Associazione
"A Campanassa"
Istituto Internazionale di Studi Liguri
Italia Nostra - sezione di Savona
Società Savonese di Storia Patria
Proposte per
l'utilizzo attuale del complesso del Priamàr
La configurazione del
Priamàr suggerisce di per sé indirizzi distinti per le scelte delle
destinazioni e dei criteri di gestione delle tre parti principali del
complesso: il Maschio, il Palazzo della Sibilla e la Cittadella.
- Il Maschio ha
insoliti caratteri propri, di grande evidenza. Due vanno sottolineati in
particolare:
-
quello di costituire un
grande volume omogeneo, indipendente dalle altre parti, quasi
completamente esplorato dal punto di vista archeologico e in gran
misura restaurato;
-
quello di poter essere
chiuso con relativa facilità e perciò ben protetto, mediante alcuni
accorgimenti di impegno non eccessivo, quali:
-
dotare di chiusura
l'ingresso principale (dal ponte presso il Palazzo della Sibilla);
-
rendere più sicure le
chiusure degli accessi attorno a quota m 10 s.l.m., sia alle sale del
museo Cuneo che alle gallerie degli ex rifugi antiaerei;
-
studiare con attenzione
la sicurezza di tutti gli ingressi che danno sulla galleria elicoidale
che inizia alla sinistra dell'arrivo del ponte principale d'accesso
alla Fortezza e sbocca nella piazza del Maschio.
- Il Palazzo della Sibilla
costituisce un elemento a sé, una quinta intermedia tra Maschio e
Cittadella.
E' un rilevante volume su quattro piani, tutti direttamente accessibili
dall'esterno, completamente restaurato in modo da assicurarne
l'adattabilità a funzioni diverse e mutevoli. E' attualmente utilizzato
con continuità soltanto nei due piani superiori.
- La Cittadella è un
articolato complesso di spazi a verde, aperti con ampi panorami sul mare e
sulla città moderna, che non ha solo notevoli pregi paesistici ma
costituisce la parte più importante dell'intero Priamàr per la ricerca
futura, perché al suo interno fu interrato negli anni 1542-1544
l'antichissimo nucleo primigenio di Savona, racchiuso entro la scatola
delle mura della Fortezza.
Nello slargo principale della Cittadella, antistante ai resti della
vecchia Cattedrale, qualche metro al di sotto del prato che noi oggi
calpestiamo, sono tuttora conservati i selciati dell'antica piazza e delle
strade che vi accedevano e i resti degli edifici che la circondavano.
Dell'antica Cattedrale di
S.Maria di Castello, posta al sommo del promontorio, riccamente restaurata
da Giulio II pochi decenni prima del suo forzato abbandono, sopravvivono
l'imponente basamento perimetrale, allora a picco sul mare, ed alcuni
resti ben visibili, da valorizzare.
A ponente, nella cortina di S.Biagio al di là del fossato, negli anni '80
uno scavo ha portato alla luce il poderoso muro, finemente intonacato, di
un antico edificio (forse l'Ospedale Grande della Misericordia o il
Palazzo Vescovile), che prosegue verso il basso, a quota più profonda
rispetto al livello raggiunto dallo scavo.
Nell'estremità sud-ovest della Cittadella, nel Bastione di S.Caterina che
si affaccia sul viale del Prolungamento, uno scavo eseguito negli ultimi
anni della seconda guerra mondiale per la costruzione (poi sospesa) di un
fortino, portò al ritrovamento, segnalato da un ufficiale della Todt alle
autorità civili, dei resti di un antico oratorio, sulle cui pareti erano
ancora ben conservati tre affreschi di notevole importanza, che furono
allora protetti e poi felicemente recuperati nel 1956.
I documenti testimoniano l'esistenza di numerosi altri oratori delle
Confraternite religiose, forse ancora oggi interrati entro la scatola
delle mura.
Altri resti attendono, in molte altre parti del Priamàr, di essere
identificati.
E', insomma, la parte più importante dell'antica città che giace da
cinquecento anni interrata sotto ai prati della Cittadella; una piccola
Pompei medievale, tutta ancora da conoscere, ove il tempo si è fermato
non per la furia di un vulcano, ma per la furia delle lotte regionali.
Un complesso con questi
caratteri è forse unico nel Mediterraneo e in Europa.
La sua valorizzazione potrà rappresentare domani per Savona una risorsa
da non trascurare, quando l'accoglienza del turismo culturale diventerà
per l'Italia un cespite ancor più importante.
Le destinazioni ed i
criteri di gestione delle varie parti discendono come logica conseguenza
dai caratteri sopra descritti.
Il blocco del Maschio, già
tutto restaurato, sarà destinato a funzioni pubbliche o di loro supporto.
Potrà quindi ospitare principalmente, con una chiara suddivisione degli
spazi e delle competenze:
-
nel Palazzo degli
Ufficiali: alcuni uffici dell'Amministrazione Comunale (ad esempio
l'Assessorato alla Cultura);
-
nel Palazzo della
Loggia:
il Civico Museo Storico-Archeologico (Museo della Città), con
l'esposizione della storia della città (che dovrà spaziare dai documenti
archeologici ed archivistici fino alla ceramica savonese, con concisione e
criteri divulgativi che stimolino l'interesse dei visitatori);
-
nel Palazzo del
Commissario: sale per mostre e manifestazioni di
prestigio, integrate dagli ampi spazi aperti;
-
nel Baluardo di
S.Bernardo e in locali minori sulla Piazza del Maschio (Stendardo e
antichi forni): servizi di accoglienza e ristoro per i visitatori (che
potrebbero essere anche affidati a privati).
L'ingresso a tutte le parti
espositive dovrebbe essere sempre a pagamento.
La gestione del Maschio
sarà ovviamente riservata alla mano pubblica, attraverso una struttura
specifica, molto snella, nella quale le responsabilità siano chiaramente
assunte e riconosciute.
Il Palazzo della Sibilla
può essere in parte destinato, secondo proposte da più parti formulate
in passato, ad attività anche minute (commerciali, artigianali,
artistiche e culturali), che si accordino con le caratteristiche del
Priamàr e ne stimolino la frequentazione. Questa indicazione sembra
valida per i due piani più bassi dell'edificio.
Si ritiene, di conseguenza, che il Comune dovrebbe passare al più presto
ad un concreto esperimento, invitando con bando pubblico tutti coloro che
abbiano intenzione di aprire attività del genere a formulare proposte
precise, indicando il locale richiesto e l'attività da svolgere, secondo
tempi, agevolazioni e garanzie prestabilite nel bando.
L'esito di questo esperimento potrà consentire una più precisa
valutazione delle ipotesi di impiego dell'edificio.
Per quanto riguarda invece il terzo e quarto piano, si ritengono per ora
da confermare le utilizzazioni attuali.
Con queste premesse, sembra
che la gestione generale dell'edificio debba ancora restare alla mano
pubblica. Non è peraltro da escludere che, una volta esperiti i tentativi
sopra descritti, risulti poi opportuno affidare la gestione dell'intero
immobile ad un solo soggetto privato, riservando ovviamente all'uso
pubblico una congrua parte del terzo piano (quello posto alla stessa quota
del piazzale della Cittadella) per la vigilanza, l'accoglienza dei
visitatori ed i servizi.
La Cittadella, per i
caratteri del tutto insoliti già descritti, deve essere destinata oggi a
parco pubblico, soggetto ad un preciso piano di graduale esplorazione
archeologica, escludendo quindi nel modo più rigoroso qualsiasi ipotesi
di costruzione di edifici o sovrastrutture.
Solo quando la conoscenza dei resti dell'antica città consentirà una
più precisa valutazione, potrà essere stabilito quali resti siano da
valorizzare, quali da ricoprire con un'area verde e quali altri spazi
invece possano avere diversa destinazione.
In questo parco oggi saranno consentite, regolate e promosse tutte le
attività che vengono incontro alle necessità d'uso del tempo libero dei
cittadini, limitando nel modo più severo l'accesso degli autoveicoli.
Tutti gli spazi verdi dovranno essere dotati di adeguato arredo; quelli
più ampi ed adatti potranno essere saltuariamente impiegati per
manifestazioni e spettacoli.
Del locale della Polveriera, già restaurato, potrà essere studiata
l'utilizzazione per servizi, eventualmente da affidare a privati.
La gestione del parco della
Cittadella deve necessariamente essere pubblica e comporterà certamente
oneri non trascurabili.
Deve però essere tenuto bene in conto che questi oneri troveranno in
buona misura compenso nel generale vantaggio economico che sarà dato alla
città per la disponibilità di un complesso di tanto pregio.
In questo quadro dovrà
infine essere anche valutata attentamente la destinazione del Baluardo di
S.Francesco e delle sue adiacenze, la vasta zona a sud-ovest del Priamar
che va dalla linea ferroviaria portuale presso i giardini pubblici fino
alla punta avanzata sul mare della passeggiata Trento e Trieste e
comprende anche l'area ove nel 1970 fu costruita l'attuale piscina
comunale.
Tutta questa zona è di grande importanza, non solo per i volumi e gli
spazi disponibili, ma anche perché costituirà un particolare polo
attrattore, con la possibilità di realizzare un collegamento pedonale in
piano tra i giardini del viale Alighieri e le aree ex-Italsider sul
fronte-mare del Priamàr.
Le associazioni culturali savonesi
promotrici del Convegno
"A Campanassa"
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