Politecnico di Torino, la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio in visita nella nostra sede

Giovedì 12 luglio scorso la nostra sede ha ospitato ventitré specializzandi del Politecnico di Torino, coordinati da tre loro professori, per una lezione “sul campo” che mirava al reperimento di fonti archivistiche e bibliografiche finalizzate ad un ampio progetto di studio condotto sul territorio di Massimino, piccolo Comune della provincia di Savona in valle Tanaro.Massimino leggera

La “Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio” è di terzo livello, quindi post lauream magistrale, e fa parte della Scuola di Dottorato del Politecnico di Torino. Erano presenti all’incontro la vicedirettrice della scuola, Chiara Devoti (titolare della cattedra di Storia dell’Architettura), accompagnata da due suoi colleghi, Laura Antonietta Guardamagna (Storia dell’Architettura con particolare riguardo alle fonti archivistiche e documentarie per la ricerca) e Paolo Demeglio (Metodologie archeologiche).

La visita di studio si è svolta nel contesto dell’annuale settimana sul campo della scuola, quest’anno impegnata, come accennato, in una collaborazione di ricerca con il Comune di Massimino dal titolo “Esperienze di archeologia tra Liguria e Piemonte. La riscoperta del castello e dell’antico borgo di Massimino”, progetto di cui è coordinatore Carlo Tosco, direttore della scuola di specializzazione.

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Acqui Terme, in autunno il fascicolo di toponomastica

Ad Acqui Terme, fin dall’età romana città di cerniera tra la Riviera e le pianura Padana, sarà dedicato il primo fascicolo di un Comune della provincia di Alessandria: il numero 39 del nostro Progetto Toponomastica Storica.

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Le pile principali rimaste dell’acquedotto romano di Acqui Terme

Il fascicolo si baserà sui toponimi raccolti in documenti pubblicati provenienti soprattutto dall’Archivio Storico della Diocesi di Acqui, oltre che sulla schedatura sistematica dei due più antichi catasti conservati nell’Archivio Storico del Comune, che risalgono, rispettivamente, ad una data vicina al 1583 ed al 1671.

Temi di storia savonese, corso introduttivo alle vicende locali

Storia Patria organizzerà nel corso dell’autunno 2018 una serie di incontri intitolati Temi di storia savonese che avranno le seguenti caratteristiche:

-          l’obiettivo principale è fornire i primi strumenti per avviare la conoscenza storica sul territorio savonese e per tutelare il patrimonio culturale locale, fornendo alcune conoscenze di base e imbastendo relazioni interpersonali primarie per affrontare propri percorsi di ricerca. Saranno pertanto privilegiate le fonti storico-archeologiche per la ricerca e l’approccio con i tutor, provenienti dall’interno della Società Savonese di Storia Patria ma anche esterni, che forniranno supporti metodologici per eventuali ulteriori ricerche personali. Protagonista del corso sarà la Biblioteca della Società che, con gli oltre 50 mila pezzi inventariati, rappresenta una delle maggiori realtà specializzate della Liguria e del basso Piemonte

-          il corso sarà costituito da cinque lezioni della durata di circa due ore cadauna tenute, ogni volta, da vari relatori nella Sede della Società, in via Pia 14/4, da svolgersi nel prossimo autunno 2018, con inizio ore 17.00, secondo il programma di massima dettagliato in calce

-          alla fine di ogni lezione è prevista la possibilità di ulteriori approfondimenti mirati con i vari docenti che hanno dato la propria disponibilità a fornire opera di tutoraggio

-          una volta terminato il ciclo di lezioni, si potrà partecipare attivamente alle numerose attività sociali tra cui segnaliamo le due principali in corso: inventariazione della ricchissima biblioteca di storia locale contenuta nel Fondo Francesco Loni e partecipazione al Progetto Toponomastica Storica

-          il corso è riservato agli iscritti alla Società ed è gratuito, compreso il materiale didattico; è previsto un limite massimo di trenta partecipanti.

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Temi di storia savonese:

venerdì 5 ottobre, Giovanni Murialdo, La Sabazia romana e altomedievale

venerdì 19 ottobre, Carlo Varaldo, Savona medievale, tra archeologia e storia

venerdì 9 novembre, Alessio Rògano, L’età dei Della Rovere

venerdì 16 novembre, Luca Pistone, L’età Napoleonica

venerdì 30 novembre, Giovanni Gallotti, Marcello Penner, Savona tra Ottocento e Novecento: la città e l’industria.

 

Essendo il corso a numero chiuso per iscriversi si terrà conto della data di adesione: si invita a inviare già da ora una email (segreteria@storiapatriasavona.it) per manifestare il proprio interesse a partecipare. A settembre la nostra segreteria contatterà gli interessati per perfezionare l’adesione.

La detenzione di Sandro Pertini nel carcere di Sant’Agostino di Savona, G. Milazzo

In questi mesi il convento di Sant’Agostino di Savona, già sede del carcere fino al 2016, sta di nuovo entrando nel “circuito” dei beni culturali fruibili. In tale ottica va letta anche una iniziativa della Società Savonese di Storia Patria che, il prossimo 6 ottobre, ne indagherà alcuni aspetti salienti nel corso di un pubblico incontro di studio e divulgazione curato da esperti.

Giuseppe Milazzo, coinvolto nella nostra iniziativa autunnale, ci anticipa di seguito alcuni appunti, dedicati alla permanenza nel carcere di uno dei più illustri savonesi, Sandro Pertini. Lo studioso sta preparando una biografia del presidente, dove ne illustrerà la vita utilizzando anche fonti inedite.

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Il convento di Sant’Agostino, stampa di Orazio Grassi (intorno al 1624)

Sandro Pertini nacque a Stella San Giovanni Battista, sulle alture di Albissola, il 25 settembre del 1896, figlio della nobildonna savonese Maria Muzio e di Alberto Pertini, proprietario terriero anch’egli originario di Savona.

A Savona, colui che sarebbe divenuto il settimo presidente della Repubblica trascorse tutto il periodo della sua giovinezza, tra i 16 e i 30 anni, con la sola interruzione del periodo passato al fronte, durante la Grande Guerra. Qui egli visse l’epoca delle grandi amicizie e dei primi amori, studiò ed iniziò ad esercitare l’attività di avvocato, accostandosi piano piano agli ideali del socialismo e dell’antifascismo, che avrebbe avuto forti e radicati in lui per tutta la sua esistenza.

Tra i luoghi cittadini che, simbolicamente, furono tra i più significativi nell’esistenza del giovane Pertini, in negativo, spicca il carcere di Sant’Agostino: qui, infatti, egli si ritrovò per due volte rinchiuso, seppure per brevi periodi: una prima volta tra il 22 ed il 27 maggio del 1925, prima del processo che dovette subire per la stampa e la diffusione del foglio Sotto il barbaro dominio fascista, circostanza per la quale, il 3 giugno successivo, dovette subire la prima condanna delle sei che avrebbe ricevuto nel corso della sua esistenza, a causa della sua attività politica.

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Sandro Pertini nel 1924, anno precedente la sua prima incarcerazione

Una seconda detenzione durò la notte tra l’11 ed il 12 settembre del 1941, essendo rientrato nella sua Savona in stato di arresto, proveniente dall’isola di Ventotene, al largo delle coste meridionali del Lazio, dove si trovava al confino, avendo ottenuto di potersi recare nella sua città per poter rivedere ed incontrare l’anziana madre.

Se, come attestano i documenti conservati presso l’Archivio di Stato di Savona, è certo e provato che Pertini fu detenuto nel carcere di Sant’Agostino, non è però assolutamente possibile, al momento, individuare la cella (o le celle) in cui egli si ritrovò rinchiuso nei periodi sopra indicati. Eventuali atti che possano chiarire questa circostanza, indicandone con precisione l’ubicazione, se esistenti, finora non sono mai stati ritrovati. Non si può tuttavia escludere che questi possano un giorno essere reperiti, a seguito di opportune ricerche, presso gli archivi storici del Ministero degli Interni, dove i registri del carcere di Sant’Agostino di Savona sono stati inviati e depositati, subito dopo la chiusura della struttura penitenziaria.

(Giuseppe Milazzo)

Dogliani e i toponimi del vino, in estate il fascicolo del “Progetto Toponomastica Storica”

Dogliani, città delle Langhe, ebbe sempre rapporti privilegiati con la Riviera che si manifestarono anche nella vita del più illustre concittadino, il grande economista e presidente della Repubblica Luigi Einaudi, che studiò dai padri Scolopi di Savona.

Molti documenti medievali furono pubblicati da Giuseppe Barelli – contenuti nel Liber Franchisiarum et Libertatum – e altri si riscontrano nelle raccolte documentarie piemontesi e nei notai antichi savonesi e genovesi. Altre fonti scritte importanti per una ricerca sul territorio sono l’elenco delle trabie del 1640 e i catasti del 1677 e 1793, conservati nell’Archivio Storico Comunale.

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(Dogliani dal castello. Foto di Giovanni Coccoluto)

Proprio tali documenti sono in corso di studio per il prossimo fascicolo del Progetto Toponomastica Storica che vedrà la luce entro l’estate per l’interessamento degli Amici del Museo locale e con la collaborazione fattiva del presidente Giuseppe Martino.

L’analisi toponomastica di Dogliani è molto interessante perché puntualizza le presenze romane e altomedievali a supporto di dati archeologici già conosciuti e sarà la base di successivi approfondimenti.

Riveste un particolare interesse un capitolo dedicato ai “toponimi del vino” che testimonia il valore aggiunto della toponomastica può dare alle produzioni di eccellenza.

Testa 2La copertina del fascicolo presenterà uno dei più interessanti reperti conservati nel museo archeologico di Dogliani, una testa in arenaria della media età del Ferro (foto Amici del Museo di Dogliani) .

Flavia Folco dona il suo archivio fotografico a Storia Patria

Per le sue ricerche riguardo a molti aspetti della storia dell’arte savonese e per l’attività nella sua tutela, vari anni or sono Flavia Folco fu nominata socia onoraria della Società Savonese di Storia Patria.

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Immagine della Madonna di Misericordia di Celle Ligure

I suoi interessi sono stati indirizzati soprattutto verso particolari temi dei quali fu spesso una pioniera: dalle immagini popolari della Madonna di Misericordia (le Madonnette), disseminate per le vie di Savona e dei paesi limitrofi, ai presepi, ad alcuni salotti ottocenteschi giunti miracolosamente intatti fino a noi, alla pittrice Veronica Murialdo, per non citare che alcuni dei lavori sviluppati e confluiti in suoi volumi.

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Salotto savonese, fermo al 1853

Flavia Folco, tra l’altro gradevole disegnatrice in molte nostre pubblicazioni, si è generosamente voluta ricordare di Storia Patria, donandoci il suo prezioso archivio fotografico – costituito da centinaia di diapositive – ed altri materiali derivati dalle sue ricerche, per un cospicuo numero di pezzi che rappresentano una memoria storica savonese in via di sparizione, nonostante siano passati pochi decenni da quando lei la fissò sulla carta o sulla pellicola.

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Epigrafe sull’edicola della Madonna di Misericordia di Cadibona-Quiliano

La biblioteca, aggiornamenti sulla schedatura

All’inizio del lavoro di schedatura delle pubblicazioni e dei manoscritti di Storia Patria, si sapeva di inoltrarsi in un lavoro ampio ed ingrato, già parzialmente compiuto ma che, per gli spostamenti interni dei materiali, doveva essere per forza di cose  ripreso.

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Fu per questo che i bibliotecari Walter Ferro e Roberto Pastorino – coadiuvati da Giorgio Gottardi, Beatrice Costanzo, Marilena Guarneri, Eleonora Ponteprino, Alessio Rògano e Stefania Salvadori – decisero di approntare una schedatura digitale sintetica che consentisse il veloce reperimento delle risorse bibliografiche ed una gestione più efficace della loro collocazione all’interno della sede.

Si è così giunti ad una parziale schedatura di oltre undicimila riferimenti bibliografici (dato del 5/6/18) di storia, arte ed archeologia a disposizione degli studiosi e consultabili sulle postazioni digitali della sede sociale.

La maggior parte dei testi censiti, che coprono tutti i comuni della Liguria e del basso Piemonte, può essere presa in prestito dagli studiosi, anche non soci: sono, ovviamente, esclusi dal prestito quelli rari ed antichi. L’accessibilità dei testi è garantita negli orari di apertura della sede: martedì (ore 14.00 – 19.30); giovedì (ore 9.00 – 12.00); sabato (ore 15.00 – 19.00).

L’intera dotazione libraria è ben più ampia e costituita, tra l’altro, dalle parti antiche del Fondo Loni e da alcuni altri fondi ai quali si continua a lavorare per garantire la loro tutela e renderli disponibili a ricercatori ed appassionati.

Animali acquatici nella storia dell’arte, M. Tarditi

Si tratta di un argomento che mette a confronto vari approcci allo studio della fauna marina. Mirco Tarditi, oltre ad avere una solida base di studi classici, ha anche approfondito in prima persona, come subacqueo e ricercatore, vari aspetti della biologia marina dei fondali della Liguria, restituendocene anche elaborazioni grafiche con disegni artistici di cui riportiamo due esempi.

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Quanto esporrà nella conferenza dal titolo Visioni d’acqua: i mondi marini tra arte, storia e tradizioni sarà quindi frutto delle sue conoscenze scientifiche e naturalistiche applicate alla documentazione storica e ad elaborazioni artistiche derivate da un periodo che va dall’antichità alla prima epoca moderna.

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Si tratta di un viaggio nello spazio e nel tempo attraverso le raffigurazioni degli animali acquatici fra la Preistoria ed il Barocco. Il percorso si snoda fra le varie epoche offrendo una lettura “naturalistica” di opere più o meno conosciute, offrendo chiavi di lettura ed interpretazioni delle iconografie classiche degli animali marini, con riferimenti a miti, leggende, curiosità o quant’altro possa rendersi utile alla comprensione di un corposo patrimonio artistico.

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I disegni raffigurano un polpo e dei pesci San Pietro, in fotografia un mosaico di Aquileia con un polpo.

Tutte le immagini sono di M. Tarditi.

Futurismo in Liguria e a Savona, S. Pennone, video delle tre conferenze del 2017

Il Futurismo savonese ebbe alcune figure di spicco che lo resero popolare e molto seguito nella città ligure, tanto che alcuni di quei personaggi sono oggi ricordati per i loro caratteri unici.

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Nel 2017, Sergio Pennone – nipote di uno dei più noti futuristi savonesi (Luigi Pennone) e che, quindi, “respirò” Futurismo fin dalla nascita – dedicò al movimento artistico tre dense conferenze, intitolate nel complesso “Marciare non marcire”.

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La prima di esse fu dedicata agli aspetti generali; la seconda, al Futurismo ligure e savonese; la terza interamente a Farfa, la figura locale di maggiore spicco.

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Le conferenze si svolsero nel Salone di Storia Patria, sala che si rivelò insufficiente ad accogliere tutti gli interessati: per questo e per il loro scopo didattico si è deciso di mettere in rete il video dei tre incontri in versione integrale. La parte tecnica delle riprese e del montaggio è stata curata da Pier Patrone.

 

Marciare e non marcire, a cura di Sergio Pennone

20 gennaio 2017, Marinetti, i giudizi critici, i manifesti

3 febbraio 2017, Il Futurismo in Liguria

17 febbraio 2017, Farfa, poeta record futurista

Medioevo dai documenti e sul territorio, 9 giugno, ore 10.00

Nel decimo secolo di Ferrania …

è il titolo di un convegno storico dedicato all’istituzione religiosa di Ferrania ed ai suoi beni che si terrà sabato 9 giugno, con inizio alle ore 10.00, nella chiesa parrocchiale di San Pietro e Paolo di Ferrania (Cairo Montenotte – Sv).

Volantino-invito al convegno

Il convegno è organizzato da “Società Savonese di Storia Patria” e “Istituto Internazionale di Studi Liguri-Sezione Valle Bormida”, in collaborazione con “Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo-Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Liguria”. Hanno concesso il patrocinio la “Città di Savona” e la “Città di Cairo Montenotte”.

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La giornata sarà particolarmente ricca perché, oltre alle relazioni secondo il programma che segue, sarà possibile visitare sia il borgo sia l’esposizione museale contenuta nella chiesa parrocchiale di San Pietro e Paolo durante la pausa del pranzo, approntato in uno dei locali attigui. Inoltre, nel tardo pomeriggio sarà effettuata una breve passeggiata naturalistica nel parco.

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Il borgo di Ferrania

Pochi luoghi hanno avuto una storia documentata lunga e complessa quanto quella di Ferrania. A partire dall’XI secolo, una importante struttura religiosa regolare è situata in una posizione strategica sulla principale strada tra la Riviera e la pianura padana. Proprio il territorio di Ferrania e la sua gestione sono una delle costanti della storia valbormidese.

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Planimetria della chiesa di San Pietro nel cabreo del 1748

L’ampio latifondo di boschi, monti, acque, piane e coltivazioni sarà gestito da grandi famiglie – tra gli altri i Del Carretto, gli Scarampi e i De Mari – che lo condurranno fino al XX secolo, quando proprio per il suo comodo isolamento, nelle anse pianeggianti della Bormida, vicino a strade e insediamenti, sarà sede di una delle più famose industrie chimiche italiane che, proprio da essa, prenderà il nome.

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Esposizione museale di San Pietro: epigrafe

Il convegno e la successiva pubblicazione monografica racchiuderanno gli aspetti che abbiamo indicato. Per prima cosa le vicende storiche dell’istituzione religiosa, oggi conosciuta come abbazia, i suoi monumenti e i luoghi che meritano di essere ricordati; sarà poi descritto il suo fondo archivistico, costituito di documenti originali, giunti in mano pubblica con una serie di passaggi che meritano di essere raccontati.

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Esposizione museale di San Pietro: capitello

Ma si parlerà anche delle genealogie signorili che hanno gestito il latifondo e si accennerà agli aspetti naturalistici ancora presenti, organizzando così materiali sufficienti da utilizzare per coloro che hanno a cuore quest’area e desiderano valorizzarla nella sua giusta luce.

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Esposizione museale di San Pietro: frammento lapideo (immagine in negativo)

Ecco i temi che gli studiosi invitati esporranno con ricerche originali:

R. Musso, La val Bormida dei primi Aleramici, il “Vasto” e la fondazione di San Pietro di Ferrania
D. Ciarlo, L’atto di donazione del 1097
F. Ciciliot, M. Sangalli, Topografia e toponomastica dei primi documenti
C. Prestipino, R. Vassallo, San Pietro di Ferrania, il territorio e i monumenti
A. Salmoiraghi, M. Sangalli, I passaggi di proprietà dal Medioevo al XIX secolo
F. Mambrini, Il fondo documentario ‘Abbazia di Ferrania’ dell’Archivio di Stato di Savona
G. Mina, XX secolo, l’industria chimica
M. Brunetti, G. Cirone, La natura e il parco dell’Adelasia

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Interno della chiesa parrocchiale di San Pietro e Paolo, sede del convegno

La sede degli interventi sarà l’interno della chiesa di San Pietro e Paolo ed il volume degli atti, edito entro l’inverno 2018/19, sarà distribuito gratuitamente ai soci di Storia Patria a cui è possibile aderire versando la quota annua di euro 30.

CIMG0944Le lapidi degli Scarampi

Le immagini riproducono il borgo, l’interno della chiesa e alcuni tra i reperti della locale esposizione museale.