Nel decimo secolo di Ferrania …, convegno storico del 9 giugno

Si sta avvicinando la data del convegno dedicato all’istituzione religiosa di Ferrania ed ai suoi beni, previsto per sabato 9 giugno.

Il convegno è organizzato in collaborazione con “Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo-Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Liguria” e da “Società Savonese di Storia Patria” e “Istituto Internazionale di Studi Liguri-Sezione Valle Bormida”. Hanno concesso il patrocinio la “Città di Savona” e la “Città di Cairo Montenotte”.

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Interno della chiesa di San Pietro

 

La giornata sarà particolarmente ricca perché, oltre alle relazioni secondo il programma che segue, sarà possibile visitare sia il borgo sia l’esposizione museale contenuta nella chiesa parrocchiale di San Pietro durante la pausa del pranzo, approntato in uno dei locali attigui. Inoltre, nel tardo pomeriggio sarà effettuata una breve passeggiata naturalistica nel parco.

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Il borgo di Ferrania

Pochi luoghi hanno avuto una storia documentata lunga e complessa quanto quella di Ferrania. A partire dall’XI secolo, una importante struttura religiosa regolare è situata in una posizione strategica sulla principale strada tra la Riviera e la pianura padana. Proprio il territorio di Ferrania e la sua gestione sono una delle costanti della storia valbormidese.

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Planimetria della chiesa di San Pietro nel cabreo del 1748

L’ampio latifondo di boschi, monti, acque, piane e coltivazioni sarà gestito da grandi famiglie – tra gli altri i Del Carretto, gli Scarampi e i De Mari – che lo condurranno fino al XX secolo, quando proprio per il suo comodo isolamento, nelle anse pianeggianti della Bormida, vicino a strade e insediamenti, sarà sede di una delle più famose industrie chimiche italiane che, proprio da essa, prenderà il nome.

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Esposizione museale di San Pietro: epigrafe

Il convegno e la successiva pubblicazione monografica racchiuderanno gli aspetti che abbiamo indicato. Per prima cosa le vicende storiche dell’istituzione religiosa, oggi conosciuta come abbazia, i suoi monumenti e i luoghi che meritano di essere ricordati; sarà poi descritto il suo fondo archivistico, costituito di documenti originali, giunti in mano pubblica con una serie di passaggi che meritano di essere raccontati.

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Esposizione museale di San Pietro: capitello

Ma si parlerà anche delle genealogie signorili che hanno gestito il latifondo e si accennerà agli aspetti naturalistici ancora presenti, organizzando così materiali sufficienti da utilizzare per coloro che hanno a cuore quest’area e desiderano valorizzarla nella sua giusta luce.

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Esposizione museale di San Pietro: frammento lapideo (immagine in negativo)

Ecco i temi che gli studiosi invitati esporranno con ricerche originali:

  • R. Musso, La val Bormida dei primi Aleramici, il “Vasto” e la fondazione di San Pietro di Ferrania
  • D. Ciarlo, L’atto di donazione del 1097
  • F. Ciciliot, M. Sangalli, Topografia e toponomastica dei primi documenti
  • C. Prestipino, R. Vassallo, San Pietro di Ferrania, il territorio e i monumenti
  • A. Salmoiraghi, M. Sangalli, I passaggi di proprietà dal Medioevo al XIX secolo
  • F. Mambrini, Il fondo documentario Ferrania dell’Archivio di Stato di Savona
  • G. Mina, XX secolo, l’industria chimica
  • M. Brunetti, G. Cirone, La natura e il parco dell’Adelasia

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Biblioteca e archivio dell’esposizione museale

La sede degli interventi sarà l’interno della chiesa di San Pietro ed il volume degli atti, edito entro il 2018, sarà distribuito gratuitamente ai soci di Storia Patria a cui è possibile aderire versando la quota annua di euro 30.

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Le lapidi degli Scarampi

Le immagini riproducono l’interno del borgo e alcuni tra i reperti conservati nell’esposizione museale della parrocchia di San Pietro che conserva materiali inediti.

A Storia Patria il “Premio Renzo Aiolfi 2018”

Ricevere un riconoscimento per l’attività svolta fa sempre piacere, ancora di più se questo proviene da un’associazione con obiettivi culturali simili ai nostri, sede nella stessa città e con la quale si è collaborato a numerosi progetti.

Ogni anno il Premio Renzo Aiolfi è attribuito dall’omonima Associazione che ricorda una figura di spicco della cultura savonese (Renzo Aiolfi, 1916-2000). Quest’anno tale onore è stato concesso alla Società Savonese di Storia Patria onlus: la cerimonia ufficiale della consegna avverrà il 23 novembre 2018, ore 16, nella Sala Rossa del Comune di Savona.

Il Premio Renzo Aiolfi 2018 è uno sprone a continuare nel  lavoro di studio, divulgazione e tutela e, ringraziando l’Associazione che ce lo ha concesso, desideriamo condividerlo con tutti i soci e gli amici che ci hanno aiutato a conseguirlo.

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Di seguito, si riporta il messaggio ufficiale:

Egregio presidente della Società Savonese di Storia Patria,

a nome mio personale e per conto della deliberazione del Consiglio Direttivo dell’Associazione R. Aiolfi no profit, Savona, votata nella sua seduta del 10 maggio, mi preme comunicare a codesta Società che è stato deciso di consegnare l’annuale Premio Renzo Aiolfi 2018 alla Società Savonese di Storia Patria onlus per i valori indicati:

… coltivare e promuovere ogni studio attinente al patrimonio storico, artistico, archeologico, urbanistico, linguistico, naturalistico e culturale della Regione Liguria e del Savonese in particolare, di favorirne in special modo la conoscenza, la valorizzazione e la tutela, sia mediante la pubblicazione delle fonti o di studi originali, sia promuovendo, da sola od in unione con altri analoghi sodalizi, conferenze, mostre ed altre manifestazioni …

(firmato) Silvia Bottaro, presidente Associazione R. Aiolfi

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Cattedrale medievale sul Priamàr, aggiornamenti virtuali di GBM Venturino

Quasi venti anni or sono (1999), GBM Venturino pubblicò la sua prima ricostruzione virtuale della cattedrale di Savona sul Priamàr, distrutta nel XVI secolo.

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In questo ventennio gli studi e le ricerche sono continuati, con nuovi documenti e numerose campagne di scavo archeologico dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, compiute da Rinaldo Massucco e Carlo Varaldo.

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Vale la pena riproporre la ricostruzione di Venturino della cattedrale, arricchita di alcuni disegni inediti e con qualche aggiornamente frutto degli ultimi studi.

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Speriamo che le immagini proposte siano di stimolo anche per continuare l’opera di valorizzazione del complesso monumentale, tra le priorità della Società Savonese di Storia Patria a partire dalla sua fondazione.

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Napoleone 1796: monte Negino, Cosseria e Dego, video con il drone, L. Pistone

Il 12 maggio 2017, nel corso del secondo ciclo didattico Ab origine, organizzato a Cairo nell’Istituto Patetta, Luca Pistone tenne una conferenza su Napoleone in valle Bormida, accompagnata da riprese inedite con un drone su alcuni dei principali campi di battaglia della campagna 1796 (monte Negino, Cosseria e Dego).

Monte Negino

Monte Negino (Sv)

Tali riprese sono oggi disponibili in un filmato (riprese di Alessandro Beltrame) di circa quattro minuti in cui compaiono i tre campi di battaglia: nell’ordine monte Negino (apertura), Cosseria (dopo 1’30″) e Dego (dopo 2’30″). Le riprese odierne possono essere confrontate con le stampe d’epoca di Giuseppe Bagetti.

Il video è anche l’occasione di ammirare dall’alto alcuni spettacolari paesaggi del Savonese e della valle Bormida, compresi i due castelli di origine medievale di Cosseria e Dego, in immagini di sicura suggestione.

Rocco Peluffo dona memoria manoscritta di Pietro Sbarbaro, M. Fortunati, 22 giugno

Pietro Sbarbaro fu un politico savonese della seconda metà del XIX secolo ed assunse fama nazionale per la sua verve polemica di giornalista, con particolare riferimento agli scandali della Banca Romana.

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In seguito alla donazione a Storia Patria di una memoria manoscritta di Pietro Sbarbaro da parte di Rocco Peluffo, Maura Fortunati ne ricorderà succintamente la figura. Nella nostra sede sono già presenti altre testimonianze della sua vita.

La memoria ricorda, tra l’altro, un episodio del 1853, in cui Sbarbaro si trovò “tra una schiera eletta di cittadini … che discutevano il primo Statuto della Società Progressiva degli Artisti ed Operai”.

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La donazione e la conferenza avranno luogo nel Salone di Storia Patria il 22 giugno 2018, alle 17.30.

Cristoforo Colombo, questo sconosciuto, I. Luzzana Caraci, 12 giugno

Questo sconosciuto? Ma via! Anche i bambini sanno chi era!

Ne siamo proprio sicuri? Un conteggio di quante false notizie e soprattutto d’interpretazioni faziose della vita e dei viaggi di Cristoforo Colombo vengono diffuse nel corso di un solo anno non è mai stato fatto, ma certo il suo risultato non sarebbe confortante.

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L’ultimo lavoro di Ilaria Luzzana Caraci (Gli ultimi giorni dell’ammiraglio, edito da Mursia nel 2016) nasce proprio da qui: dalla constatazione che, per quanto i colombisti più seri siano sempre impegnati a riaffermare la verità storica e ad arricchirla di nuove, importanti testimonianze attraverso le loro ricerche, la loro voce resta inascoltata, sommersa com’è da quella dei tanti che di Colombo sanno poco o niente, ma trovano comodo servirsene per fini personali o politici.

Utilizzando la forma del romanzo storico, l’Autrice si propone quindi di divulgare non solo tra “gli addetti ai lavori”, ma tra un più vasto pubblico di lettori un’immagine realistica e documentata del grande Ligure e delle sue imprese. Queste infatti non si limitano al primo viaggio transatlantico a tutti noto.

The boat with oars on the shore near the american Indian settlements in the Delta of the Orinoco - Venezuela

La vita di Cristoforo Colombo è una grande, eccezionale avventura, da quando, giovanissimo, s’imbarcò per la prima volta sulle navi dei suoi concittadini a quando, vecchio e distrutto da anni di viaggi e di privazioni, ebbe il coraggio di prendere il mare per un’ultima spedizione, alla ricerca del passaggio alle Indie, quelle Indie che erano state il sogno della sua vita.

Ilaria Luzzana Caraci presenterà il suo libro il giorno 12 giugno, alle ore 17.00, nel Salone di Storia Patria (via Pia 14/4, Savona).

 

Storia Patria, cariche sociali per il triennio 2018-20, F. Ciciliot presidente


Quattro nuovi ingressi: i consiglieri G. Gottardi, E. Ponteprino e A. Rògano, il sindaco M. Vivalda entrano a far parte degli organi direttivi della Società Savonese di Storia Patria confermando, anche con un parziale ricambio generazionale, la sua vivacità culturale nella continuità del lavoro svolto.

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Il nuovo consiglio direttivo è così costituito: Mauro Brunetti, Furio Ciciliot (presidente), Walter Ferro (bibliotecario), Maura Fortunati, Giovanni Gallotti (segretario), Giorgio Gottardi, Rinaldo Massucco (tesoriere), Roberto Pastorino (bibliotecario), Marcello Penner, Eleonora Ponteprino, Carmelo Prestipino (vicepresidente), Franco Rebagliati, Alessio Rògano, Mirco Tarditi, Carlo Varaldo. Il collegio dei sindaci risulta così costituito: Francesco Arnaldo, Luca Pistone (presidente), Maurizio Vivalda.


Nel corso della riunione, il nuovo presidente ha condiviso con i consiglieri l’obiettivo principale del triennio: la biblioteca sarà ulteriormente potenziata come centro culturale propulsore della comunità locale. “Dopo l’acquisizione del prezioso Fondo Francesco Loni – ha detto – la biblioteca è ancora di più tra le sedi privilegiate del genius loci del nostro territorio. Chiederemo a tutti di aiutarci ad adeguarla ai servizi unici già ora forniti e che ci impegniamo a potenziare ulteriormente”.

Il Vocabolario di Sergio Aprosio, M. Aprile, 29 maggio

La Liguria ha uno spazio specifico all’interno della storia della lessicografia dialettale italiana perché nel suo spazio linguistico vengono sperimentate tutte le tipologie del prodotto culturale che conosciamo come “vocabolario dialettale”.

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Vi sono rappresentanti dei grandi vocabolari ottocenteschi delle città (Casaccia per Genova), dei centri locali minori (da Ventimiglia ai centri orientali dello spezzino), vocabolari sincronici areali (il Vocabolario delle parlate liguri), persino generi estinti come il dizionario metodico (Paganini, ancora per Genova), e infine uno splendido rappresentante del genere più ambizioso e complesso, quello del dizionario storico di un territorio.

Colma questa lacuna in modo splendido il Vocabolario ligure storico-bibliografico di Sergio Aprosio, un capolavoro della lessicografia nazionale di cui saranno analizzate le strutture.

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Marcello Aprile (professore ordinario di Linguistica italiana nell’Università del Salento) tratterà questi temi nel corso di una conferenza nel Salone di Storia Patria (via Pia 14/4, Savona) martedì 29 maggio alle 17.00.

Savona alla fine del Medioevo, A. Nicolini, 11 maggio

Già la dimensione della ricerca offre un primo indizio sulla profondità e analiticità del progetto, quasi milletrecento pagine in due densi volumi, summa di decenni di lavoro di chi ha visto tutti i documenti coevi non solo savonesi ma in decine di archivi italiani e stranieri.

Il lavoro di Angelo Nicolini – intitolato Savona alla fine del Medioevo (1315-1528) Strutture, denaro e lavoro, congiuntura, edito da Città del Silenzio Edizioni, con il patrocinio di Società Savonese di Storia Patria e Istituto Internazionale di Studi Liguri – sarà presentato nella sala Rossa del Comune di Savona il giorno 11 maggio, alle 18.00.

L’evento è organizzato da Libreria Ubik e patrocinato dalla Città di Savona. Interverranno Giovanni Assereto (Università di Genova), Furio Ciciliot (Società Savonese di Storia Patria) e Carlo Varaldo (Università di Genova). Di seguito si riporta uno stralcio della presentazione di Giovanni Assereto.

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Dai primi anni Ottanta del secolo scorso Angelo Nicolini è andato via via pubblicando un gran numero di articoli, spesso piuttosto corposi, riguardanti il commercio, la navigazione e le manifatture savonesi nel basso medioevo: articoli nei quali, se Savona è certamente la protagonista, lo sguardo spazia non di rado su orizzonti più ampi. Lo stesso si può dire per una sua solida monografia apparsa nel 2010, Lana medievale, che non a caso reca come sottotitolo L’industria tessile savonese e l’Europa. Una così lunga rincorsa, lo si intuiva, doveva presto o tardi consentire a Nicolini di spiccare un gran salto, cosa che è avvenuta con questo volume, il quale da un lato raccoglie e condensa molti frutti delle sue precedenti ricerche, ma dall’altro le supera nettamente e perviene a un risultato tale da far pensare che, per parecchio tempo, sarà difficile aggiungervi qualcosa e men che mai oltrepassarlo.

La quantità dei temi trattati è impressionante. Se l’indice del libro, molto dettagliato, ci esime dal compito di elencarli minuziosamente, va comunque sottolineato come quasi ogni aspetto della vita della città in due secoli abbondanti– ma in realtà su un arco temporale ancora più ampio – sia preso in esame e sviscerato a fondo: dall’organizzazione del territorio urbano e suburbano ai più diversi aspetti della cultura materiale, dalle varie articolazioni della società alle forme di gestione e di spartizione del potere politico-amministrativo, e all’economia. La quale ultima è senza dubbio la grande protagonista di questo volume in tutte le sue manifestazioni: agricoltura, approvvigionamento alimentare, manifatture, commercio, trasporti, navigazione, armamento marittimo, finanza e credito, meccanismi monetari.

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Queste diverse realtà sono state ricostruite e analizzate sulla base di un imponente spoglio documentario: Nicolini ha attinto in primo luogo – come è ovvio– all’Archivio di Stato di Savona (e in subordine a quello di Genova), ma ha scavato con cura anche in numerosi archivi stranieri, estraendone notizie di grande interesse e originalità. Nell’Introduzione, rivendica giustamente tale merito: «tutto il materiale primario su cui questo libro si fonda è di origine archivistica», e «ciò significa che la storia tardo-medievale della nostra città è stata totalmente riscritta, basandola su informazioni di prima mano». In particolare, gli atti dei notai savonesi, grazie alla straordinaria competenza con cui sono stati interrogati, rappresentano la miniera che è stata sfruttata più a fondo e con maggiore successo. Ma la ricerca archivistica è stata continuamente affiancata e supportata dall’esame di una bibliografia vastissima, scelta accuratamente e ben “digerita”, peraltro senza la preoccupazione di mostrarsi ad ogni costo aggiornati e di inseguire qualche metodologia à la page: perché, come nota maliziosamente l’Autore, «uno dei pochi vantaggi del non appartenere al mondo accademico è quello di non dover assecondare le correnti storiografiche del momento».

In realtà questo storico non accademico e per così dire “dilettante” si mostra poi perfettamente in grado di dialogare con i grandi maestri – Fernand Braudel, Carlo M. Cipolla, Raymond De Roover, Giuseppe Felloni, Edoardo Grendi, Jacques Heers, Jacques Le Goff, Roberto Lopez, Federigo Melis, Michel Mollat, Charles Verlinden – e in generale con la migliore produzione dei “professionisti” (…)

Statuti e ordinamenti savonesi, M. Fortunati, 4 maggio

La produzione normativa statutaria è uno degli elementi caratterizzanti la storia giuridica della nostra penisola tra XIII e XVIII secolo. Lo statuto non è però solo un arido testo giuridico, ma è la “fotografia sociale” di una comunità e di un’epoca, una “fonte storica” che ci racconta i mille aspetti della civiltà comunale, preziosa per comprendere le strutture economiche e sociali di una comunità ma anche, come nel caso savonese, per meglio comprendere gli equilibri politici all’interno del comune stesso e, soprattutto, nei confronti di Genova.

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Il giorno 4 maggio alle ore 16.00, nell’aula Magna del Liceo Chiabrera Martini (via Aonzo, Savona), nell’ambito di Sabazia 2018. Storia di Savona e del territorio savonese, ciclo di incontri organizzato dal Liceo Chiabrera Martini di Savona e dalla Società Savonese di Storia Patria, Maura Fortunati terrà una conferenza didattica sugli Statuti o ordinamenti medievali locali, dedicata in particolare agli statuti e agli altri documenti giuridici savonesi tra Medioevo ed età moderna.

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