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Consiglio Direttivo, eletto il 29/3/2003
Marco Castiglia, presidente
Sergio Aprosio, vice-presidente
e tesoriere
Francesco Murialdo, segretario
Francesco Loni, bibliotecario
Consiglieri
Corradino Astengo, Domenico Astengo, Domenico Buscaglia, Furio Ciciliot, Nazario Fancello, Giulio
Fiaschini, Giovanni Gallotti, Rinaldo Massucco, Giuseppe Milazzo,
Carmelo Prestipino, Carlo Varaldo.
Collegio dei Revisori, eletto il
29/3/2003
Secondo Francesco Cesarini (Presidente),
Walter Ferro, Antonella Noberasco.
Relazione
sull'attività del 2003
(a cura di Marco Castiglia e Francesco Murialdo)
Nel corso del 2003 l'attività della Società ha seguito la traccia ormai
consolidata negli anni precedenti. Gli elementi principali risultano:
Il numero dei soci non ha subito variazioni di rilievo rispetto agli
anni precedenti. Al momento (fine 2003), i soci in regola coi pagamenti
della quota, risultano essere 248. Vi sono state 17 nuove iscrizioni, che
hanno compensato la perdita dei 4 soci deceduti e i 5 considerati
decaduti, come stabilito dalle norme statutarie. A questo proposito è
opportuno notare che i soci in regola coi pagamenti (quota 2003)
rappresentano il 74% del totale. Il che vuol dire che è presente un 26%
di soci con vario ritardo nel pagamento della quota sociale. Pertanto, si
rende necessario sollecitare i morosi affinché si mettano in regola,
nella speranza che il loro ritardo sia dovuto a dimenticanza, piuttosto
che a perdita di interesse nei confronti della Società.
Il Consiglio Direttivo si è riunito con cadenza mensile affrontando
gli argomenti che si sono presentati nel corso dell'anno. Da segnalare,
per l'impegno che richiedono, l'attività della commissione per le
pubblicazioni e quella per l'esame delle pratiche relative alla
toponomastica.
Notevole lavoro ha richiesto la sistemazione fiscale-amministrativa della
società, per la quale si è reso indispensabile il ricorso alla
consulenza di un commercialista, necessaria per l'organizzazione dei vari
registri e l'avvio delle procedure contabili.
E', inoltre, particolarmente impegnativa la partecipazione alla
Consulta Culturale, come noto, l'organo creato unitamente alla Campanassa
e all'Istituto Internazionale di Studi Liguri, che affronta vari temi di
interesse per la città. Testimonianza di questa attività sono gli
interventi, le interviste e le lettere aperte apparse sulla stampa, i
numerosi incontri avuti con gli amministratori e il convegno sul Priamar
organizzato nello scorso novembre.
L'attività scientifica si è esplicata soprattutto con le
pubblicazioni. Nel corso dell'anno si sono stampati i volumi:
1. Atti e Memorie, XXXIX (2003);
2. Sabazia, col numero cumulativo 24-29 (1998-2003);
3. Collana di fonti e studi: I primi registri contabili del Comune di
Savona, a cura di Angelo Nicolini;
4. Vocabolario ligure storico bilbliografico, volume II-2, tomi I e II, di
Sergio Aprosio;
5. Fotografi e fotografia a Savona (1839-1939), curato da Mario
Stellatelli.
Particolare piacere ha poi procurato il fatto che sia stato chiesto il
patrocinio della Società, senza oneri finanziari, per due pubblicazioni:
1. Di luce e d'ombra - mille anni di amore e devozione a Santa Libera, di
Attilio Bislenghi;
2. Carlo Felice Dellepiane - 80 anni di pittura.
Il programma di pubblicazioni per il 2004 prevede l'uscita dei volumi:
1. Atti e memorie, XL (2004);
2. Collana delle fonti: l'edizione degli statuti di Finale del XIV secolo,
a cura di Riccardo Musso.
3. Dizionario linguistico sul dialetto cairese, curato da Mair Parry.
E' inutile ricordare che tutte queste pubblicazioni, così come
l'intera attività sociale, sono rese possibili dai contributi economici
che la Società riceve dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali,
dalla Regione Liguria e da altri enti. Un ringraziamento particolare, per
la generosità dei contributi, che hanno reso possibile la pubblicazione
del dizionario di Aprosio e del volume sui fotografi curato da Stellatelli,
va alla Fondazione De Mari Cassa di Risparmio di Savona.
La biblioteca continua a crescere in virtù degli scambi e delle
acquisizioni e consiste in circa 36.000 volumi. La necessità di
contribuzioni da parte del Ministero per i Beni e Le attività Culturali,
ha obbligato ad una maggiore apertura settimanale della sala di lettura,
portata, a partire dalla fine del 2003, a 12 ore complessive. E' stato
assegnato, grazie a un finanziamento regionale, ad alcune giovani signore
il compito di schedare i volumi su un programma computerizzato che
permetterà alla nostra biblioteca di inserirsi nel servizio bibliografico
nazionale, rendendola ancora più funzionale e prestigiosa.
Il programma futuro per la Società non può che essere quello di
continuare sulla strada intrapresa di creare pubblicazioni improntate a
rigore scientifico e dare vita, anche in unione con altre associazioni, ad
ogni iniziativa tendente a valorizzare e diffondere la conoscenza della
nostra cultura e della nostra storia e a salvaguardare e tutelare il
nostro patrimonio culturale e ambientale.
Marco Castiglia
Attività
in sintesi
Convegni e conferenze
24 gennaio, conferenza di Giovanni Amoretti "I Vieusseux in
Liguria".
"Nato nella Riviera di Genova, sulle sponde del Mediterraneo, in
mezzo a marinai liguri ed educato a Genova per il commercio ...": la
nascita a Oneglia, nel 1779, di Giovan Pietro Vieusseux non è
occasionale. Dal 1763 la famiglia, proveniente da Ginevra, ha fondato
nella cittadina ligure un'azienda per l'esportazione dell'olio d'oliva che
opera fino al 1803, attraverso il regno di Vittorio Amedeo III, la
Repubblica giacobina e l'Impero napoleonico.
Tre generazioni di Vieusseux danno prova di lungimirante intraprendenza
commerciale, associata al rigore etico e civile della loro formazione
calvinista, in illuminato rapporto con l'operoso contesto economico e
sociale rivierasco. Il vecchio Jacques, amico di Rousseau e fervente
giacobino, testimonia le sue idee "ereticali", suscitando
emozione e contrasti: muore durante l'occupazione rivoluzionaria francese
ed è sepolto in terra sconsacrata. Il figlio Pierre, studioso di Locke,
Voltaire e Montesquieu, ispira le relazioni pubbliche al principio di
tolleranza e suscita nel microcosmo provinciale l'interesse per la cultura
e il "commercio" del libro. Infine il nipote Giovan Pietro,
assumendo precoci responsabilità gestionali nella ditta familiare,
matura, nella quotidiana lezione del lavoro, del viaggio e della lettura,
una moderna visione liberale, che ispirerà a Firenze, tra il 1819 e il
1863, la sua opera di pubblicista e editore.
La conoscenza, anche alla luce di manoscritti inediti, della formazione
intellettuale e professionale di Giovan Pietro Vieusseux nei ventiquattro
anni trascorsi in Liguria, chiarisce il "carattere" delle sue
imprese culturali (Gabinetto Scientifico - Letterario, Congressi degli
Scienziati) e giornalistiche (Giornale agrario, Guida dell'educatore,
Archivio Storico Italiano, Antologia, ora Nuova Antologia), così incisive
nella cultura e società civile italiane dal Risorgimento a oggi.
29 giugno, "Giornata calasanziana" in collaborazione con la
Associazione Amici degli Scolopi.
Dopo una introduzione storica di Aldo Pero su "La Savona del
Risorgimento", il responsabile del Laboratorio Artigiano Restauri di
Albissola Marina ha illustrato il restauro degli otto quadri di Principi
dell'Accademia degli Scolopi che sono stati affidati alla nostra Società.
14 novembre, proiezione di diapositive "Legino del passato" a
cura di Francesco Murialdo, in occasione della riapertura dell'Oratorio di
Sant'Ambrogio di Legino-Savona.
22 novembre, convegno "Emergenza Priamàr: quale futuro per Savona
?"
Le associazioni culturali savonesi hanno organizzato l'incontro per fare
il punto sul recupero del complesso monumentale e suscitare proposte per
il suo utilizzo. A conclusione del convegno è stato redatto il documento
che si riporta integralmente.
Documento: Proposte per l'utilizzo attuale del complesso del Priamàr
La configurazione del Priamàr suggerisce di per sé indirizzi distinti
per le scelte delle destinazioni e dei criteri di gestione delle tre parti
principali del complesso: il Maschio, il Palazzo della Sibilla e la
Cittadella.
Il Maschio ha insoliti caratteri propri, di grande evidenza. Due vanno
sottolineati in particolare:
a. quello di costituire un grande volume omogeneo, indipendente dalle
altre parti, quasi completamente esplorato dal punto di vista archeologico
e in gran misura restaurato;
b. quello di poter essere chiuso con relativa facilità e perciò ben
protetto, mediante alcuni accorgimenti di impegno non eccessivo, quali:
- dotare di chiusura l'ingresso principale (dal ponte presso il Palazzo
della Sibilla);
- rendere più sicure le chiusure degli accessi attorno a quota m 10
s.l.m., sia alle sale del museo Cuneo che alle gallerie degli ex rifugi
antiaerei;
- studiare con attenzione la sicurezza di tutti gli ingressi che danno
sulla galleria elicoidale che inizia alla sinistra dell'arrivo del ponte
principale d'accesso alla Fortezza e sbocca nella piazza del Maschio.
Il Palazzo della Sibilla costituisce un elemento a sé, una quinta
intermedia tra Maschio e Cittadella.
E' un rilevante volume su quattro piani, tutti direttamente accessibili
dall'esterno, completamente restaurato in modo da assicurarne
l'adattabilità a funzioni diverse e mutevoli. E' attualmente utilizzato
con continuità soltanto nei due piani superiori.
La Cittadella è un articolato complesso di spazi a verde, aperti con ampi
panorami sul mare e sulla città moderna, che non ha solo notevoli pregi
paesistici ma costituisce la parte più importante dell'intero Priamàr
per la ricerca futura, perché al suo interno fu interrato negli anni
1542-1544 l'antichissimo nucleo primigenio di Savona, racchiuso entro la
scatola delle mura della Fortezza.
Nello slargo principale della Cittadella, antistante ai resti della
vecchia Cattedrale, qualche metro al di sotto del prato che noi oggi
calpestiamo, sono tuttora conservati i selciati dell'antica piazza e delle
strade che vi accedevano e i resti degli edifici che la circondavano.
Dell'antica Cattedrale di S. Maria di Castello, posta al sommo del
promontorio, riccamente restaurata da Giulio II pochi decenni prima del
suo forzato abbandono, sopravvivono l'imponente basamento perimetrale,
allora a picco sul mare, ed alcuni resti ben visibili, da valorizzare.
A ponente, nella cortina di S. Biagio al di là del fossato, negli anni
'80 uno scavo ha portato alla luce il poderoso muro, finemente intonacato,
di un antico edificio (forse l'Ospedale Grande della Misericordia o il
Palazzo Vescovile), che prosegue verso il basso, a quota più profonda
rispetto al livello raggiunto dallo scavo.
Nell'estremità sud-ovest della Cittadella, nel Bastione di S. Caterina
che si affaccia sul viale del Prolungamento, uno scavo eseguito negli
ultimi anni della seconda guerra mondiale per la costruzione (poi sospesa)
di un fortino, portò al ritrovamento, segnalato da un ufficiale della
Todt alle autorità civili, dei resti di un antico oratorio, sulle cui
pareti erano ancora ben conservati tre affreschi di notevole importanza,
che furono allora protetti e poi felicemente recuperati nel 1956.
I documenti testimoniano l'esistenza di numerosi altri oratori delle
Confraternite religiose, forse ancora oggi interrati entro la scatola
delle mura.
Altri resti attendono, in molte altre parti del Priamàr, di essere
identificati. E', insomma, la parte più importante dell'antica città che
giace da cinquecento anni interrata sotto ai prati della Cittadella; una
piccola Pompei medievale, tutta ancora da conoscere, ove il tempo si è
fermato non per la furia di un vulcano, ma per la furia delle lotte
regionali. Un complesso con questi caratteri è forse unico nel
Mediterraneo e in Europa. La sua valorizzazione potrà rappresentare
domani per Savona una risorsa da non trascurare, quando l'accoglienza del
turismo culturale diventerà per l'Italia un cespite ancor più
importante.
Le destinazioni ed i criteri di gestione delle varie parti discendono come
logica conseguenza dai caratteri sopra descritti.
Il blocco del Maschio, già tutto restaurato, sarà destinato a funzioni
pubbliche o di loro supporto. Potrà quindi ospitare principalmente, con
una chiara suddivisione degli spazi e delle competenze:
nel Palazzo degli Ufficiali: alcuni uffici dell'Amministrazione Comunale
(ad esempio l'Assessorato alla Cultura); nel Palazzo della Loggia: il
Civico Museo Storico-Archeologico (Museo della Città), con l'esposizione
della storia della città (che dovrà spaziare dai documenti archeologici
ed archivistici fino alla ceramica savonese, con concisione e criteri
divulgativi che stimolino l'interesse dei visitatori); nel Palazzo del
Commissario: sale per mostre e manifestazioni di prestigio, integrate
dagli ampi spazi aperti; nel Baluardo di S. Bernardo e in locali minori
sulla Piazza del Maschio (Stendardo e antichi forni): servizi di
accoglienza e ristoro per i visitatori (che potrebbero essere anche
affidati a privati). L'ingresso a tutte le parti espositive dovrebbe
essere sempre a pagamento.
La gestione del Maschio sarà ovviamente riservata alla mano pubblica,
attraverso una struttura specifica, molto snella, nella quale le
responsabilità siano chiaramente assunte e riconosciute.
Il Palazzo della Sibilla può essere in parte destinato, secondo proposte
da più parti formulate in passato, ad attività anche minute
(commerciali, artigianali, artistiche e culturali), che si accordino con
le caratteristiche del Priamàr e ne stimolino la frequentazione. Questa
indicazione sembra valida per i due piani più bassi dell'edificio. Si
ritiene, di conseguenza, che il Comune dovrebbe passare al più presto ad
un concreto esperimento, invitando con bando pubblico tutti coloro che
abbiano intenzione di aprire attività del genere a formulare proposte
precise, indicando il locale richiesto e l'attività da svolgere, secondo
tempi, agevolazioni e garanzie prestabilite nel bando. L'esito di questo
esperimento potrà consentire una più precisa valutazione delle ipotesi
di impiego dell'edificio. Per quanto riguarda invece il terzo e quarto
piano, si ritengono per ora da confermare le utilizzazioni attuali.
Con queste premesse, sembra che la gestione generale dell'edificio debba
ancora restare alla mano pubblica. Non è peraltro da escludere che, una
volta esperiti i tentativi sopra descritti, risulti poi opportuno affidare
la gestione dell'intero immobile ad un solo soggetto privato, riservando
ovviamente all'uso pubblico una congrua parte del terzo piano (quello
posto alla stessa quota del piazzale della Cittadella) per la vigilanza,
l'accoglienza dei visitatori ed i servizi.
La Cittadella, per i caratteri del tutto insoliti già descritti, deve
essere destinata oggi a parco pubblico, soggetto ad un preciso piano di
graduale esplorazione archeologica, escludendo quindi nel modo più
rigoroso qualsiasi ipotesi di costruzione di edifici o sovrastrutture.
Solo quando la conoscenza dei resti dell'antica città consentirà una
più precisa valutazione, potrà essere stabilito quali resti siano da
valorizzare, quali da ricoprire con un'area verde e quali altri spazi
invece possano avere diversa destinazione. In questo parco oggi saranno
consentite, regolate e promosse tutte le attività che vengono incontro
alle necessità d'uso del tempo libero dei cittadini, limitando nel modo
più severo l'accesso degli autoveicoli. Tutti gli spazi verdi dovranno
essere dotati di adeguato arredo; quelli più ampi ed adatti potranno
essere saltuariamente impiegati per manifestazioni e spettacoli. Del
locale della Polveriera, già restaurato, potrà essere studiata
l'utilizzazione per servizi, eventualmente da affidare a privati.
La gestione del parco della Cittadella deve necessariamente essere
pubblica e comporterà certamente oneri non trascurabili. Deve però
essere tenuto bene in conto che questi oneri troveranno in buona misura
compenso nel generale vantaggio economico che sarà dato alla città per
la disponibilità di un complesso di tanto pregio.
In questo quadro dovrà infine essere anche valutata attentamente la
destinazione del Baluardo di S. Francesco e delle sue adiacenze, la vasta
zona a sud-ovest del Priamàr che va dalla linea ferroviaria portuale
presso i giardini pubblici fino alla punta avanzata sul mare della
passeggiata Trento e Trieste e comprende anche l'area ove nel 1970 fu
costruita l'attuale piscina comunale. Tutta questa zona è di grande
importanza, non solo per i volumi e gli spazi disponibili, ma anche
perché costituirà un particolare polo attrattore, con la possibilità di
realizzare un collegamento pedonale in piano tra i giardini del viale
Alighieri e le aree ex-Italsider sul fronte-mare del Priamàr.
Le associazioni culturali savonesi promotrici del Convegno
"A Campanassa"
Istituto Internazionale di Studi Liguri - sez. Sabazia
Italia Nostra - sezione di Savona
Società Savonese di Storia Patria
Presentazione di volumi
29 novembre, "Fotografi e fotografia a Savona - 1839-1939" di
Mario Stellatelli
Il lavoro di Stellatelli muove inizialmente (1978) dal materiale
fotografico raccolto da Giuseppe e Giovanni Marinoni a cavallo tra Otto e
Novecento. Si interrompe verso la metà degli anni '80, a causa dei
molteplici impegni fotografici dell'autore in campo nazionale e
internazionale; è ripreso dallo stesso, in qualità di direttore
artistico della Galleria Civica di Fotografia di Savona nel 1989 e,
finalmente, concluso nella primavera del 2002 quando ha termine la scelta
delle fotografie presso le famiglie savonesi.
Dalla fotografia chimica in camera oscura - scrive Stellatelli - si è
giunti oggi a quella digitale, al computer. I fotografi dell'Ottocento,
con il loro patrimonio tecnico, documentario, artistico, si identificano
con la prima e nulla hanno in comune con l'esperienza informatica della
seconda. Questo lavoro - precisa l'autore - recuperando le radici, vuole
anche testimoniare il valore e conservare la memoria di quella cultura
fotografica.
Il volume è stato realizzato grazie ai contributi della Fondazione
"A. De Mari" Cassa di Risparmio di Savona e della Provincia di
Savona su delega della Regione Liguria.
11 dicembre, "Di luce e d'ombra. Mille anni di amore e devozione a
Santa Libera" di Attilio Bislenghi
Il libro sintetizza tre anni di ricerche condotte in Italia, Francia e
Spagna, allo scopo di chiarire l'origine e l'evoluzione del culto alla
vergine e martire Liberata, nativa dell'Aquitania, ma sepolta oggi in un
sontuoso mausoleo di stile Plateresco nella cattedrale di Sigüenza, nel
cuore della Castiglia.
La devozione a questa antichissima figura di martire, già provata agli
inizi del secolo XII, è fatta però risalire molto più indietro,
all'epoca delle persecuzioni anticristiane scatenate in Gallia durante
l'impero di Diocleziano. Il Liguria, e segnatamente nella provincia di
Savona, il culto sembra invece essere giunto solo nel secolo XVII, al
seguito dei soldati e dei funzionari spagnoli che governarono il Finale
dal 1602 al 1707.
Una decina di santuari e di cappelle, sparsi fra il Loanese, il Finalese e
l'Alta Val Bormida sostiene infatti da quattro secoli una ininterrotta
tradizione di devozione alla giovane martire aquitanica Liberata, che noi,
più affettuosamente, preferiamo chiamare Santa Libera.
Mostre e rassegne
Nell'ambito della Giornata Calasanziana del 29 giugno ha avuto luogo la
cerimonia di consegna, in comodato tra i Padri Scolopi e la nostra
Società, di nove ritratti ottocenteschi di Principi dell'Accademia del
Collegio di Savona. I quadri sono visibili nei consueti orari di apertura.
22-29 novembre, mostra fotografica "Immagini inedite della prima
guerra mondiale del fotografo savonese Giovanni Ferro"
Dal 1920 fino all'inizio del secondo conflitto mondiale lavora nello
studio di Ignazio Brilla in Corso Principe Amedeo. Intraprende in proprio
l'attività di fotografo nello studio di via dei Mille 19, prima, e in via
Niella 37 poi. Continua a lavorare fino al 1974, vale a dire fino all'età
di 84 anni. Molte delle sue fotografie della città - relativamente al
periodo postbellico (1945) - sono conservate nell'archivio comunale di
Savona e sono tutte di elevato livello tecnico.
Nella mostra, tuttavia, vengono proposte esclusivamente alcune immagini
scattate al fronte durante la prima guerra mondiale, in qualità di
"Addetto alla Squadra Telefotografica da Montagna della I
Armata".
Queste fotografie fanno parte di uno straordinario album, messo
generosamente a disposizione dal figlio Carlo. Parte di esse sono
riprodotte nel volume di Mario Stellatelli "Fotografi e fotografia a
Savona 1839-1939" pubblicato dalla nostra Società.
Pubblicazioni
Atti e Memorie, vol. XXXIX (2003) - Volume miscellaneo contenente i
seguenti studi:
Eleonora Salomone Gaggero, Vada Sabatia nelle testimonianze antiche -
Furio Ciciliot, Francesco Murialdo, Imbarcazioni liguri medievali -
Giuseppe Pipino, Documenti su attività minerarie in Liguria e nel dominio
genovese dal Medioevo alla fine del Seicento - Aangelo Nicolini, La
Materia Saoneise nel 1440 - Luca Tosin, Artigianato ed abbigliamento nel
Ponente ligure durante il tardo Medioevo - Giovanni Gallotti, 7 luglio
1648: testimonianze inedite sullo scoppio del castello di San Giorgio -
Gian Luigi Bruzzone, Una navigazione da Genova a Edimburgo avvenuta a
metà Ottocento - Giuseppe Milazzo, Giuseppe Aonzo e l'impresa di Premuda
- Silvia Asiani, La chiesa di Santo Spirito di Zinola: analisi storico
archeologica di un monumento medievale - Renato Cerisola, Giovanni
Coccoluto, Nazzario Fancello, La chiesa di Santo Spirito di Zinola - Atti
sociali 2002.
Sabazia, nn. 24/29 (1998/2003) - Dopo alcuni anni la rivista riprende
le pubblicazioni; questi i temi presentati:
Carmelo Prestipino, Ricognizioni di superficie nell'entroterra savonese: i
primi risultati - Enrico Croce, Breve nota storica sul feudo di Onzo -
Flavia Folco, È a Cecchina (Albano) la piastra ceramica dei Folco, donata
nel 1887 a Papa Leone XIII, gemella di quella in S. Francesco da Paola, in
piazza Bologna - Flavia Folco, Il nuovo volto del Convento del Carmelo, in
via Untoria, a Savona. Il secondo e ultimo lotto del grande restauro -
Giovanni Gallotti, L'alluvione del settembre 1900 e la morte di G.B.
Berlingieri - Giuseppe Milazzo, La Società Savonese dei reduci delle
patrie battaglie. Ricordi sulla prima associazione di ex combattenti a
Savona - Donatella Ventura, Una disputa vadese del XVI secolo. Due
documenti inediti del lascito "C. Queirolo" di Vado Ligure.
Sergio Aprosio, Vocabolario ligure storico bibliografico. Con il quarto
tomo (II-2) si è completato il piano della pubblicazione. A conclusione
dell'opera vi è stata la presentazione finale presso la Biblioteca
Universitaria di Genova. Sul volume XXXVIII-2002 di questi "Atti e
Memorie" vi è un'ampia illustrazione del Vocabolario.
Mario Stellatelli, Fotografi e fotografia a Savona - 1839-1939. Il
volume, in oltre 330 pagine riccamente illustrate, è frutto della ricerca
ventennale dell'autore, condotta sia attraverso un paziente lavoro sui
periodici savonesi dell'epoca (esaminate 196 annate di 21 testate per un
totale di oltre 30.000 numeri), sia con testimonianze dirette dei
fotografi o dei loro eredi.
Si riporta, di seguito, la prefazione al volume di Giampiero Bof.
Mario Stellatelli insiste: non su particolari meriti o successi della
propria ricerca, ma sulla meticolosità con la quale l'ha condotta. Gli si
può credere sulla parola, e se ne trova conferma nei risultati.
I quali mettono anzitutto bellamente in mostra la non aggirabile
casualità delle testimonianze fotografiche reperibili. Imputabile,
anzitutto, al carattere della raccolta savonese, che non può certo
vantare capolavori dell'arte fotografica, ma solo buone, e, in qualche
caso, ottime prestazioni. Vi s'aggiunga la fragilità del materiale
fotografico - la cui quantità, peraltro, basterebbe a stento alla
formazione di un breve cortometraggio! - e lo scarso o nullo impiego delle
tecniche di conservazione, anche rispetto all'arretratezza dello sviluppo
e della conoscenza loro.
Ragioni oltremodo plausibili, se si considera che la conservazione del
materiale è rimasta affidata, sino ad oggi, alla cura dei privati; quando
non ha ricondotto questa cura della fotografia a memoria, culto, o
ciarpame familiare, ne ha apprezzato solo qualche aspetto curioso, o al
più estetico.
Il lavoro di Stellatelli acquista il valore non tanto di compimento,
quanto di invito e sollecitazione a continuare la ricerca sulla via
segnata, o su altre che possono essere ipotizzate, tracciate e percorse.
Intanto raccogliamo interessanti indicazioni.
La prima fotografia savonese è affidata a dilettanti, di origine sociale
prevalentemente, ma non esclusivamente, borghese: le qualifiche
professionali richiamate sono: architetto, medico, avvocato, farmacista,
operaio; addirittura: inabile al lavoro.
Un'indagine attenta mostrerà la verità o meno di una ovvia supposizione:
che la differenza sociale s'esprima anche a livello culturale.
Dalle indicazioni, interrogativi e problemi. Quale rapporto tra una
fotografia provinciale - il marchese Balbi, dilettante a Savona, avrebbe
esercitato (condizionale d'obbligo, per la non sicura interpretazione dei
documenti conservati) a Genova la professione! - e la fotografia dei
grandi centri e della grande professionalità?
Dovranno considerarsi gli stimoli e i condizionamenti dei grandi modelli;
ancor più interessanti potranno rivelarsi le deviazioni e le anomalie
rispetto a quelli, ove si sorprenderanno i tratti tipici del provinciale,
ma anche l'eventuale originalità di uno spirito più ingenuo e meno
legato ai moduli della scuola; la minor capacità di dominare il proprio
oggetto potrà persino tradursi in una più realistica documentazione di
ambienti, di persone, di lavori, di attività, di realtà di ogni genere,
che nella fotografia sono rappresentati con più o meno riflessa
intenzione.
La difficoltà e i costi della fotografia renderanno rara l'istantanea,
con la sua pretesa di verismo troppe volte banale e di massa; ma
permetteranno di cogliere, grazie al carattere elettivo e selettivo della
posa, la più radicata comprensione dell'esistenza e dei suoi momenti
privilegiati: testimonianza dell'importanza attribuita a singoli, a gruppi
familiari e sociali, ad eventi quali nascite, matrimoni, morti e altro; ad
attività peculiari e qualificanti: non è indicativo che tra i fotografi
siano attivi atleti e allenatori della Fratellanza ginnastica savonese?
Che ci si possa attendere anche la testimonianza della partecipazione non
solo retorica, ma sensibile e sofferta, agli avvenimenti e alla storia del
tempo è convincentemente dimostrato dalla sequenza delle fotografie sulla
guerra.
Una rassegna sistematica delle concezioni iconografiche, con
l'identificazione dei temi apprezzati come interessanti e perciò
figurati, potrebbe offrirci uno spaccato della società savonese e della
sua coscienza, tanto più suggestivo quanto meno dipendente dalla
tradizione pittorica e meglio rispondente alle caratteristiche del nuovo
mezzo di rappresentazione.
L'attenzione all'aspetto iconologico, che permette di superare il livello
descrittivo in direzione dei molteplici e meno dichiarati significati
delle immagini, dei valori concettuali, allegorici o simbolici degli
oggetti rappresentati, permetterà una comprensione ancor più penetrante
della ricca e complessa realtà evocata.
In essa si intrecciano infatti non solo dati molteplici e vari, ma
l'irriducibile eppure articolata diversità delle prospettive: quella
della coscienza e della cultura ambientale, quella dei soggetti
fotografati, e quella, che in certa misura fa sintesi, del fotografo.
Per il riferimento all'ambiente, nessun oggetto può essere ricondotto ad
una "natura morta" che non sia evidente metafora: si pensi solo
ai significati che s'accendono dal semplice accostamento di due oggetti
che presentano qualche diversità, oppure che non ne presentano alcuna.
Quando poi i fotografati sono persone - singole o gruppo - le dinamiche e
la dialettica che si instaurano sono quanto mai sollecitanti. A partire
dall'iniziativa di chi vuol essere fotografato e dalle motivazioni che lo
sostengono, le quali suppongono, come regola, un determinato livello
sociale e di sviluppo dell'autocoscienza e dell'autostima.
Il tutto si traduce in una scelta - orientata o determinata dalla moda -
degli abiti, delle acconciature, degli ornamenti: diremmo, di una parte
dei "marcatori" simbolici. L'altra parte, invece, sfugge al
controllo: i tratti somatici e la fisionomia, ad esempio, che talvolta
s'accordano, talaltra confliggono irrimediabilmente con quanto è inteso e
voluto.
Alla manipolazione del fotografo non si può però sfuggire: custode delle
leggi dell'"arte" che esercita, regola la posa, stabilisce la
prospettiva e gli altri elementi della ripresa - dalla luce agli sfondi -
e media le concezioni, le gerarchie e le regole sociali: potrebbe non
essere distinto, nella presentazione di una famiglia, il "ruolo"
del padre, della madre, dei figli, o d'altri membri?
Nella rassegna presentata, alla comprensione della fotografia concreta
manca ancora almeno un aspetto: la dedica, che non appare
infrequentemente: talvolta tracciata con l'incertezza grafica di chi è
minacciato dalla ricaduta nella palude dell'analfabetismo; più spesso
resa, dalla cura, dai ricami e dagli svolazzi di contenuto e di forma con
i quali la si appone, ultimo sigillo della sensibilità e della mentalità
dell'epoca.
Mario Stellatelli ha raccolto e presentato un interessante materiale, lo
ha arricchito di puntuali informazioni, ha disegnato un percorso di
lettura e di interpretazione. Altri potranno seguirlo, imitarlo,
completarlo o contraddirlo. Alla sensibilità, all'intelligenza e alla
cultura di ciascuno è indirizzata la presentazione di questa
testimonianza, e la possibilità di comprenderla e goderla.
Angelo Nicolini, I primi registri contabili del Comune di Savona. Il
Liber Grossus (1315-1318) e l'Exitus Massarie (1339). Il volume inaugura
la nuova collana della Società dedicata alla pubblicazione di fonti
inedite e studi monografici.
Biblioteca
L'evento principale nel 2003 è costituito dall'adesione della nostra
biblioteca al Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN). Questo è avvenuto
tramite la convezione stipulata, nel mese di giugno, con il Polo Ligure ed
il 7 luglio è ufficialmente iniziata la catalogazione informatizzata dei
volumi secondo le procedure previste. Si è data la precedenza alle
pubblicazioni relative alla provincia di Savona ed attualmente sono circa
cinquecento i titoli riportati in indice. La ricerca si può effettuare
attraverso Internet sul sito del Ministero per i Beni e le Attività
Culturali, Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche
Italiane e per le Informazioni Bibliografiche (ICCU) all'indirizzo:
http://www.internetculturale.it/ .
Sono state necessarie alcune variazioni al regolamento di Biblioteca,
approvate dalla assemblea dei soci del 29 marzo 2003. Il nuovo testo viene
integralmente riportato in appendice su questo volume.
Per favorire l'accesso degli studiosi è stato ampliato l'orario di
apertura portandolo a dodici ore settimanali così distribuite: martedì e
sabato pomeriggio dalle 15.30 alle 19.30, giovedì mattina dalle 9 alle 13
per la lettura in sede, il prestito e le informazioni bibliografiche.
Il patrimonio bibliografico si accresce costantemente ogni anno e si
renderà pertanto necessario ricercare in futuro un locale da destinare a
deposito per i nuovi volumi. La consistenza al 31 dicembre 2003
(monografie, riviste, multimediali, raccolte, ...) è di 35.030 unità.
Iniziative con le scuole
In collaborazione con il Comune di Savona è iniziato un percorso di
approfondimento sulle principali figure savonesi che vuole coinvolgere
nella ricerca le scuole presenti sul territorio. Il primo personaggio
preso in esame è Giuseppe Saredo (1832-1902), giurista, pubblicista
erudito, docente universitario e poi consigliere di Stato e senatore del
Regno. Le scuole coinvolte sono le elementari del quartiere Fornaci, il
liceo classico ed il liceo artistico. La conclusione del Progetto Saredo
è prevista nel 2004 con la pubblicazione di un volume.
Con le scuole elementari del quartiere di Lègino è proseguita la
collaborazione per una migliore conoscenza della storia ed evoluzione del
territorio attraverso ricerche ed escursioni.
Sito Internet
Si ricorda il nuovo dominio Internet (http://www.storiapatriasavona.it)
che, dal maggio 2002, ha integralmente sostituito il precedente sito. Gli
indirizzi di posta elettronica sono i seguenti:
svstoriapatria@storiapatriasavona.it e biblioteca@storiapatriasavona.it.
Si invita a visitare periodicamente questo strumento poiché su di esso
vengono riportate ed aggiornate con tempestività le iniziative della
nostra Società e di altre associazioni culturali. Segnaliamo, tra le
varie sezioni, gli indici completi degli studi apparsi su tutte le
pubblicazioni sociali dal 1888 ad oggi. Con i suggerimenti e le
segnalazioni di soci ed amici il sito potrà arricchirsi di nuovi
contenuti.
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