CENTRO LIGURE PER LA STORIA DELLA CERAMICA

CONVEGNO  2009
RIASSUNTI / ABSTRACTS


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XLII CONVEGNO INTERNAZIONALE DELLA CERAMICA

“FORNACI”
Tecnologie e produzione della ceramica in età medievale e moderna
 

venerdì 29 - sabato 30 maggio 2009


RIASSUNTI / ABSTRACTS

DOMENICO MARINO, MARGHERITA CORRADO, Attività manifatturiera e produzioni ceramiche post-medievali e moderne in Calabria: il caso di Cotrone

Nonostante il carattere episodico della ricerca archeologica svolta in ambiente urbano, di norma legata alla realizzazione di sottoservizi, l'insieme dei dati raccolti nell'indagare i livelli post-medievali dell'abitato di Cotrone e alcuni poderosi riempimenti nel castello di Carlo V consente di ubicare sia entro il perimetro cittadino sia all'esterno, in certi periodi, officine ceramiche in grado di realizzare gran parte del vasellame utilizzato in età viceregnale e posteriore dalla popolazione e dai militi di stanza in questo importante scalo portuale calabrese. Forti di una larga disponibilità di materie prime e di una secolare tradizione artigianale, i figuli locali, non ignari delle mode vigenti nel sud Italia e nella Penisola in genere, realizzarono anche vasellame (rivestito e non) con caratteristiche morfologiche e/o decorative originali, fin qui ignorato a causa della sua oggettiva modestia e della ridotta circolazione.

JAUME COLL CONESA, ESTARELLAS MAGDALENA, JOSEP MERINO, JOAN CARRERAS, JAUME GUASP, Hornos taifa de Palma de Mallorca: el yacimiento de la calle Botons

En la excavación efectuadas intramuros del último recinto de la muralla musulmana de Palma de Mallorca, en las proximidades de la llamada puerta del Temple, se ha descubierto un centro alfarero con hornos superpuestos pertenecientes a varios momentos de producción. En la presente comunicación se estudará la tipología de las estructuras, que obedecen los tipos hornos de planta circular de barras y horno cuadrado con parrilla. También se presentará la producción asociada a cada uno de ellos, constituida por cuencos y fuentes de cerámica estannífera con decoración geométrica y fitomorfa y numerosa cerámica común.

JAUME COLL CONESA, ALBERTO GARCÍA-PORRAS, Tipología, cronología y producción de los hornos cerámicos en al-Andalus

Los últimos años han sido pródigos en el hallazgo de hornos y testares musulmanes en numerosas localidades de la geografía ibérica, hasta el punto que puede ya trazarse un mapa de distribución geográfica y cronológica de las estructuras de cocción cerámica en al-Andalus. En la presente comunicación realizaremos una aproximación a los hornos localizados en ellas y comentaremos sus características tipológicas así como su cronología y el tipo de producción cerámica asociada a las diversas tipologías, ofreciendo un panorama general para el marco andalusí peninsular.

MARTA CAROSCIO, Ociolai, fornaciai, stovigliai e scodellai: strutture produttive e regolamenti urbani nella Firenze tardomedievale

Non solo a Firenze ma in tutta Italia, gli statuti prestano particolare attenzione a regolamentare le attività produttive, in particolare quelle ritenute "inquinanti". Per forni e fornaci si stabiliscono dimensioni e distanza dagli altri edifici, cosi da limitare il pericolo di incendi. Le fonti archivistiche ci aiutano a comprendere la differenza fra l'attività di orciolai, fornaciai, stovigliai e scodellai, distinguendo non solo fra produttori e rivenditori, ma anche fra quanti producevano solo ceramica rivestita - e non - piuttosto che mattoni e calcina.

CRISTINA CAMPANELLA, La "Real Fabbrica della Maiolica e Vetri" e la ceramica nel Settecento a Parma

"Real Fabbrico della Maiolica e Vetri", nonché le coeve fornaci locali, finora pressoché ignorate dalla critica di settore. La trattazione si propone come opera prima sull'argomento specifico e si inserisce nel panorama nazionale con un quadro ampiamente documentato ed in massima parte inedito della realtà ceramica di Parma, che può finalmente riscattare un ruolo di protagonista fra le principali manifatture italiane del secolo.

ANNA MOORE VALERI, La fornace all'italiana e la maiolica di Doccia nella prima metà dell'Ottocento

Nel 1816 Carlo Leopoldo Lisci, proprietario della famosa manifattura di Doccia dal 1791 al 1838 fece costruire un nuovo tipo di fornace a quattro piani che consentiva di cuocere simultaneamente diversi tipi di ceramica e quindi di risparmiare sul combustibile. A partire dal 1819 infatti, la manifattura aumento notevolmente la produzione di porcellana e di maiolica, riprese a produrre il masso bastardo e inizio la produzione sistematica di terraglia all'uso inglese. Mentre le forme ed i decori della porcellana in questa epoca appaiono fortemente influenzati dalla produzione francese in stile impero e quelli della terraglia sono imitazioni dei modelli inglesi, la maiolica ha forme semplici e tradizionali con decori di gusto popolare in giallo, azzurro, verde e nero.

DOMINGO DETTORI, Rinvenimento di fornaci e di indicatori della produzione di ceramiche presso due importanti contesti monastici del nord Sardegna (XI-XII)

Rinvenimento di fornaci e di indicatori della produzione di ceramiche presso due importanti contesti monastici del nord Sardegna (secc. XI-XII). Durante la campagna di scavo condotta nel 2001 presso il monastero camaldolese della SS. Trinità di Saccargia (SS) sono stati rinvenuti significativi resti di una fornace. Sebbene le sovrapposizioni intervenute nei secoli ne abbiano asportato tutta la parte frontale, del manufatto in questione si sono conservati parte della camera di combustione e del muretto assiale che ne reggeva la suola, realizzati interamente con argilla e pietrame di piccole dimensioni. Ciò ha consentito di stabilire che si trattava di una struttura produttiva a pianta circolare - realizzata secondo un modello ben noto - impiantata a ridosso di un declivio, in modo da incassarne la camera di combustione nella morbida roccia marnosa che caratterizza l'area circostante.

ANTONIO MOLINA, ELENA SALINAS, Hornos de barras islámicos en Córdoba (España) / Forni a rulli islamici in Cordova (Spagna)

In epoca islamica a Cordova, a nord delle mura denominate della Axerquía, vi era il quartiere artigianale della ceramica; questo spazio mantenne la sua connotazione industriale durante il periodo basso medievale cristiano ed in epoca moderna. Questa è la zona conosciuta come "avenida de las Ollerías" (viale dei vasai). Nell'ambito degli interventi archeologici realizzati in questa zona, negli ultimi anni sono venuti alla luce resti di questa attività artigianale tra cui: forni, scarti della lavorazione ceramica, rulli da forno e distanziatori di cottura, oltre a una serie di ambienti relazionati con la produzione ceramica.

RAQUEL MARTÍNEZ PEÑÍN, El alfar de la calle Tarifa (León): un ejemplo de centro de producción bajomedieval en el Noroeste de la Península Ibérica

En las excavaciones arqueológicas practicadas en el solar no de la calle Tarifa de la ciudad de León entre los meses de mayo y junio del 2008, se localizaron buena parte de las estructuras adscritas a un importante centro de producción alfarera de época bajomedieval. Este trabajo se centra en el estudio tanto de la secuencia ocupacional del alfar, como del material cerámico que ha aparecido asociado al mismo.

FABIOLA ARDIZZONE, Le fornaci di Agrigento: tecnologia e produzione in età normanna

Nella Valle dei Templi di Agrigento, in prossimità del tempio della Concordia in anni recenti sono state indagate due fornaci di ceramica comune, attive tra la fine dell'XI secolo ed il XII. In occasione di queste campagne di scavo e stato possibile ricostruire il processo di lavorazione della ceramica di questo atelier, grazie anche all'ausilio di analisi archeometriche, e analizzare la produzione anche sotto l'aspetto morfologico. In questa sede si vuole analizzare la produzione nel suo insieme con le sue caratteristiche morfologiche e tecnologiche e si vuole contestualizzare dal punto di vista della storia del territorio l'attività di questa bottega.

LUCA PESANTE, Il ciclo di produzione della ceramica nel Lazio settentrionale in Età moderna. Documenti vecchi e nuovi

Con questo contributo si intende presentare un'analisi storica dei principali caratteri tecnologici del lavoro dell'argilla nel Lazio settentrionale tra XVI e XVIII secolo. Sulla base di documenti d'archivio e di alcuni materiali e stato possibile ricostruire - in certi casi fin nel dettaglio - il lavoro svolto in diverse botteghe del viterbese, e cogliere le principali trasformazioni avvenute nel ciclo di produzione nel corso di più secoli.

CRISTINA MONDIN, M.J. RODRIGUEZ-MANZANEQUE Y ESCRIBAN, La ceramica artigianale di Agost, alcune considerazioni strutturali sugli impianti produttivi

Agost e un piccolo "pueblo" ubicato nell'immediato entroterra di Alicante, nella Spagna orientale. La storia di questo abitato e millenaria, lo confermano ad esempio i resti di età neolitica e le tracce di vita romana e medievale. La sopravvivenza fino ai giorni nostri dell'insediamento, posto sulla sommità di un colle, e stata garantita, negli ultimi secoli, quasi esclusivamente dalla lavorazione dell'argilla, attività propiziata da ampi depositi di materia prima e che, per molto tempo, ha impiegato tutta la popolazione. In particolare l'attività artigianale, legata alla produzione di vasellame, ha visto dal '700 a oggi tre differenti fasi di sviluppo. Tali fasi trovano espressione sia nella dislocazione dei quartieri artigianali all'interno dell'abitato, sia nelle ristrutturazioni interne avvenute nei laboratori a continuità di vita.

SIMONA PANNUZI, ORIETTA MANTOVANI, STEFANO MONARI, Ceramica smaltata rinascimentale in area romana: le cave delle argille e le fornaci ceramiche. Analisi archeometriche e ipotesi di produzione

Il contributo in oggetto intende approfondire l'argomento della produzione di maiolica in area romana nel Cinquecento, partendo dall'individuazione, sulla base di un'analisi geologica e storico-archeologica del territorio, delle aree di estrazione dell'argilla, con una localizzazione delle fornaci ceramiche dall'epoca antica all'età moderna, ed esponendo i nuovi risultati delle ricerche archeometriche in corso da parte della Soprintendenza ostiense in collaborazione con il Dipartimento di Chimica dell'Università "La Sapienza" di Roma e con l'Università di Padova.

GABRIELLA PANTÒ, LAURA VASCHETTI, Fornaci e ceramisti a Chieri tra XIII e XVI secolo

Lo studio esaustivo delle presenze di fornaci e di ceramisti a Chieri (TO) nel periodo considerato (secoli XIII-XVI). L'esposizione di una piccola ma significativa parte di tali oggetti provenienti da fornaci a Chieri (TO) nell'ambito di una mostra permanente di recente inaugurazione (aprile 2009), in attesa dell'apertura dell'auspicato, futuro Museo del Territorio Chierese, ha rappresentato lo spunto per una riflessione sullo stato delle conoscenze. Malgrado la carenza di prodotti di pregio, come le maioliche, non prodotte localmente e scarsamente importate, il ritrovamento a Chieri di strutture riferibili a impianti produttivi, la presenza di scarti di fornace e di supporti di cottura, oltre ai risultati forniti dai sondaggi archivistici, non lasciano dubbi sull'esistenza di una produzione locale di ceramica, essenzialmente invetriata, ingobbiata e graffita, evidentemente in grado di soddisfare le esigenze di una fiorente città mercantile.

MARIA GRAZIA AISA, F. CRISTIANO, ALFREDO RUGA, FRANCESCO ANTONIO CUTERI, Un'area artigianale extra-moenia a Crotone fra XIII e XIV secolo. Il cantiere del teatro comunale

A Crotone, lo scavo nel cantiere destinato alla costruzione del teatro comunale, eseguito nel 2007, ha portato al rinvenimento di due fornaci per ceramica. La maggiore e stata poi asportata in attesa di restauro. Le fornaci risultano analoghe a quelle rinvenute in anni precedenti nel vicino cantiere Messinetti. Le strutture possono essere datate tra XIII e XIV secolo e tra i materiali recuperati, oltre ai manufatti legati alla frequentazione dell'area (ceramiche comuni, invetriate a decorazione policroma e numerose monete), si segnalano numerosi scarti, deformati e di colore grigio-verde, di catini e altre forme da riferire sempre alle note produzioni calabresi di invetriata a decorazione policroma su ingobbio, spesso definite nel panorama scientifico con la sigla RMR. Quanto rinvenuto consente di dar corpo all'ipotesi, già a suo tempo avanzata, di riconoscere in Crotone un importante centro di produzioni ceramiche di età basso medievale.

FRANCESCO ANTONIO CUTERI, Fornaci per ceramica di etetà moderna in Calabria. Testimonianze archivistiche e archeologiche

I documenti conservati presso l'Archivio di Stato di Catanzaro consentono di seguire, in riferimento soprattutto alla città di Nicastro (CZ), le vicende legate al tentativo, con l'introduzione di nuove tecnologie ed una migliore formazione del personale, di rilanciare la produzione ceramica di un centro di più antica tradizione. I rinvenimenti archeologici effettuati a Santa Maria del Cedro (CS), con la scoperta dei resti degli impianti produttivi e degli scarti di produzione, documentano invece la riconversione di un più antico impianto di produzione dello zucchero, il cosiddetto "Carcere dell'Impresa", in una particolare fabbrica di manufatti ceramici.

FRANCESCA BULGARELLI, CARLO BERNAT, MARCO BIAGINI, FABRIZIO GELTRUDINI, MARIO TESTA, Tecnologie e produzioni ceramiche albisolesi da recenti indagini ad Albisola Superiore

Tecnologie e produzioni ceramiche albisolesi da recenti indagini ad Albisola Superiore. Recenti indagini preliminari a interventi edilizi nel centro storico di Albisola Superiore hanno consentito di individuare alcune discariche relative a fornaci ceramiche attive in Albisola tra il XVII e il XIX secolo. Nel corso del prelievo dei depositi, effettuato con metodo stratigrafico, rilevante e parsa la componente quantitativa e qualitativa degli strumenti di cottura, in particolare caselle e distanziatori, alcuni dei quali con marchi inediti o poco attestati. È stato possibile inoltre evidenziare fasi distinte tra le operazioni di approvvigionamento delle materie prime, con apposite fosse, e interventi relativi alla sola discarica di materiali di scarto.

LAURA BICCONE, PAOLA MAMELI, DANIELA ROVINA, LUCA SANNA, La produzione di maioliche a Sassari tra XVI e XVII secolo: dati archeologici e analisi archeometriche

Gli interventi di riqualificazione dei sottoservizi all'interno della città murata hanno offerto l'occasione per realizzare indagini archeologiche, tuttora in corso, sull'area del castello aragonese ubicato in corrispondenza dell'omonima piaa e distrutto nel tardo XIX secolo per costruire la caserma della Brigata Sassari e la piazza antistante. Nei poderosi riempimenti per l'obliterazione di alcune strutture scavate nella roccia sono emersi associati a graffite toscane, maioliche liguri a smalto berettino e lustri catalani, numerosi frammenti di scarti di produzione di prima e seconda cottura di maioliche dipinte e una grossa quantità di distanziatori triangolari utilizzati durante la cottura in fornace, indicatori indiscutibili di una produzione locale di maioliche. La quantità e la varietà dei frammenti ritrovati consente fin d'ora di elaborare una prima tipologia delle forme e delle decorazioni attribuibile a questo "nuovo", almeno per gli studiosi, centro di produzione.

SONIA LÓPEZ CHAMIZO, CONCHI MARFIL LOPERA, ANTONIO PÉREZ NARVÁEZ, ALBERTO CUMPIÁN RODRÍGUEZ, PEDRO SÁNCHEZ BANDERA, El barrio alfarero de Funtanella. Málaga

La presente comunicación pretenda dar a conocer una zona de producción alfarera de gran tradición en la ciudad de Málaga. Situada al noroeste de la medina se localiza dentro del arrabal de Funtanella. Los primeros hallazgos alfareros en la zona remiten a momentos romanos perdurando a lo largo del tiempo hasta época contemporánea. La buena calidad de la materia prima y el fácil aprovisionamiento de agua facilitaron la ubicación de las alfarerías en el monte del Ejido. La relación de los hallazgos se presentará siguiendo una diferenciación estructural y cronológica; realizando una distribución espacial de las áreas de aprovisionamiento, de producción y de desechos.

MARIO D'ANTUONO, MARCELLA GIORGIO, Le fornaci da ceramica di Ariano Irpino (AV): proposte di conoscenza e recupero di una tradizione che ha attraversato i secoli

La ceramica popolare di Ariano Irpino e nota a livello internazionale per le sue peculiarità e per la diffusione e l'importanza avuta nei secoli. Nuovi studi confermano la produzione in locale a partire dal XIII secolo; il ritrovamento di un buon numero di fornaci antiche collocate nelle grotte del quartiere dei Tranesi ha posto l'attenzione sul recupero di esse attraverso un percorso di valorizzazione didattica e turistica. Si presenta brevemente un excursus sulla produzione nel corso dei secoli, l'adattamento al gusto e alle esigenze cangianti, l'organizzazione delle fabbriche tra otto e novecento grazie a fonti orali.


Date e orari delle manifestazioni potrebbero subire variazioni rispetto ai programmi originari su cui sono basate queste pagine. La Società Savonese di Storia Patria non è responsabile per eventuali disguidi. Per informazioni:Centro Ligure per la Storia della Ceramica - c/o Civico Museo Archeologico del Priamar - Corso Maini 1 - 17100 Savona. Telefono e fax: 019.822708 - E-mail centro.ceramica@museoarcheosavona.it 


Alcune immagini sono rielaborazioni di locandine e programmi delle singole iniziative


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aggiornamento:
03/11/2009

    

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