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DOMENICO MARINO, MARGHERITA CORRADO, Attività manifatturiera e produzioni ceramiche
post-medievali e moderne in Calabria: il caso di Cotrone
Nonostante il carattere episodico della ricerca archeologica svolta in
ambiente urbano, di norma legata alla realizzazione di sottoservizi, l'insieme
dei dati raccolti nell'indagare i livelli post-medievali dell'abitato di
Cotrone e alcuni poderosi riempimenti nel castello di Carlo V consente
di ubicare sia entro il perimetro cittadino sia all'esterno, in certi
periodi, officine ceramiche in grado di realizzare gran parte del
vasellame utilizzato in età viceregnale e posteriore dalla popolazione
e dai militi di stanza in questo importante scalo portuale calabrese.
Forti di una larga disponibilità di materie prime e di una secolare
tradizione artigianale, i figuli locali, non ignari delle mode vigenti
nel sud Italia e nella Penisola in genere, realizzarono anche vasellame
(rivestito e non) con caratteristiche morfologiche e/o decorative
originali, fin qui ignorato a causa della sua oggettiva modestia e della
ridotta circolazione.
JAUME COLL CONESA, ESTARELLAS MAGDALENA, JOSEP MERINO, JOAN CARRERAS, JAUME GUASP, Hornos taifa de Palma de Mallorca:
el yacimiento de la calle Botons
En la excavación efectuadas intramuros
del último recinto de la muralla musulmana de Palma de Mallorca, en las
proximidades de la llamada puerta del Temple, se ha descubierto un
centro alfarero con hornos superpuestos pertenecientes a varios momentos
de producción. En la presente comunicación se estudará la tipología de
las estructuras, que obedecen los tipos hornos de planta circular de
barras y horno cuadrado con parrilla. También se presentará la
producción asociada a cada uno de ellos, constituida por cuencos y
fuentes de cerámica estannífera con decoración geométrica y fitomorfa y
numerosa cerámica común.
JAUME COLL CONESA, ALBERTO GARCÍA-PORRAS, Tipología, cronología y
producción de los hornos cerámicos en al-Andalus
Los últimos años han sido pródigos en el hallazgo de hornos y testares
musulmanes en numerosas localidades de la geografía ibérica, hasta el
punto que puede ya trazarse un mapa de distribución geográfica y
cronológica de las estructuras de cocción cerámica en al-Andalus. En la
presente comunicación realizaremos una aproximación a los hornos
localizados en ellas y comentaremos sus características tipológicas así
como su cronología y el tipo de producción cerámica asociada a las
diversas tipologías, ofreciendo un panorama general para el marco
andalusí peninsular.
MARTA CAROSCIO, Ociolai, fornaciai, stovigliai e scodellai: strutture
produttive e regolamenti urbani nella Firenze tardomedievale
Non solo a Firenze ma in tutta Italia, gli
statuti prestano particolare
attenzione a regolamentare le attività produttive, in particolare quelle
ritenute "inquinanti". Per forni e fornaci si stabiliscono
dimensioni e distanza dagli altri edifici, cosi da limitare il pericolo
di incendi. Le fonti archivistiche ci aiutano a comprendere la
differenza fra l'attività di orciolai, fornaciai, stovigliai e
scodellai, distinguendo non solo fra produttori e rivenditori, ma anche
fra quanti producevano solo ceramica rivestita - e non - piuttosto che
mattoni e calcina.
CRISTINA CAMPANELLA, La "Real Fabbrica della Maiolica e Vetri"
e la ceramica nel Settecento a Parma
"Real Fabbrico della Maiolica e Vetri", nonché le coeve fornaci
locali, finora pressoché ignorate dalla critica di settore. La
trattazione si propone come opera prima sull'argomento specifico e si
inserisce nel panorama nazionale con un quadro ampiamente documentato ed
in massima parte inedito della realtà ceramica di Parma, che può
finalmente riscattare un ruolo di protagonista fra le principali
manifatture italiane del secolo.
ANNA MOORE VALERI, La fornace all'italiana e la maiolica di Doccia
nella prima metà dell'Ottocento
Nel 1816 Carlo Leopoldo Lisci, proprietario della famosa manifattura di
Doccia dal 1791 al 1838 fece costruire un nuovo tipo di fornace a
quattro piani che consentiva di cuocere simultaneamente diversi tipi di
ceramica e quindi di risparmiare sul combustibile. A partire dal 1819
infatti, la manifattura aumento notevolmente la produzione di porcellana
e di maiolica, riprese a produrre il masso bastardo e inizio la
produzione sistematica di terraglia all'uso inglese. Mentre le forme ed
i decori della porcellana in questa epoca appaiono fortemente
influenzati dalla produzione francese in stile impero e quelli della
terraglia sono imitazioni dei modelli inglesi, la maiolica ha forme
semplici e tradizionali con decori di gusto popolare in giallo, azzurro,
verde e nero.
DOMINGO DETTORI, Rinvenimento di fornaci e di indicatori della
produzione di ceramiche presso due importanti contesti monastici del
nord Sardegna (XI-XII)
Rinvenimento di fornaci e di indicatori della produzione di ceramiche
presso due importanti contesti monastici del nord Sardegna (secc. XI-XII).
Durante la campagna di scavo condotta nel 2001 presso il monastero
camaldolese della SS. Trinità di Saccargia (SS) sono stati rinvenuti
significativi resti di una fornace. Sebbene le sovrapposizioni
intervenute nei secoli ne abbiano asportato tutta la parte frontale, del
manufatto in questione si sono conservati parte della camera di
combustione e del muretto assiale che ne reggeva la suola, realizzati
interamente con argilla e pietrame di piccole dimensioni. Ciò ha
consentito di stabilire che si trattava di una struttura produttiva a
pianta circolare - realizzata secondo un modello ben noto - impiantata a
ridosso di un declivio, in modo da incassarne la camera di combustione
nella morbida roccia marnosa che caratterizza l'area circostante.
ANTONIO MOLINA, ELENA SALINAS,
Hornos de barras islámicos en Córdoba (España) /
Forni a rulli islamici in Cordova (Spagna)
In epoca islamica a Cordova, a nord delle mura denominate della Axerquía,
vi era il quartiere artigianale della ceramica; questo spazio mantenne
la sua connotazione industriale durante il periodo basso medievale
cristiano ed in epoca moderna. Questa è la zona conosciuta come "avenida
de las Ollerías" (viale dei vasai). Nell'ambito degli interventi
archeologici realizzati in questa zona, negli ultimi anni sono venuti
alla luce resti di questa attività artigianale tra cui: forni, scarti
della lavorazione ceramica, rulli da forno e distanziatori di cottura,
oltre a una serie di ambienti relazionati con la produzione ceramica.
RAQUEL MARTÍNEZ PEÑÍN,
El alfar de la calle Tarifa (León): un ejemplo de
centro de producción bajomedieval en el Noroeste de la Península Ibérica
En las excavaciones arqueológicas practicadas en el solar no de la
calle Tarifa de la ciudad de León entre los meses de mayo y junio del
2008, se localizaron buena parte de las estructuras adscritas a un
importante centro de producción alfarera de época bajomedieval. Este
trabajo se centra en el estudio tanto de la secuencia ocupacional del
alfar, como del material cerámico que ha aparecido asociado al
mismo.
FABIOLA ARDIZZONE,
Le fornaci di Agrigento: tecnologia e produzione in
età normanna
Nella Valle dei Templi di Agrigento, in prossimità del tempio della
Concordia in anni recenti sono state indagate due fornaci di ceramica
comune, attive tra la fine dell'XI secolo ed il XII. In occasione di
queste campagne di scavo e stato possibile ricostruire il processo di
lavorazione della ceramica di questo atelier, grazie anche all'ausilio
di analisi archeometriche, e analizzare la produzione anche sotto l'aspetto morfologico. In questa sede si vuole
analizzare la produzione
nel suo insieme con le sue caratteristiche morfologiche e tecnologiche e
si vuole contestualizzare dal punto di vista della storia del territorio
l'attività di questa bottega.
LUCA PESANTE, Il ciclo di produzione della ceramica nel Lazio
settentrionale in Età moderna. Documenti vecchi e nuovi
Con questo contributo si intende presentare un'analisi storica dei
principali caratteri tecnologici del lavoro dell'argilla nel Lazio
settentrionale tra XVI e XVIII secolo. Sulla base di documenti d'archivio e di alcuni materiali e stato possibile ricostruire
- in certi casi fin nel dettaglio - il lavoro svolto in diverse botteghe del
viterbese, e cogliere le principali trasformazioni avvenute nel ciclo di
produzione nel corso di più secoli.
CRISTINA MONDIN, M.J. RODRIGUEZ-MANZANEQUE Y ESCRIBAN,
La ceramica artigianale di Agost, alcune considerazioni strutturali sugli impianti
produttivi
Agost e un piccolo "pueblo" ubicato nell'immediato entroterra di
Alicante, nella Spagna orientale. La storia di questo abitato e
millenaria, lo confermano ad esempio i resti di età neolitica e le
tracce di vita romana e medievale. La sopravvivenza fino ai giorni
nostri dell'insediamento, posto sulla sommità di un colle, e stata
garantita, negli ultimi secoli, quasi esclusivamente dalla lavorazione
dell'argilla, attività propiziata da ampi depositi di materia prima e
che, per molto tempo, ha impiegato tutta la popolazione. In particolare
l'attività artigianale, legata alla produzione di vasellame, ha visto
dal '700 a oggi tre differenti fasi di sviluppo. Tali fasi trovano
espressione sia nella dislocazione dei quartieri artigianali all'interno
dell'abitato, sia nelle ristrutturazioni interne avvenute nei laboratori
a continuità di vita.
SIMONA PANNUZI, ORIETTA MANTOVANI, STEFANO MONARI,
Ceramica smaltata
rinascimentale in area romana: le cave delle argille e le fornaci
ceramiche. Analisi archeometriche e ipotesi di produzione
Il contributo in oggetto intende approfondire l'argomento della
produzione di maiolica in area romana nel Cinquecento, partendo dall'individuazione, sulla base di
un'analisi geologica e
storico-archeologica del territorio, delle aree di estrazione dell'argilla, con una localizzazione delle fornaci ceramiche
dall'epoca
antica all'età moderna, ed esponendo i nuovi risultati delle ricerche
archeometriche in corso da parte della Soprintendenza ostiense in
collaborazione con il Dipartimento di Chimica dell'Università "La
Sapienza" di Roma e con l'Università di Padova.
GABRIELLA PANTÒ, LAURA VASCHETTI,
Fornaci e ceramisti a Chieri tra XIII
e XVI secolo
Lo studio esaustivo delle presenze di fornaci e di ceramisti a Chieri
(TO) nel periodo considerato (secoli XIII-XVI). L'esposizione di una
piccola ma significativa parte di tali oggetti provenienti da fornaci a
Chieri (TO) nell'ambito di una mostra permanente di recente
inaugurazione (aprile 2009), in attesa dell'apertura dell'auspicato,
futuro Museo del Territorio Chierese, ha rappresentato lo spunto per una
riflessione sullo stato delle conoscenze. Malgrado la carenza di
prodotti di pregio, come le maioliche, non prodotte localmente e
scarsamente importate, il ritrovamento a Chieri di strutture riferibili
a impianti produttivi, la presenza di scarti di fornace e di supporti di
cottura, oltre ai risultati forniti dai sondaggi archivistici, non
lasciano dubbi sull'esistenza di una produzione locale di ceramica,
essenzialmente invetriata, ingobbiata e graffita, evidentemente in grado
di soddisfare le esigenze di una fiorente città mercantile.
MARIA GRAZIA AISA, F. CRISTIANO, ALFREDO RUGA, FRANCESCO ANTONIO CUTERI,
Un'area artigianale extra-moenia a Crotone fra XIII e XIV secolo. Il cantiere
del teatro comunale
A Crotone, lo scavo nel cantiere destinato alla costruzione del teatro
comunale, eseguito nel 2007, ha portato al rinvenimento di due fornaci
per ceramica. La maggiore e stata poi asportata in attesa di restauro.
Le fornaci risultano analoghe a quelle rinvenute in anni precedenti nel
vicino cantiere Messinetti. Le strutture possono essere datate tra XIII
e XIV secolo e tra i materiali recuperati, oltre ai manufatti legati
alla frequentazione dell'area (ceramiche comuni, invetriate a
decorazione policroma e numerose monete), si segnalano numerosi scarti,
deformati e di colore grigio-verde, di catini e altre forme da riferire
sempre alle note produzioni calabresi di invetriata a decorazione
policroma su ingobbio, spesso definite nel panorama scientifico con la
sigla RMR. Quanto rinvenuto consente di dar corpo all'ipotesi, già a suo
tempo avanzata, di riconoscere in Crotone un importante centro di
produzioni ceramiche di età basso medievale.
FRANCESCO ANTONIO CUTERI,
Fornaci per ceramica di etetà moderna in
Calabria. Testimonianze archivistiche e archeologiche
I documenti conservati presso l'Archivio di Stato di Catanzaro
consentono di seguire, in riferimento soprattutto alla città di Nicastro
(CZ), le vicende legate al tentativo, con l'introduzione di nuove
tecnologie ed una migliore formazione del personale, di rilanciare la
produzione ceramica di un centro di più antica tradizione. I
rinvenimenti archeologici effettuati a Santa Maria del Cedro (CS), con
la scoperta dei resti degli impianti produttivi e degli scarti di
produzione, documentano invece la riconversione di un più antico
impianto di produzione dello zucchero, il cosiddetto "Carcere
dell'Impresa", in una particolare fabbrica di manufatti ceramici.
FRANCESCA BULGARELLI, CARLO BERNAT, MARCO BIAGINI, FABRIZIO GELTRUDINI,
MARIO TESTA, Tecnologie e produzioni ceramiche albisolesi da recenti
indagini ad Albisola Superiore
Tecnologie e produzioni ceramiche albisolesi da recenti indagini ad
Albisola Superiore. Recenti indagini preliminari a interventi edilizi
nel centro storico di Albisola Superiore hanno consentito di individuare
alcune discariche relative a fornaci ceramiche attive in Albisola tra il
XVII e il XIX secolo. Nel corso del prelievo dei depositi, effettuato
con metodo stratigrafico, rilevante e parsa la componente quantitativa e
qualitativa degli strumenti di cottura, in particolare caselle e
distanziatori, alcuni dei quali con marchi inediti o poco attestati. È stato possibile inoltre evidenziare fasi distinte tra le operazioni di
approvvigionamento delle materie prime, con apposite fosse, e interventi
relativi alla sola discarica di materiali di scarto.
LAURA BICCONE, PAOLA MAMELI, DANIELA ROVINA, LUCA SANNA,
La produzione
di maioliche a Sassari tra XVI e XVII secolo: dati archeologici e
analisi archeometriche
Gli interventi di riqualificazione dei sottoservizi all'interno della
città murata hanno offerto l'occasione per realizzare indagini
archeologiche, tuttora in corso, sull'area del castello aragonese
ubicato in corrispondenza dell'omonima piaa e distrutto nel tardo XIX
secolo per costruire la caserma della Brigata Sassari e la piazza
antistante. Nei poderosi riempimenti per l'obliterazione di alcune
strutture scavate nella roccia sono emersi associati a graffite toscane,
maioliche liguri a smalto berettino e lustri catalani, numerosi
frammenti di scarti di produzione di prima e seconda cottura di
maioliche dipinte e una grossa quantità di distanziatori triangolari
utilizzati durante la cottura in fornace, indicatori indiscutibili di
una produzione locale di maioliche. La quantità e la varietà dei
frammenti ritrovati consente fin d'ora di elaborare una prima tipologia
delle forme e delle decorazioni attribuibile a questo "nuovo",
almeno per gli studiosi, centro di produzione.
SONIA LÓPEZ CHAMIZO, CONCHI MARFIL LOPERA, ANTONIO PÉREZ NARVÁEZ,
ALBERTO CUMPIÁN RODRÍGUEZ, PEDRO SÁNCHEZ BANDERA, El barrio alfarero de
Funtanella. Málaga
La presente comunicación pretenda dar a conocer una zona de producción
alfarera de gran tradición en la ciudad de Málaga. Situada al noroeste
de la medina se localiza dentro del arrabal de Funtanella. Los primeros
hallazgos alfareros en la zona remiten a momentos romanos perdurando a
lo largo del tiempo hasta época contemporánea. La buena calidad de la
materia prima y el fácil aprovisionamiento de agua facilitaron la
ubicación de las alfarerías en el monte del Ejido. La relación de los
hallazgos se presentará siguiendo una diferenciación estructural y
cronológica; realizando una distribución espacial de las áreas de
aprovisionamiento, de producción y de desechos.
MARIO D'ANTUONO, MARCELLA GIORGIO,
Le fornaci da ceramica di Ariano
Irpino (AV): proposte di conoscenza e recupero di una tradizione che ha
attraversato i secoli
La ceramica popolare di Ariano Irpino e nota a livello internazionale
per le sue peculiarità e per la diffusione e l'importanza avuta nei
secoli. Nuovi studi confermano la produzione in locale a partire dal XIII
secolo; il ritrovamento di un buon numero di fornaci antiche collocate
nelle grotte del quartiere dei Tranesi ha posto l'attenzione sul
recupero di esse attraverso un percorso di valorizzazione didattica e
turistica. Si presenta brevemente un excursus sulla produzione nel corso
dei secoli, l'adattamento al gusto e alle esigenze cangianti, l'organizzazione delle fabbriche tra otto e novecento grazie a fonti
orali.
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