Ferrania: dal medioevo, all’industria e alla natura. Convegno il 9 giugno: prevista raccolta fondi

A partire dall’XI secolo, una importante struttura religiosa regolare fu attiva a Ferrania, una posizione strategica sulla principale strada tra la Riviera e la pianura padana. Pochi luoghi hanno avuto una storia documentata tanto lunga e complessa: una delle costanti delle vicende valbormidesi.

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L’ampio latifondo di boschi, monti, acque, piane e coltivazioni fu gestito da grandi famiglie – tra gli altri i Del Carretto, gli Scarampi e i De Mari – che lo condussero fino al XX secolo, quando divenne sede di una delle più famose industrie chimiche italiane che, proprio da essa, prenderà il nome.

Il convegno e la successiva pubblicazione monografica racchiuderanno gli aspetti che abbiamo indicato. Per prima cosa le vicende storiche dell’abbazia, i suoi monumenti e i luoghi che meritano di essere ricordati; sarà poi descritto il fondo archivistico, costituito di documenti originali, giunti in mano pubblica con una serie di passaggi che meritano di essere raccontati.

Ma si parlerà anche delle genealogie signorili che hanno gestito il latifondo e si accennerà agli aspetti naturalistici ancora presenti, organizzando così materiali da utilizzare per coloro che hanno a cuore quest’area e desiderano valorizzarla nella sua giusta luce.

I temi indicati saranno affrontati da studiosi invitati, già al lavoro per presentare il prossimo 9 giugno, data del convegno, ricerche originali che contribuiranno a far conoscere e salvaguardare ambienti e vicende straordinari. Storia, industria e natura sono tre aspetti destinati a convivere e che si possono sostenere a vicenda.

Con prossimi articoli anticiperemo alcune delle relazioni presentate ed avvieremo una raccolta fondi da parte della nostra Società che si impegna a finanziare la stampa del volume di atti, ma che spera anche altri vogliano concorrere per dare alle vicende millenarie di Ferrania il rilievo che meritano.

Gli scavi del rio Cavallera di Carcare e l’archeologia in valle Bormida, S. Pirotto, C. Prestipino, 26 gennaio

Le indagini archeologiche compiute recentemente nel territorio valbormidese dalla sezione locale dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri hanno permesso di acquisire nuove informazioni sulle dinamiche del popolamento che hanno caratterizzato l’età dei metalli nelle nostre colline.

Uno dei siti su cui si è maggiormente focalizzata l’attenzione degli studiosi è quello di rio Cavallera, presso Carcare, in cui la presenza di coppelle, figure umane ed altre immagini incise sulle rocce testimonia in modo efficace che questi luoghi furono stabilmente frequentati nell’età del Ferro (IX-II sec. a.C.) da gruppi umani ben organizzati.

Aratro ridotto

Aratro proveniente dagli scavi di rio Cavallera

Attraverso lo studio, ancora in fase preliminare, di ciò che gli uomini della protostoria hanno voluto raccontare sulla pietra e dei reperti ad essi legati emersi nel corso delle indagini condotte sul territorio è possibile oggi proporre una prima interpretazione di quanto rilevato ed osservato, formulando ipotesi suggestive sugli uomini che abitavano le balze rocciose delle nostre valli,  in particolare su quella che fu la destinazione d’uso del sito in un periodo antichissimo, secoli prima  della conquista romana raccontata dalla storia.

Gli scavi del rio Cavallera saranno presentati il 26 gennaio 2018  – ore 14.30, Aula Multimediale, Istituto Patetta, via Allende 2, Cairo Montenotte SV – in una conferenza di Silvia Pirotto e Carmelo Prestipino intitolata Scavare nella storia: nuove evidenze nella ricerca archeologica in Val Bormida che fa parte del progetto Ab origine 2018, organizzato dall‘Istituto Scolastico Superiore Federico Patetta di Cairo Montenotte in collaborazione con Società Savonese di Storia Patria e Istituto Internazionale di Studi Liguri – sezione Valbormida.

Scaria, Fossalvaria, Baiola, Monticello, Sette Monti, Priamàr, la storia di Savona nei toponimi, F. Ciciliot, 12 gennaio

Toponimi antichi ancora usati oppure desueti: sappiamo tutti dove fosse il Brandale, in molti meno abbiamo sentito parlare di Baiola e porta Buellaria, due importanti luoghi centrali di Savona. E dell’importanza del Monticello è rimasta solo la vaga eco in un luogo piuttosto isolato del centro cittadino.

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Non parliamo del Priamàr, uno dei toponimi più considerati di Savona, ma in realtà piuttosto comune (almeno cinque sono i luoghi che si chiamano così nel raggio di pochi chilometri), recente (solo cinque secoli di vita) e neppure molto interessante, almeno dal punto di vista etimologico. O del nome del nostro maggiore corso d’acqua, il Letimbro, invenzione di letterati dell’Arcadia, pochi secoli or sono. Nomi antichi, forse almeno millenari, sono invece Sette Monti, Scaria, Monte, Quintane, Fossalvaria di cui analizzeremo le sorprendenti storie che sottintendono.

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Esistono sospetti toponimi romani a Savona? e longobardi? Riconoscerli ci aiuta a riscrivere la nostra storia, almeno sospettarli può indirizzare comunque nuove ricerche. La prima parte della conferenza-seminario di Furio Ciciliot, Savona medievale, toponomastica, parte I (la piana del Letimbro) – in cui si esamineranno soprattutto i quartieri del Centro, Oltreletimbro, Ranco, Valloria, Villetta e Villapiana – illustrerà problemi storici che vale la pena avere presenti per conoscere meglio il territorio, ricordando che i toponimi sono una delle nostre più importanti ricchezze culturali.

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La prima divulgazione della ricerca inedita sulla toponomastica medievale di Savona, basata su oltre 3.500 documenti anteriori al 1215, è divisa in due momenti: il primo il 12 gennaio 2018, alle ore 17.30, nel Salone di Storia Patria, dedicato alla Città e dintorni immediati; il secondo avverrà il 23 febbraio, stessi luogo ed ora, e vedrà protagoniste Legino, con le Fornaci e Zinola, e Lavagnola, con le alte valli savonesi.

Orario della biblioteca durante le festività

Augurando le buone feste, segnaliamo gli orari di apertura della biblioteca, via Pia 14/4, per le prossime settimane:

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sabato 23 dicembre 2017, ore 14.00 – 18.00

martedì 2 gennaio 2018, ore 14.00 – 19.30

martedì 9 gennaio 2018, ore 14.00 – 19.30

venerdi 12 gennaio 2018, ore 17.30 conferenza-seminario

di Furio Ciciliot, Savona medievale, toponomastica, parte I (la piana del Letimbro)

sabato 13 gennaio 2018, ore 14.00 – 18.00

Da sabato 13 gennaio 2018, l’orario di apertura ritornerà ad essere quello consueto: martedì (14.00 – 19.30), giovedì (a richiesta con precedente email motivata, 9.00 – 12.00), sabato (14.00 – 18.00).

La miniera di ferro e le cave di quarzo di Noli, G. Pipino

Continua la ricognizione di Giuseppe Pipino nella storia delle miniere e dei prodotti del sottosuolo del nostro territorio, interventi più volte ospitati in pubblicazioni della nostra Società. Un nuovo capitolo delle sue ricerche è intitolato La miniera di ferro e le cave di quarzo di Noli, di cui anticipiamo alcuni frammenti, che uscirà nel volume 53 (2017) della nuova serie di Atti e Memorie della Società Savonese di Storia Patria.

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 Schizzo di Noli con le zone del “quarzo” (anni ’50-60 del Novecento): la cava Lavagna sulla sinistra del Mazzeno, risulta abbandonata

Della cosiddetta “miniera” di ferro di Noli si hanno segnalazioni da parte di numerosi autori dell’Ottocento e del Novecento, alcuni dei quali le attribuiscono un’importanza che, in effetti, non ha mai avuto. Lo stesso titolo di “miniera” è un’esagerazione, trattandosi di pochi lavori che non hanno mai superato la fase di “ricerca”. Le cause, come vedremo, sono dovute alla cattiva qualità del minerale, troppo ricco in silice, e alla moderata consistenza del giacimento, caratteristiche che non ne hanno mai consentito un proficuo utilizzo, nonostante i ricorrenti tentativi.

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Pianta delle due gallerie di sponda destra con il binarietto Decauville (1927)

Gli stessi strati di quarzite che in alcuni punti ospitano la mineralizzazione ferrifera, in altri sono completamente sterili e, grazie alla loro relativa purezza e alla facile accessibilità, sono stati oggetto, nel corso del secolo scorso, di sviluppata e, forse, troppo intensa estrazione per quarzo, di cui ancora risente il territorio a causa della franosità dei vecchi scavi. (…)

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Noli, aprile 1965: estrazione della sabbia silicea franata, l’anno precedente, nella cava Mazzeno.

Le prime generiche notizie sulla mineralizzazione ferrifera di Noli potrebbero risalire al Medio Evo: nel novembre del 1451 Geronimo Fregoso ottenne, dal Comune di Genova, il permesso di cercare vene di metalli tra Noli e Savona, ma non se ne conosce l’esito; nel 1465 il milanese Boniforte Rotulo notificava, alla Camera genovese, di aver trovato alcune vene di metalli, tra le quali “…vena di ferro in due località nel territorio di Costa di Vado, verso il Capo di Noli” (…)

Industria carboniera e Funivie nella Seconda Guerra Mondiale, M. Penner

Non si potrebbe comprendere la storia contemporanea di Savona senza aver analizzato quella delle sue industrie, soprattutto quelle legate all’energia che sembrano essere giunte in una fase cruciale delle loro vicende. Da tempo Marcello Penner si è dedicato alle industrie locali: in particolare il suo ultimo lavoro è dedicato proprio a quelle carbonifere, traendone un articolo, intitolato L’industrializzazione della Valle Bormida e le Funivie durante il secondo conflitto mondiale, di cui riportiamo un ampio stralcio, che uscirà nel volume 53 (2017) della nuova serie di Atti e Memorie della Società Savonese di Storia Patria.

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Cairo Montenotte (Sv), Stabilimento Montecatini e Cokitalia, anni 1939 – 1942

(…) La dura crisi economica, dopo il venerdì nero di Wall Street dell’ottobre 1929, raggiunge in Italia le conseguenze più disastrose dopo la metà del 1930 e viene contrastata con una manovra governativa di salvataggio delle imprese che porta all’istituzione dell’Iri (Istituto per la Ricostruzione Industriale); superata la crisi, si affacciano sulla scena economica del savonese società come la Montecatini e la Società Italiana per il Gas, la seconda già proprietaria dello stabilimento di Savona e Vado Ligure per la Lavorazione dei Carboni Fossili.

La Società Italiana per il Gas ha necessità di aumentare la produzione della cokeria di Vado Ligure ma, per farlo, ha bisogno di ingrandire l’insediamento industriale; la scarsità di aree nel comune litoraneo fa concentrare l’attenzione verso la zona di Bragno, nel comune di Cairo Montenotte. Nello stesso periodo la Montecatini intende avviare uno stabilimento in Liguria per la produzione di concimi azotati. Le due società, con i loro investimenti, tra il 1935 ed il 1936 realizzano i due stabilimenti nell’area di Bragno, la Cokitalia e la Montecatini azoto; come prodotto finale delle lavorazioni, la prima produrrà il carbone coke mentre, la Montecatini, un semilavorato per altre produzioni. Per la costruzione dei due stabilimenti è necessario arginare il fiume Bormida, deviando un tratto del suo corso per circa due chilometri, mediante la costruzione di una diga di sbarramento che dà luogo ad un invaso artificiale della capacità di 75.000 metri cubi.

La scelta del sito non è casuale, in quanto i due stabilimenti sono realizzati contigui alla stazione funiviaria di San Giuseppe di Cairo, dove è possibile approvvigionarsi del carbone necessario per la produzione del coke. La necessità di trasportare grandi quantità di carbone dal porto di Savona alla Cokitalia, ha come conseguenza la costruzione della seconda linea funiviaria ed il collegamento diretto con la Cokitalia. La seconda linea entra in esercizio il 24 marzo 1937 ed a fine anno le Funivie raggiungono per la prima volta il traguardo di oltre un milione di tonnellate annue trasportate, mantenendolo fino al 1939. Ma l’aumento dei traffici è dovuto anche a ragioni di convenienza economica: una tonnellata di fossile sbarcata e trasportata dalle Funivie, successivamente inoltrata fino a Torino, presenta un costo inferiore rispetto ad una tonnellata sbarcata in calata e trasportata direttamente via ferrovia (40,65 lire contro 42,31 lire).

L’importanza delle Funivie Savona – San Giuseppe è tale che, nel 1941, il presidente del Consorzio Autonomo del porto di Genova, Federico Negrotto Cambiaso, propone di costruire una linea funiviaria da Genova verso la valle del Po, collegandola con la rete idroviaria. Forte della sua esperienza trentennale, la società delle Funivie sviluppa il progetto preliminare che prevede un impianto di sbarco a Ponte Rubattino, con una potenzialità di 5 milioni di tonnellate annue, una linea di circa 35 chilometri, un parco deposito ad Arquata Scrivia, di un milione di tonnellate a terra e di cinquantamila tonnellate a silos e, infine, un parco ferroviario in grado di spedire mille vagoni al giorno. La proposta resta solo a livello progettuale: probabilmente gli eventi bellici in corso bloccano ogni successiva iniziativa e con l’inizio della seconda guerra mondiale i traffici calano fino a ridursi, durante il conflitto, a poco più di seimila tonnellate nel 1943 ed a 12.245 tonnellate l’anno successivo.

Durante il periodo bellico l’impianto funiviario non patisce alcun danno causato da bombardamenti alleati, a differenza del resto del porto di Savona e degli stabilimenti vicini, come l’Ilva, che subiscono danneggiamenti così pesanti da comprometterne il funzionamento. Non si tratta di un caso fortuito: il salvataggio degli impianti funiviari avviene grazie ai contatti con gli alleati di Isidoro Bonini (direttore generale delle Funivie dal 1934 al 1948, direttore Generale dell’Italgas dal 1949 e presidente dell’Iri dal 1950 fino al 1955), antifascista, facente parte del Comitato di Liberazione Nazionale. Durante il periodo autarchico, Bonini viene accusato dai sindacati fascisti di atteggiamenti antisindacali e antioperai poiché non concede quanto da loro richiesto ma, soprattutto, perché non iscritto al Partito Nazionale Fascista. Durante la guerra le stazioni funiviarie sono oggetto di furti da parte di formazioni partigiane, relativamente ad attrezzature e generi alimentari, tuttavia non subiscono nessun atto di sabotaggio né di ferimento dei lavoratori presenti al momento dei fatti.

Senza dubbio l’infrastruttura delle Funivie è considerata di notevole importanza per la ripresa delle attività produttive: in una regione in cui linee ferroviarie e strade sono fortemente danneggiate, resta l’unico mezzo di trasporto veloce ed efficace per convogliare merci oltre Appennino, come testimoniato anche nel rapporto redatto il 9 giugno 1945 dal maggiore Vivian Robert Johnston (del S.O.E. britannico) relativamente alla sua missione in Italia (in Liguria dal 23 marzo 1945, era già stato sull’Appennino emiliano con la missione Envelope dal giugno al dicembre 1944), chiamata in codice “Indelible/ Cotulla III”. (…)

Marcello Penner

 

Il Priamàr di Savona, scaricabile la pianta storica del complesso, R. Massucco e E.Ravera

Il Priamàr è una zona molto complessa, frutto di edifici sovrapposti per tanti secoli, principale area archeologica e monumentale di Savona e grande fortezza genovese, con numerosi interventi di epoche successive.

Sperando di fare cosa gradita ai soci ed agli amici di Storia Patria, alleghiamo scaricabile la pianta più completa del complesso oggi esistente, redatta da Rinaldo Massucco e Ezio Ravera, che propone anche le datazioni degli edifici al suo interno e nei dintorni immediati.

Pianta del Priamar

Legenda della Pianta del Priamar

La colonna che viene dall’Oriente e le pietre antiche delle torri di Savona, L. Finco

La conferenza di Luca Finco del 24 novembre ha visto la presenza di molti dei maggiori esperti della città medievale che non sono stati delusi dalle novità proposte. Una approfondita analisi dei materiali lapidei medievali locali, effettuata secondo una rigorosa metodologia, ha fornito indizi di rilievo sui periodi più antichi e finora quasi del tutto sconosciuti di Savona.

In particolare, il relatore ha fatto rilevare come molte delle enormi pietre che formano le torri medievali nell’area del Brandale spingano verso indizi di riuso da epoche anteriori alla loro costruzione e quindi possano derivare da edifici ben più antichi del XII secolo.

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Altrettanto interessante è stata la disanima della colonna alla base del campanile della chiesa di San Pietro di Carpignana, in Comune di Quiliano. Si era già sicuri si trattasse di una colonna romana di reimpiego, ma ora, da un confronto con un manufatto simile di area piemontese, si hanno anche indicazioni piuttosto precise sulla provenienza del materiale: una cava dell’Asia Minore nella zona della Troade, cioè non lontanissima da Troia.

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La colonna di San Pietro di Carpignana (foto di G. Del Buono)

La ricerca in corso, che vede la stretta collaborazione di Luca Finco – che ha in corso un dottorato al Politecnico di Torino in Beni Architettonici e Paesaggistici – con Maurizio Gomez Serito (Politecnico di Torino) ed il supporto della nostra Società – promette ulteriori scoperte sui secoli più antichi degli insediamenti di cui il ricercatore farà partecipe la Società (fc).

Notaio Enrico de Brolio, atti rogati a Noli e a Segno nel 1233, D. Ciarlo

Nei nostri fascicoli del Progetto Toponomastica Storica nominammo gli atti dell’inedito notaio Enrico de Brolio che aveva rogato del 1233 a Noli e nella vicina Segno, allora autonoma e oggi inserita nel Comune di Vado Ligure. Gli atti sono conservati nell’Archivio di Stato di Genova: come è ben noto, documenti notarili di così alta epoca sono una fonte unica per lo studio di un territorio, della sua economia e della sua società. Domenico Ciarlo ha esaminato e parzialmente trascritto tali documenti, traendone un articolo, di cui riportiamo la parte iniziale, che presto uscirà nel volume 53 (2017) della nuova serie di Atti e Memorie della Società Savonese di Storia Patria.

 

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Collezione Giuliano Moggio

 

In un registro dell’archivio di Stato di Genova è rilegato un frammento di cartolare contenente imbreviature del notaio Enrico de Brolio, datate al 1233. Una parte di queste, dal 3 aprile al 25 novembre, è stata rogata a Noli e, per una quota minima, a Segno: la documentazione nolese e segnasca, che costituisce l’oggetto della presente indagine, annovera complessivamente 173 atti.

L’intero registro, e quindi pure il frammento contenente gli atti di Enrico de Brolio, ha subito in tempi risalenti notevoli danni dovuti ad umidità, che hanno portato ad estese lacerazioni nella parte superiore di tutte le carte, con perdita di molto testo: il fatto ha reso lacunosa e talvolta quasi affatto impossibile la lettura di tutti i primi atti delle carte. Un recente restauro ha poi arrestato lo sfaldamento del supporto cartaceo, ma allo stato attuale la perdita di testo si dimostra più grave di quanto non fosse alcuni decenni fa, a tal punto che, rispetto a quello stadio, si sono ridotte, talvolta significativamente, le parti leggibili degli atti pur già danneggiati e si sono cancellati del tutto atti prima molto lacunosi ma ancora, seppur in minima parte, visibili. Questo fatto rende preziose le fotografie scattate nel passato, conservate ugualmente nell’Archivio di Stato di Genova e che sono state consultate per la stesura del presente lavoro. Nonostante quest’ausilio, per alcuni atti non è stato possibile neppure determinare la natura del negozio giuridico.

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L’altura del castello di Segno (foto fc)

Come spesso accade nei cartolari notarili, è soprattutto la vita economica e quotidiana della gente comune ad essere messa in luce, sotto il punto di vista dei rapporti patrimoniali e commerciali e delle attività economiche. Ma ciò non toglie che, pur nel breve lasso di tempo coperto dai nostri atti, si trovino anche notizie riguardanti l’amministrazione pubblica del comune nolese e il suo assetto urbanistico nonché informazioni sugli interessi, pur privati, dei cittadini nolesi per un territorio strategico come quello di Segno, che una recente mossa politica del comune aveva portato ad acquisire in tempi recenti: proprio da questi interessi segnaschi avrà inizio l’illustrazione dei nostri atti (…)

Domenico Ciarlo

Attività sociale, sintesi del triennio 2015-17

Nel triennio quasi trascorso l’attività sociale è stata molto intensa, pur essendo stata funestata dal grave lutto per la perdita del bibliotecario in carica Francesco Loni, avvenuta il 6 dicembre 2015. L’apertura trisettimanale della biblioteca e le frequenti occasioni di incontro per conferenze, presentazioni ed eventi vari hanno permesso di confermare i legami con il territorio e il numero dei soci, nonostante il doloroso ricambio generazionale.

La gestione oculata della situazione economico-finanziaria, mantenutasi in sostanziale pareggio, supporta le numerose attività organizzate nonostante i sempre minori aiuti economici da parte degli enti preposti, tra cui si segnala la forte carenza di contributi pubblici savonesi. In positivo segnaliamo invece quelli di alcuni privati e di coloro che hanno voluto accordarci la loro scelta del 5 per mille come onlus.

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Organi statutari

Il Consiglio Direttivo a partire dal 28 aprile 2014 risultava così composto: Carmelo Prestipino (presidente), Furio Ciciliot (vicepresidente), Giovanni Gallotti (segretario), Francesco Loni (bibliotecario), Franco Rebagliati (tesoriere). Consiglieri: Laura Arnello, Mauro Brunetti, Walter Ferro, Maura Fortunati, Maria Luce Gazzano, Rinaldo Massucco, Marcello Penner, Sergio Pennone, Mirco Tarditi, Carlo Varaldo. Collegio dei sindaci: Piero Moretti (presidente), Giorgio Gallesio, Luca Pistone.

Il successivo Consiglio, eletto dall’Assemblea dei Soci del 17 aprile 2015, risultava così composto: Carmelo Prestipino (presidente), Furio Ciciliot (vicepresidente), Giovanni Gallotti (segretario), Francesco Loni (bibliotecario), Rinaldo Massucco (tesoriere). Consiglieri: Gabriella Cirone, Walter Ferro, Maura Fortunati, Maria Luce Gazzano, Roberto Pastorino, Marcello Penner, Sergio Pennone, Franco Rebagliati, Mirco Tarditi, Carlo Varaldo. Collegio dei sindaci: Giorgio Gallesio (presidente), Francesco Arnaldo, Luca Pistone.

Dal 7 dicembre 2015, essendo mancato il bibliotecario Francesco Loni, il suo ruolo è stato assunto da Maria Luce Gazzano, mentre è subentrato in Consiglio il primo dei non eletti, Mauro Brunetti. La successiva Assemblea dei Soci del 15 aprile 2016 ha ratificato il nuovo Consiglio Direttivo che risulta così costituito: Carmelo Prestipino (presidente), Furio Ciciliot (vicepresidente), Giovanni Gallotti (segretario), Maria Luce Gazzano (bibliotecaria), Rinaldo Massucco (tesoriere). Consiglieri: Mauro Brunetti, Gabriella Cirone, Walter Ferro, Maura Fortunati, Roberto Pastorino, Marcello Penner, Sergio Pennone, Franco Rebagliati, Mirco Tarditi, Carlo Varaldo. Collegio dei sindaci: Giorgio Gallesio (presidente), Francesco Arnaldo, Luca Pistone.

 

Pubblicazioni sociali

Nel triennio 2015-17 è avvenuta la pubblicazione di tre volumi miscellanei di Atti e Memorie:

  • · volume 51 (2015), che contiene anche gli atti del convegno Sergio Federico Aprosio e il suo tempo
  • · volume 52 (2016), interamente dedicato agli atti del convegno 1014: verso la nascita del Comune di Savona. Istituzioni, paesaggi, economie, cultura, svoltosi a Savona il 12-13 dicembre 2014.
  • · il volume 53 (2017), stampa in corso.

Inoltre, segnaliamo altri due volumi pubblicati dalla Società nel triennio:

  • · Centenario della Grande Guerra, Savona 2016, primo volume della nostra collana Novecento – dedicato a Ivo Rossi, prematuramente scomparso – edito in collaborazione con Dopolavoro Ferroviario Savona e con il patrocinio ed il contributo della Regione Liguria e della Città di Savona. La pubblicazione raccoglie le conferenze dedicate al centenario, gli autori sono: Maura Fortunati, Giovanni Gallotti, Marcello Penner, Sergio Pennone, Giacomo Pignata, Carmelo Prestipino, Franco Rebagliati e Ivo Rossi.
  • · Giacomo Lomellino d’Aragona (1820-1876). Vita, storia familiare e vicende politiche di un personaggio del Risorgimento italiano, di Marco Leale e Andrea Lercari, Savona 2017.

 

Progetto Toponomastica Storica

Dal 2015 al 2017, sotto la direzione di Furio Ciciliot, sono stati pubblicati ulteriori undici fascicoli di toponimia comunale (Toponimi dei Comuni di Vicoforte, Bagnasco, Montaldo di Mondovì, Albenga, Toirano, Spotorno, Alto, Frabosa Soprana, Paroldo, Murialdo e Priero) del Progetto Toponomastica Storica che, sommati ai ventisei precedenti, portano il numero totale a trentasette. Tali fascicoli hanno riguardato territori comunali situati in tre province (Savona, Cuneo e Asti) di due diverse regioni (Liguria e Piemonte).

I ricercatori principali coinvolti hanno superato il numero di trenta che hanno raccolto informazioni da oltre cinquecento residenti. I toponimi raccolti, con tutte le varianti, hanno superato il numero di cinquantamila. Quasi tutti i fascicoli sono stati presentati in un incontro pubblico nel Comune di competenza, che ha visto un notevole coinvolgimento di pubblico estendendo l’area dei nostri interessi in una misura insperata. Il Progetto Toponomastica Storica è stato presentato in convegni scientifici e incontri specialistici in numerose città, tra cui Roma, Milano, Firenze e Genova.

 

Convegni, conferenze e presentazioni di libri

Le conferenze e le presentazioni di libri nel triennio trascorso – organizzate anche con il concorso di svariati altri enti, istituzioni e associazioni – sono state parecchie decine e sarebbe troppo lungo enumerarle. Tra l’altro dal mese di ottobre 2014 possono essere seguite sul nostro sito (www.storiapatriasavona.it) che ne mantiene anche la memoria storica. Molti degli eventi sono avvenuti nel salone della nostra sede, stimolante luogo di incontro e di scambio di idee per gli intervenuti. Sul nostro Notiziario mensile abbiamo segnalato 131 di tali occasioni: 49, nel 2015; 43, 2016; 39, 2017.

 

Biblioteca ed archivio fotografico

La famiglia di Francesco Loni ha voluto donare alla società il cospicuo patrimonio librario raccolto dal nostro bibliotecario, attualmente in corso di inventariazione da parte di una apposita commissione interna, composta e organizzata, oltre che dalla bibliotecaria, anche dai consiglieri Walter Ferro e Roberto Pastorino, con numerosi altri aiuti esterni. Il Fondo Loni comprende alcune decine di migliaia di volumi, opuscoli e documenti a partire dal XVI secolo.

In termini assoluti, escludendo per ora il Fondo Loni, la biblioteca ha ampiamente superato il numero di cinquantamila acquisizioni, ospitando quella che ormai può essere considerata la vera e propria memoria storica dell’area savonese. L’archivio fotografico ha lo scopo di rendere accessibile ad un pubblico, il più ampio possibile, il materiale fotografico ed iconografico messo a disposizione da privati e da istituzioni.

 

Iniziative didattiche

Con l’Università degli Studi di Genova sono state sottoscritte convenzioni con le Facoltà di Lettere e Filosofia (2003) e Scienze della Formazione (2008) per i tirocini pratici di formazione e orientamento previsti dai nuovi ordinamenti didattici. Desideriamo segnalare una particolare e continua collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale della Liguria e con quattro istituzioni scolastiche superiori: l’Istituto Patetta di Cairo Montenotte, con il quale nel triennio sono stati organizzati tre cicli di conferenze e ricerche intitolati Ab origine; l’Istituto Boselli-Alberti di Savona, il Liceo Calasanzio di Carcare e il Liceo Chiabrera-Martini di Savona per i progetti che hanno visto coinvolti studenti e insegnanti.

Nel triennio segnaliamo anche due iniziative didattiche non strettamente scolastiche che hanno visto un coinvolgimento di iscritti molto superiore alle aspettative, che stanno introducendo in Società nuove risorse intellettuali:

  • . Corso di introduzione alla ricerca storica, tenuto dal 25 settembre al 20 novembre 2015, con numerosi interventi delle maggiori istituzioni didattiche e scolastiche savonesi
  • . Seminario introduttivo alla ricerca toponomastica, contenuto ad un numero chiuso di iscritti, tenuto il 12 marzo e il 9 aprile 2016.

 

Sito Internet (www.storiapatriasavona.it) e Notiziario mensile

A partire dal giorno 8 ottobre 2014, con il supporto iniziale di Egomedia Srl, è andato in rete il nuovo sito della Società www.storiapatriasavona.it. A partire dal 2016, una nostra socia, Eleonora Ponteprino, coadiuvata dal consigliere Mirco Tarditi, curano la pagina Facebook che riprende e modula le notizie del sito, organizzato dal vicepresidente.

Tra l’altro è collegato al sito un Notiziario mensile che riporta le ultime notizie pubblicate, inviato alle persone ed istituzioni che desiderano seguire la nostra attività. Il Notiziario arriva automaticamente per posta elettronica il primo giorno di ogni mese.

 

Altre attività

La Società è presente con i consiglieri Rinaldo Massucco e Carlo Varaldo rispettivamente nella Consulta Comunale per il Priamàr e nella Conferenza di Servizi per la Toponomastica del Comune di Savona. Presta inoltre consulenza alla Prefettura di Savona per la Toponomastica (Legge 23/6/1927 n. 1188) per la quale ha espresso pareri per parecchie decine di nuove intitolazioni della provincia di Savona.