadella, antistante ai resti della vecchia Cattedrale, qualche metro al di sotto del prato che noi oggi calpestiamo, sono tuttora conservati i selciati dell'antica piazza e delle strade che vi accedevano e i resti degli edifici che la circondavano.

Dell'antica Cattedrale di S.Maria di Castello, posta al sommo del promontorio, riccamente restaurata da Giulio II pochi decenni prima del suo forzato abbandono, sopravvivono l'imponente basamento perimetrale, allora a picco sul mare, ed alcuni resti ben visibili, da valorizzare.
A ponente, nella cortina di S.Biagio al di là del fossato, negli anni '80 uno scavo ha portato alla luce il poderoso muro, finemente intonacato, di un antico edificio (forse l'Ospedale Grande della Misericordia o il Palazzo Vescovile), che prosegue verso il basso, a quota più profonda rispetto al livello raggiunto dallo scavo.
Nell'estremità sud-ovest della Cittadella, nel Bastione di S.Caterina che si affaccia sul viale del Prolungamento, uno scavo eseguito negli ultimi anni della seconda guerra mondiale per la costruzione (poi sospesa) di un fortino, portò al ritrovamento, segnalato da un ufficiale della Todt alle autorità civili, dei resti di un antico oratorio, sulle cui pareti erano ancora ben conservati tre affreschi di notevole importanza, che furono allora protetti e poi felicemente recuperati nel 1956.
I documenti testimoniano l'esistenza di numerosi altri oratori delle Confraternite religiose, forse ancora oggi interrati entro la scatola delle mura.
Altri resti attendono, in molte altre parti del Priamàr, di essere identificati.
E', insomma, la parte più importante dell'antica città che giace da cinquecento anni interrata sotto ai prati della Cittadella; una piccola Pompei medievale, tutta ancora da conoscere, ove il tempo si è fermato non per la furia di un vulcano, ma per la furia delle lotte regionali.


      Un complesso con questi caratteri è forse unico nel Mediterraneo e in Europa.
      La sua valorizzazione potrà rappresentare domani per Savona una risorsa da non trascurare, quando l'accoglienza del turismo culturale diventerà per l'Italia un cespite ancor più importante.
      


Le destinazioni ed i criteri di gestione delle varie parti discendono come logica conseguenza dai caratteri sopra descritti.


Il blocco del Maschio, già tutto restaurato, sarà destinato a funzioni pubbliche o di loro supporto.
Potrà quindi ospitare principalmente, con una chiara suddivisione degli spazi e delle competenze:

  • nel Palazzo degli Ufficiali: alcuni uffici dell'Amministrazione Comunale (ad esempio l'Assessorato alla Cultura);

  • nel Palazzo della Loggia: il Civico Museo Storico-Archeologico (Museo della Città), con l'esposizione della storia della città (che dovrà spaziare dai documenti archeologici ed archivistici fino alla ceramica savonese, con concisione e criteri divulgativi che stimolino l'interesse dei visitatori);

  • nel Palazzo del Commissario: sale per mostre e manifestazioni di prestigio, integrate dagli ampi spazi aperti;

  • nel Baluardo di S.Bernardo e in locali minori sulla Piazza del Maschio (Stendardo e antichi forni): servizi di accoglienza e ristoro per i visitatori (che potrebbero essere anche affidati a privati).

L'ingresso a tutte le parti espositive dovrebbe essere sempre a pagamento.

      La gestione del Maschio sarà ovviamente riservata alla mano pubblica, attraverso una struttura specifica, molto snella, nella quale le responsabilità siano chiaramente assunte e riconosciute.


Il Palazzo della Sibilla può essere in parte destinato, secondo proposte da più parti formulate in passato, ad attività anche minute (commerciali, artigianali, artistiche e culturali), che si accordino con le caratteristiche del Priamàr e ne stimolino la frequentazione. Questa indicazione sembra valida per i due piani più bassi dell'edificio.
Si ritiene, di conseguenza, che il Comune dovrebbe passare al più presto ad un concreto esperimento, invitando con bando pubblico tutti coloro che abbiano intenzione di aprire attività del genere a formulare proposte precise, indicando il locale richiesto e l'attività da svolgere, secondo tempi, agevolazioni e garanzie prestabilite nel bando.
L'esito di questo esperimento potrà consentire una più precisa valutazione delle ipotesi di impiego dell'edificio.
Per quanto riguarda invece il terzo e quarto piano, si ritengono per ora da confermare le utilizzazioni attuali.

Con queste premesse, sembra che la gestione generale dell'edificio debba ancora restare alla mano pubblica. Non è peraltro da escludere che, una volta esperiti i tentativi sopra descritti, risulti poi opportuno affidare la gestione dell'intero immobile ad un solo soggetto privato, riservando ovviamente all'uso pubblico una congrua parte del terzo piano (quello posto alla stessa quota del piazzale della Cittadella) per la vigilanza, l'accoglienza dei visitatori ed i servizi.


La Cittadella, per i caratteri del tutto insoliti già descritti, deve essere destinata oggi a parco pubblico, soggetto ad un preciso piano di graduale esplorazione archeologica, escludendo quindi nel modo più rigoroso qualsiasi ipotesi di costruzione di edifici o sovrastrutture.
Solo quando la conoscenza dei resti dell'antica città consentirà una più precisa valutazione, potrà essere stabilito quali resti siano da valorizzare, quali da ricoprire con un'area verde e quali altri spazi invece possano avere diversa destinazione.
In questo parco oggi saranno consentite, regolate e promosse tutte le attività che vengono incontro alle necessità d'uso del tempo libero dei cittadini, limitando nel modo più severo l'accesso degli autoveicoli.
Tutti gli spazi verdi dovranno essere dotati di adeguato arredo; quelli più ampi ed adatti potranno essere saltuariamente impiegati per manifestazioni e spettacoli.
Del locale della Polveriera, già restaurato, potrà essere studiata l'utilizzazione per servizi, eventualmente da affidare a privati.

La gestione del parco della Cittadella deve necessariamente essere pubblica e comporterà certamente oneri non trascurabili.
Deve però essere tenuto bene in conto che questi oneri troveranno in buona misura compenso nel generale vantaggio economico che sarà dato alla città per la disponibilità di un complesso di tanto pregio.

In questo quadro dovrà infine essere anche valutata attentamente la destinazione del Baluardo di S.Francesco e delle sue adiacenze, la vasta zona a sud-ovest del Priamar che va dalla linea ferroviaria portuale presso i giardini pubblici fino alla punta avanzata sul mare della passeggiata Trento e Trieste e comprende anche l'area ove nel 1970 fu costruita l'attuale piscina comunale.
Tutta questa zona è di grande importanza, non solo per i volumi e gli spazi disponibili, ma anche perché costituirà un particolare polo attrattore, con la possibilità di realizzare un collegamento pedonale in piano tra i giardini del viale Alighieri e le aree ex-Italsider sul fronte-mare del Priamàr.

Le associazioni culturali savonesi promotrici del Convegno

"A Campanassa"
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Ultimo aggiornamento: 01/01/2004 Biblioteca